Utente 312XXX
Buonasera, vi contatto perché mio figlio di 5 anni si comporta in modo strano. A maggio abbiamo fatto un viaggio all'estero con la famiglia e da lì è cambiato tutto, ancor prima di prendere l'aereo ha iniziato a fare la pipì prima ogni mezz'ora fino ad arrivare a farla ogni 2 min e per 3 volte la fatta addosso piangendo come un disperato e volendo ritornare a casa. Non era il primo viaggio che facevamo e non aveva mai fatto nulla di simile. Tornati dal viaggio non si poteva andare da nessuna parte perché mio figlio aveva paura di farsi la pipì addosso mentre era fuori.. E così per tutta la stagione estiva. questo disturbo diminuiva molto se giocava con i suoi amici ma compariva quasi sempre se andavamo per la spesa o a cena fuori.. Ora per fortuna si è tranquillizzato ed esce tranquillamente, però stiamo affrontando un altro problema. Questo anno ha cambiato scuola di calcio e fino a giovedì tutto bene poi giovedì mentre gioca scoppia in un pianto inconsolabile perché non riesce a fare del suo meglio nel gioco e non vuole più andare a calcio che è la sua passione più grande ed è anche molto bravo a giocare. Piange all'asilo perché vuole la mamma (la seconda volta che capita) non vuole andare con nessuno in macchina se non ci siamo noi genitori.. . Mi preoccupa molto questa cosa perché non sappiamo come comportarci per farlo crescere bene.. . Domenica siamo andati alle giostre per distrarlo un po' ed era il bimbo più felice del mondo.. . È un bimbo un po' timido, molto sensibile ma molto testardo, all'asilo è sempre stato esemplare. Grazie in anticipo per la vostra risposta.

[#1]  
Dr.ssa Paola Dei

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Gentile signora
Ha mai pensato ad una possibile infezione urinaria di lieve entità che poi può essersi risolta semplicemente con il bere?
Se così osse il bambino si sarebbe trovato a vivere una situazione ansiogena che ovviamente a quell’età é impossibile gestire. Tutto questo avrebbe poi indotto nel bambino una paura inconscia nel dover affrontare piccole situazioni quotidiane di relazione. Può anche darsi che si sia fatto carico della vostra preoccupazione percependola dato che é un bambino molto sensibile.
La prima cosa da fare a mio avviso é appurare che non ci siano problemi fisici pregressi o presenti come una cistite infantile. Qualora non ce ne siano é importante condividere con i figli momenti gioiosi accogliendo anche le loro paure e le loro ansie. Fare il genitore é il mestiere più difficile e spesso il desiderio di avere figli perfetti fa dimenticare quanto sia importante abbracciarli, coccolarli, avere per loro parole affettuose, leggere una fiaba insieme, Anche mettergli nel cestino che porta a calcio o all’asilo qualche messaggino d’amore é una cosa che fa molto bene all’autostima. Se il bambino non sa leggere piccoli disegni.
Importante é che non vi perdiate di coraggio e che affrontiate la questione con maggior serenità possibile.
Spero di esserci stata utile
Paola Dei: Psicologo Psicoterapeuta
Didatta Associato FISIG Perfezionata in criminologia
Docente in Psicologia dell’Arte (IGKGH-DGKGTH-CH)

