Utente
Salve a tutti,
È da tanto che non scrivo.

Ho cambiato nuovamente dottore andando da uno psichiatra psicoterapeuta.
Mi è stato diagnosticato il DOC relativo sempre alla mia unica e passata relazione.
Sul piano farmacologico nulla da dire.
Ma come psicoterapia non sono convinta.
Ogni volta che vado ad appuntamento mi toglie o mi aggiunge un medicinale.
Ma parlo solamente e non ci sono né esercizi mentali né strategie.

Io è 4 anni che sto male.
Penso ossessivamente al mio ex, a volte ho il desiderio di tornarci, altre appena mi creo una scena di riavvicinamento comincio a sentire angoscia, ansia.
Vivo tutto in modo amaro.

Dentro non riesco a pensare a qualcun altro.

Forse ripeto le stesse cose.
Ma sto male tutti i giorni.
Lui fa parte di me.
Della mia testa, del mio cervello.
Lui non sta con nessuna.
Questo mi fa sentire in colpa ma so anche che se avesse qualcun altra starei più male.

Sono bloccata ormai.
Non vedo via d'uscita.

Ci ho provato in tutti i modi ma sembra che nulla funzioni.
Ho paura di stare a vita così e fermare la mia vita Senza far nulla.

Cari dottori voglio solo la verità senza dolcezza.
Sono un ipersensibile accertata.

E ho il doc da relazione.
Non sto con lui ma dentro non riesco a lasciarlo.
Quando sto meglio penso di tornarci... Ma sto solo prendendomi in giro?
Non ce la faccio più davvero.

Mi sta debilitando.

Ho distrutto un ragazzo e me stessa.


Aggiungo ai dati che sono aumentata di 5 kg, prendo risperidone 20 mg, paroxetina 20 mg, xanax 0, 5 e duloxetina.

Secondo me son troppi.
So solo che un conto è leggere i sintomi, un conto è provarli.
È un incubo.

[#1]  
Dr.ssa Paola Dordoni

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Gentile utente,

immagino che la situazione sia difficile e la ringrazio per aver scritto. Dalle poche informazioni che ha dato deduco che la terapia farmacologia abbia col tempo dato benefici, al contrario quella psicologica. Le suggerisco di rivolgersi quindi ad uno psicoterapeuta, e credo che l'orientamento più adatto nel suo caso sia il cognitivo-comportamentale (comprovata efficacia in caso di doc). Detto questo, sono certa che la farmacoterapia non debba essere interrotta. Forse lo specialista che la sta seguendo, proprio perchè psichiatra, tende ad adottare un approccio farmacologico; studi dimostrano che questo può non essere sufficiente, ecco perchè la psicoterapia diventa strumento essenziale e integrante.
Il doc si caratterizza sia per le ossessioni (parte cognitiva) sia per le compulsioni (parte comportamentale), e di queste lei non ha fatto cenno... inoltre non esiste il "doc relazionale"... quindi le consiglio di rivolgersi per un consulto psicologico ad un collega.
mi faccia sapere! e buon lavoro
Cordialmente,
Dr.ssa Paola Dordoni

[#2] dopo  
Utente
Salve Dottoressa...
Le compulsioni sono cercare su internet delle spiegazioni al mio Malessere, andare a cercare sui social quello che lui fa, piangere continuamente e avere attacchi di panico appena provo ad avere un riavvicinamento mentalmente.
Il mio psichiatra fa anche a me psicoterapia...
Il doc è incentrato sulla mia relazione col mio ex. Mi fisso su come risolverla penso sempre a lui. Costantemente.
Già ho cambiato 2 psicologi perché non soddisfatta. Non son stata meglio. Vorrei pian piano ridurre le pillole ma ho paura di non poterne più farne a meno.

[#3]  
Dr.ssa Paola Dordoni

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le compulsioni sono comportamente ben identificabili, ripetitivi e effettuati per ridurre tendenzialmente l'ansia. Una volta terminato il comportamento l'ansia/il malessere è ridotto. Se desidera ridurre i farmaci ne parli col suo psichiatra...il mio suggerimento è intraprendere una terapia cognitivo comportamentale perchè è quella più efficace per il doc (può leggere numerosi articoli al riguardo).
Cordialmente,
Dr.ssa Paola Dordoni

[#4] dopo  
Utente
Grazie