Utente
Buongiorno, ho 40 anni.
Ho una relazione da 21 anni.
Sabato sera accade una litigata dovuta al fatto che un giorno ho confidato ad una delle mie amiche che ero preoccupata per lui perché lo vedevo sempre stanco e nervoso pertanto, sapendo che è appassionato di alimentazione, ho pensato che questo suo comportamento era dettato da una corretta alimentazione.
Sabato sera ho ribadito ciò in presenza di questa mia amica e di lui...Tornando in macchina mi ha detto parole molto brutte, da li non mi ha più risposto ai messaggi, ne alle chiamate.
Come può essere che una persona mandi all'aria un rapporto di 21 anni per queste cose?
Abbiamo già avuto litigi per cose più gravi, ma mai un suo comportamento così nei miei confronti.
Gli mando messaggi ogni giorno, non mi blocca
...perché?
Lui FI solito blocca persone che lo infastidiscono.
Perche non lo fa?
Io chiedo un chiarimento perché se mi vuole lasciare deve avere il coraggio di guardarmi negli occhi e dirmelo...solo che faccio fatica ad avere un confronto perché non mi risponde.
Come posso fare?
Cosa posso fare?
Cosa ne pensate di questa situazione?
Ho bisogno di sapere per eventualmente accettare la fine di questa relazione.

Grazie

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Dr.ssa Anna Potenza

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Gentile utente,
probabilmente ci ha scritto in uno stato di turbamento emotivo, comprensibilissimo, ma questo rende oscuro il motivo del litigio. Vorrei qualche chiarimento per capire davvero e poterla aiutare.
Lei scrive di aver confidato ad un'amica la sua preoccupazione perché vedeva il suo partner stanco e nervoso. E aggiunge: "sapendo che è appassionato di alimentazione, ho pensato che questo suo comportamento era dettato da una corretta alimentazione".
Strane parole. Una corretta alimentazione migliora lo stato dell'umore, non lo peggiora. Ma forse lei stava parlando del disturbo mentale che si chiama "ortoressia", ossia l'attenzione abnorme a cià che si mangia, con la pretesa fittizia di voler mangiare "correttamente", che in realtà copre un'ossessione?
Se stiamo parlando di questo, tutto si spiega: il fatto che il suo uomo si sia offeso sentendola parlare di questo suo disturbo ad altri, il fatto che l'abbia insultata e anche il fatto che non le risponda, pur non bloccandola. L'affetto, dopo ventun anni insieme, evidentemente c'è ancora.
Ma a proposito, quando ci riscriverà per chiarire meglio, potrebbe spiegarci come mai in ventun anni non avete pensato ad un matrimonio e nemmeno ad una convivenza?
Le raccomando intanto di procedere con molta cautela parlando col suo partner, per non offenderlo ancora. Fin qui lei non si rendeva conto della natura del problema, immagino, quindi non aveva intenzione di ferirlo.
Auguri.
Dr.ssa Anna Potenza (RM)