[#2] dopo  
Utente 312XXX

Buongiorno, intanto la ringrazio per la sua risposta immediata, per fortuna il bambino non ha nessuna infezione urinaria. Mio figlio ieri non è andato a scuola dell'infanzia perché mi aveva pregato di non mandarlo perché dice che sente molto la mia mancanza a scuola e così abbiamo fatto un eccezione e non lo abbiamo mandato ne a scuola ne a scuola di calcio. Così ieri mattina siamo usciti per una passeggiata, abbiamo giocato tutto il giorno e ci siamo divertiti. Ma stamattina è stata un impresa a portarlo a scuola, non appena entrato ha iniziato a piangere disperatamente dicendo di voler tornare a casa, voleva rassicurato con abbracci e baci del papà. La maestra dice che avvolte può capitare che un bimbo non vuole andare a scuola. Noi genitori non gli abbiamo mai fatto mancare le coccole e attenzioni. Mio figlio dice che quando è a scuola nessuno gioca con lui ma io l'ho invitato semplicemente di andare lui a giocare con altri , di trovare insieme ad altri un gioco interessante con il quale giocare. È timido e Avvolte va spinto a fare le cose. È un bimbo un po' pigro che Ama stare a casa, poi con questa tecnologia che c'è non ha voglia di uscire ed io non sempre riesco a portarlo fuori perché ho un altro bimbo di 15 mesi e quindi non è sempre possibile. Stiamo considerando di mandare anche il piccolino all'asilo che al momento sta a casa con me. Non vorrei che il grande si confrontasse con il piccolo anche perché stamattina mi ha chiesto:"perché io devo andare a scuola e lui no?". È un bimbo molto testardo e non si lascia convincere facilmente, ed è anche molto restio per le cose nuove. È super intelligente, è bravissimo a disegnare e fare libri adatti a la sua età ma non appena inizia a farli presto si scoccia. Quest anno è l'ultimo anno di asilo e lo stanno preparando per la scuola ed infatti si lamenta spesso che la maestra gli fa fare tanti lavoretti e che lui si stanca... Può essere questo il motivo per non andare a scuola? Sarà solo un periodo transitorio? Stiamo valutando anche di fargli fare un altro tipo di sport per combattere la pigrizia e aumentare l'autostima.
Mi scuso per questo lungo messaggio, spero mi possiate aiutare. Grazie

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Dr.ssa Paola Dei

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GentIle signora
Non si scusi, sono sempre ammirevoli le madri che si preoccupano e occupano dei figli. Intanto é già un ottimo punto di partenza sapere che non ci sono infezioni urinarie in corso o pregresse. E mi sembrano anche ottime le possibilità di cui ci parla. Alcuni bambini quando é il momento di recarsi a scuola vengono assaliti da una forma di ansia che può manifestarsi con una sintomatologia molto varia per poi sparire al sabato o alla domenica o nel periodo delle vacanze. É un primo impatto con la collettività, con il giudizio, con lo stare molte ore lontano da casa, con tutta una serie di vissuti che nei piccoli generano uno stato di apprensione. In sintesi é un’ansia di separazione dal luogo tranquillo dove sono soliti stare. Questo passaggio rappresenta un momento molto importante nella vita del bambino perché il modo in cui supereranno questa ansia di separazione potrà influire anche negli eventi futuri. Quindi la sua preoccupazione é ammirevole proprio per offrire al bambino la possibilità di trovare soluzioni creative che possano poi aiutarlo durante tutta la vita. Detto ciò se tutto passa nel giro di qualche settimana é una tappa che il bambino ha superato da solo vedendo che voi gli siete vicini ma non vi preoccupate troppo. Per questo non gli chieda mai se ha voglia di andare a scuola, qualora le venisse l’idea di farlo, ma dia per scontato che deve andarci e lo rassicuri sulle cose belle che può imparare. Se invece i sintomi non scompaiono é opportuno parlare con le insegnanti senza allarmismi ma chiedendo di fare attenzione a come si comporta il bambino.
Parli anche con lui chiedendo quali sono le sue paure quando va a scuola. Glielo chieda come se lui dovesse raccontarle una fiaba. Poi lo rassicuri dicendo che siete tutti d’accordo per farlo stare meglio e che per ogni cosa troverete insieme una soluzione e lui stesso avrà la capacità di trovare soluzioni dicendo cosa teme e cosa vorrebbe.. Lo abituerà ad avere fiducia in se stesso. Ottimo anche iscriverlo ad uno sport per farlo stare con i coetanei e abituarlo a gareggiare con gioia così come é ottimo prevedere delle cose insieme al fratellino. Ma soprattutto abbia fiducia nella sua capacità di essere una brava mamma. Vedrà che tutto si risolverà per il meglio.
Sono stata un pò lunga anche io ma spero di essere stata utile e le auguro una ottima settimana
Paola Dei: Psicologo Psicoterapeuta
Didatta Associato FISIG Perfezionata in criminologia
Docente in Psicologia dell’Arte (IGKGH-DGKGTH-CH)

