Utente
Gentilissimi Dottori,
Sono una ragazza di 29 anni e non ho mai avuto problemi di insonnia.

Da circa un mese ho lasciato l’abitazione dei miei genitori per andare a vivere da sola - preciso nella stessa città.

Dalla prima notte fuori casa non sono più riuscita a dormire 5h continue e faccio davvero molta fatica a prender sonno, ormai quasi inesistente, inizialmente pensavo che fosse una normale situazione di adattamento anche se già all’inizio ero perplessa di questa spiegazione visto che mi capita di viaggiare per lavoro e non ho mai avuto problemi a dormire fuori casa in ambienti sconosciuti.
Ad oggi dopo un mese non riesco a darmi una spiegazione ma soprattutto a risolvere il problema.

Questa insonnia mi crea grossi problemi di concentrazione durante la giornata e di stanchezza.

Sono andata in farmacia e ho acquistato delle pastiglie di melatonina che pare al momento siano inutili, evitando di assumere medicinali più invasivi.

Da cosa può essere dovuta questa situazione?

Come posso risolverla?

Vi ringrazio anticipatamente e vi invio i miei migliori saluti.

JM

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Dr. Francesco Emanuele Pizzoleo

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Quando si trasloca, si viaggia, si cambia ambiente e letto, è possibile incorrere in quello che viene definito <<<effetto della prima notte>>: un meccanismo protettivo e primordiale messo in atto dalla mente per tenerci in allerta e difenderci da un ambiente nuovo, che potrebbe nascondere eventuali nemici o pericoli nascosti. Queste dinamiche catatterizzate da difficoltà di addormentamento, possono protrarsi anche per qualche notte.

Nel suo caso, un mese di difficoltà di addormentamento e, mi pare di capire, anche a mantenere il sonno, sono verosimilmente spia di un problema di insonnia che potrebbe essere attenzionato da un/una Collega di zona che si occupi di diagnosi e cura dei problemi del sonno.

Detto ciò, questa: <<< Da cosa può essere dovuta questa situazione?>>> diventa una domanda a cui poter rispondere solo di persona perché:
1) le cause sono soggettive e non di default per tutti
2) non basta comprendere le cause per curarsi ma servirebbe lavorare, in tempi non necessariamente lunghi, sul problema.

Cordiali saluti
Dr. Francesco Emanuele Pizzoleo. Psicoterapia cognitiva e cognitivo comportamentale.