Utente 288XXX
Abbiamo una nipotina dell'età, ora di 40 mesi. Sappiamo della tendenza alla sovraesposizione alla tv e dei possibili rischi, ma volevo sottoporle una questione: insieme a noi nonni la piccola vede al massimo una mezz'oretta di cartoni animati adatti alla sua età (Masha, Peppa e altri dello stesso tenore), assolutamente non violenti, privi di immagini d'angoscia e di linguaggi volgari; quanto si svolge sullo schermo viene da noi condiviso, spiegato e ogni domanda della piccola riceve spiegazione sul perchè dei vari stati d'animo(sia positivi che negativi) dei personaggi e la visione non è mai interrotta da pubblicità. Lo sviluppo linguistico della piccola è notevole, (a livello familiare c'è anche l'esperienza del bilinguismo con la mamma francese), non ha nessun problema di relazione e di rapporto con adulti e coetanei, gioca, fa vita di relazione...La ragione della mia domanda sta nella lettura di articoli allarmanti su studi americani relativi a danni irreparabili e manifesti dall'età di 6/7 anni (disturbi della rellazione, iperattività, scarse competenze lingistiche) per bimbi che abbiano visto televisione anche solo un'ora al giorno; questo ci ha preoccupati e chiedo se possiamo aver causato danni alla nostra nipotina sulla base di ciò che ho esposto nelle righe precedenti.
Ringrazio in anticipo per la risposta.

[#1]  
Dr. Carla Maria Brunialti

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Gentile utente,

sembrerebbe che i criteri che avere seguito nell' "esporre" la bimba alla TV siano piuttosto condivisibili.

Eventualmente la domanda potrebbe essere altra:
l'esperienza quotidiana dei cartoons in età così piccola
arricchisce significativamente l'esperienza di vita di un bimbo?
A cosa servono in realtà,
in una età nella quale le esperienze sensoriali e concrete delle cose potrebbero avere la preminenza?

E inoltre:
come ricuperare la funzione del nonno di
"raccontatatore di fiabe"
quando l'area è stata "drogata" da quei terribili competitors che sono i cartoons?

Fatte queste riflessioni,
credo che quel po' di TV vista dalla vs. nipotina non possa aver causato "danni irreparabili".

Le riflessioni servono per il futuro, eventualmente.

Dott. Brunialti
Dr. Carla Maria  BRUNIALTI
Psicoterapeuta perfezionata in Sessuologia Clinica, Psicologa europea.
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[#2] dopo  
Utente 288XXX

Ringrazio per la più che sollecita e tranquillizzante risposta: nel caso particolare sono stati utili nell'identificazione dei sentimenti e nella loro elaborazione.Il nonno narratore non è fagocitato dai cartoons, mi piace raccontare e e a lei piace ascoltare. Un'ulteriore questione: pur avendo letto Bettelheim, mi sento in dubbio e non ho ancora deciso di spendermi nel racconto di alcune favole classiche perché presentano a volte un contenuto considerato oggi violento e poco corretto (uccisione di lupi, sventramento di lupi, bambini messi ad ingrassare o fatti sparire dal flautista magico e altro...sono necessariamente ironico...) un suo parere in proposito mi sarebbe utile. Grazie ancora.

[#3]  
Dr. Carla Maria Brunialti

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Le fiabe classiche servono appunto anche per identificare i sentimenti onnipresenti nell'umano,
... ma vincono sempre i buoni...
Sentimenti non solo "assistiti" come nei cartoons,
bensì "provati" dal piccolo nel corso del racconto della fiaba
alla presenza (rassicurante) dell'adulto narratore;
fino alla liberatoria vittoria finale.

L'età è adatta anche per le fiabe classiche, nella versione breve e semplice.

Fiabe anche moderne sono interessanti per i bambini.
Ogni libreria ben fornita gliene metterà a disposizione una buona scelta.


Dott. Brunialti
Dr. Carla Maria  BRUNIALTI
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[#4] dopo  
Utente 288XXX

Grazie mille ancora e buona giornata.

[#5]  
Dr. Carla Maria Brunialti

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Prego.
Ricambio l'augurio.

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