[#4] dopo  
Utente 312XXX

Buonasera, la ringrazio per avermi trasmesso la serenità dicui in questo momento ho più bisogno. Sono felice di sapere che stiamo facendo la cosa giusta. Cerco sempre di parlare con mio figlio dell'andamento della giornata scolastica e non solo, non è facile purtroppo farlo parlare, avvolte, quando lo vedo triste, per sapere le cose devo inventarmi una cosa del tipo:"sai oggi sono rimasta male perché si è rotta la mia borsa preferita e questo mi ha fatto stare un po' triste, e a te cosa ti ha fatto stare triste? e poi faccio finta che anch'io all'età sua avevo gli stessi problemi e spiego sempre come li ho risolti e questo lo aiuta molto. Oggi a scuola non ha mangiato nulla però quando è tornato era sereno. Poi si è vestito per andare a calcio e Mi ha chiesto cosa avrebbe dovuto fare per non piangere a scuola di calcio, gli ho detto che non c'è alcun motivo per essere triste e che deve giocare e divertirsi.
Grazie di nuovo, la aggiornerò presto sull andamento di questa nostra "avventura". Buon fine settimana.

[#5]  
Dr.ssa Paola Dei

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Leggendola mi è venuta in mente questa massima che le mando e che riflette ciò che lei mi ha trasmesso:

La mamma è quella persona che vedendo che i pezzi di torta sono quattro e le persone sono cinque, dice che i dolci non le sono mai piaciuti Tenneva Jordan

Molti auguri
Paola Dei: Psicologo Psicoterapeuta
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Dr.ssa Paola Dei

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Le sono molto grata se può scrivere quanto ha espresso anche nella parte dove viene richiesto un vostro parere. Per tutti noi é importante. Grazie
Molti auguri ancora
Paola Dei: Psicologo Psicoterapeuta
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[#7] dopo  
Utente 312XXX

Buonasera cara dottoressa, le scrivo di nuovo perché sono molto confusa. Il bambino si rifiuta di mangiare a scuola, a casa mangia meno e non c'è un minuto in cui non mi prega di non andare a scuola... Cerco di tranquillizzarlo e sdrammatizzare la situazione parlando di altro, ridendo e scherzando ma per lui è un chiodo fisso. Non vorrei sia successo qualcosa a scuola.. Mi dice che la maestra (nuova da quest anno) lo ha chiamato piagnone e spesso lo rimprovera. Può essere questo per lui un maltrattamento psicologico? E poi mi dice che gli manco, che mi vuole sentire quando è a scuola. Sta cominciando ad avere anche il malessere fisico, mal di pancia e si rifiuta di mangiare a scuola. Mi chiedo se devo continuare a mandarlo a scuola o provare a cambiare l'istituto. Non vorrei che questa situazione degenerasse. Abbiamo parlato con la maestra stamattina ci ha detto che è molto più avanti dei suoi coetanei che è un piacere di fare discorsi con lui, fa dei ragionamenti da grande ci ha riempito di complimenti. Il bambino invece davanti al papà ha risposto a la maestra dicendo che lei prima dice che lui è bravo e poi lo sgrida, che lavoretti che fa non vanno bene.. Mi chiede cosa fare per non piangere e mi chiede la camomilla per calmarsi. Ho paura che dietro ci sia un forte malessere psicologico.

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Dr.ssa Paola Dei

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Buona giornata e grazie per le sue info. Da quanto riferisce emerge un doppio messaggio che occorre approfondire e per questo sarebbe utile il supporto di un/una collega che possa aiutare a comprendere cosa é accaduto e cosa accade. Può darsi che il bambino, pur essendo bravo percepisca aspettative molto grandi nei suoi confronti e non si senta sempre all’altezza di corrisponderle, oppure altro, ma da qui possiamo fare solo ipotesi mentre una collega de visu può sicuramente comprendere meglio la questione, Prima di prendere qualsiasi decisione, anche quella eventuale di cambiare scuola, é importante avere un quadro più esaustivo del caso, così come é importante risolvere la questione quanto prima ma con serenità, per quanto é possibile. Lei non si stanchi di rassicurarlo e di dirgli che troverete insieme la soluzione. Vedrà che con un supporto psicologico con un/una collega riuscirete a gestire al meglio la questione.
Ci tenga informati se le fa piacere
Paola Dei: Psicologo Psicoterapeuta
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