Bassa autostima

Salve,
sono una studentessa universitaria e da alcuni mesi non riesco a vivere serenamente il mio percorso universitario, il che mi dispiace molto perchè è quello che ho sempre sognato di fare e le materie che studio mi appassionano molto.

Inizialmente pensavo fosse un periodo passeggero, dovuto anche alle restrizioni per il contenimento della pandemia: seguire le lezioni sempre incollata davanti ad uno schermo è stato davvero difficile per me che sono abituata a scambiare una parola con tutti, a scherzare, ad avere molti amici.

Però poi ho cominciato ad avere attacchi di ansia molto forti che non mi mollano nemmeno ora.
E il problema maggiore è che somatizzo questa ansia quindi sento sempre un peso sul petto, il cuore che mi si spacca, senso di svenimento, paura, difficoltà a concentrarmi, vomito.
La cosa che mi dispiace di più è poi vedere le persone che mi vogliono bene soffrire per il mio stato d'animo perché non capiscono come mi sento e io non riesco a comunicarlo adeguatamente, anzi finisco per trattarli in maniera aggressiva, allontanarli.
Ho pensato allora che la radice del mio malessere dovesse essere più profonda e sono arrivata alla conclusione che risieda nell'avere una bassa autostima, nell'essere troppo severa con me stessa, nel giudicarmi in maniera sbagliata.
Ho una visione completamente opposta a quella che gli altri hanno di me e mi sento schiacciare, soffocare.
Questa bassa autostima mi porta a compensare imponendomi di raggiungere sempre il massimo in qualsiasi campo, come se identificassi me stessa nei miei successi.
E spesso non mi accontento nemmeno dopo aver raggiunto il risultato che volevo perché "avrei potuto fare di più".
È devastante questo, soprattutto perché non sempre va come pianificato.
E razionalmente lo so, so che è così, so che ciascuno ha i propri tempi e non devo paragonarmi agli altri, che non devo confrontarmi con loro o temere il loro giudizio...ma emotivamente non ce la faccio.

Nell'infanzia ho avuto un'educazione abbastanza rigida, i miei genitori mi hanno impartito un forte senso del dovere che in molti casi mi ha aiutata...Però ho riflettuto anche su questo e sento che ha influenzato molto il mio modo di essere anche perché da piccola ero estremamente sensibile.
È vero che loro non mi hanno mai fatto pesare una bocciatura ad un esame, che sono i primi a dirmi di essere felice, però ho costantemente paura di deluderli e soprattutto di deludere le mie aspettative.

Non so se potete aiutarmi...
[#1]
Dr.ssa Valeria Mazzilli Psicologo 263 13
Gentile Utente,
sono curiosa di sapere quale percorso di studi ha intrapreso, da quel che dice nelle righe iniziali immagino che alla fine abbia scelto psicologia. Già in passato qui aveva raccontato che sarebbe stato il suo sogno.

Innanzitutto le faccio i complimenti per le sue capacità introspettive. Ha provato a comprendere i motivi del suo malessere fisico ed emotivo ponendo uno sguardo su di sé, sulle sue relazioni familiari, tenendo conto della sua storia passata e dei suoi desideri e sogni relativi al futuro.

"avrei potuto fare di più"
Queste poche parole dette insieme e con convinzione lacerano e tormentano e alimentano un vissuto di inadeguatezza.
Occorrerebbe chiedersi: fare di più rispetto a chi, o a cosa?
Le aspettative di chi cerca di soddisfare?
Altra domanda: si sente soddisfatta del suo rendimento accademico finora compiuto?

Lei parla di bassa autostima, secondo me questo è un effetto più che l'origine di qualcosa.
Se lei si pone aspettative e obiettivi troppo alti, così alti da essere poco realizzabili che non tengono conto delle variabili reali che ci sono, non può conseguire i successi sperati e si fa largo la frustrazione e l'impressione di essere manchevole di qualcosa.

Pone anche in evidenza un aspetto significativo: lei si percepisce in maniera significativamente diversa, quasi opposta, rispetto a come gli altri la vedono.
Da dove proviene questa spinta al perfezionismo, a fare di più e meglio? Cosa succede se sente che fallisce e manca un obiettivo prefissato?
Cosa succede se smette di essere figlia e studentessa così performante? Quanto le costa esserlo?
Nel rispondere cerchi di dare spazio alle sue emozioni e non solamente alle sue vive e acute capacità di pensiero. Ci provi

Spero di averle dato qualche spunto utile su cui riflettere
Ci faccia sapere
Un caro saluto

Dr.ssa Valeria Mazzilli
Psicologa Clinica
Corso Umberto I, 23 Napoli
cel. 3895404108

[#2]
Dr.ssa Alessandra Di Domenico Psicologo 1
Buongiorno.

Come prima cosa sento di dirle che leggere la sua richiesta è stato coinvolgente ed emozionante: ha una grande capacità di leggersi dentro ed esprimere ció che sente; deve essere una persona molto sensibile, aspetto che può sembrare una debolezza,ma in realtà è un grandissimo punto di forza se utilizzato nel modo giusto.

Innanzitutto, credo che purtroppo il periodo che stiamo vivendo metta a dura prova ciascuno di noi nelle proprie componenti ansiose: la paura della morte, l'isolamento, i numerosi e repentini cambiamenti ci costringono ad uno stato di allerta continuo e doloroso.
Tuttavia, come lei stessa ha sottolineato, c'è qualcosa di più profondo, da cui queste componenti prendono origine. Lei volge la sua attenzione sul mio principale campo di interesse e di lavoro: la famiglia. Potrebbe essere utile guardarsi indietro, nella propria storia, e andare a ricercare i vissuti emotivi su cui quel "non sono abbastanza, quel perfezionismo, quella necessità di non deludere gli altri" si sono costruiti. Ancora, sarebbe prezioso andare a scoprire e ad abbracciare le paure connesse al non riuscire in tutto ciò. Infine, ma non meno importante, si dovrebbe fare luce su i suoi bisogni, quelli inespressi, quelli insoddisfatti e quelli ancora sconosciuti, per poter finalmente cominciare a vivere e agire in funzione di essi.

Spero di averle lasciato qualche spunto di riflessione.

Resto a disposizione per ulteriori domande o chiarimenti.

Un caro saluto.

Dr.ssa Alessandra Di Domenico
Psicologa ad orientamento sistemico relazionale
Piazza Spirito Santo,21
Pescara

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