Violenza e terribile senso di colpa

Buongiorno vorrei spiegare la mia situazione,

Da bambino non ho mai avuto problemi.
Ero un bravo bambino.
Nei 3 anni delle medie invece, sono diventato un ragazzino molto difficile e purtroppo ho usato spesso violenza fisica verso mia madre, calci e pugni anche forti, ricordo che una volta le feci scendere il sangue dal naso, ero incontenibile.
Poi finite le medie mi sono calmato e tutto è tornato alla normalità.

Aggiungo che mio padre è sempre stato freddo, anaffettivo, non l'ho mai visto felice, non ha mai avuto amici, per lui io non esistevo, esisteva solo il lavoro.


Oggi ho 40 anni.
Non ho mai commesso reati di alcun tipo, non ho mai fatto del male a una donna e ho un ottimo rapporto con mia madre.
Sono una brava persona, anche troppo visto che per un periodo ho fatto una terapia per mie eccessive scrupolosità e mi è stato diagnosticato un disturbo ossessivo compulsivo della personalità presente fin dall'asilo (ma con lo psicologo non ho mai parlato degli anni in cui sono stato violento, li avevo quasi dimenticati)

Purtroppo però da circa un mese mi sono tornati in mente quei 3 terribili anni della mia vita e mi sono venuti dei sensi di colpa lancinanti verso mia madre.
Le ho parlato e lei mi ha detto che non dobbiamo pensarci.

Ma io non ci riesco e non riesco più a dormire la notte.
Penso che se qualcuno sapesse quello che ho fatto non mi rivolgerebbe nemmeno più la parola.
È perdonabile quello che ho fatto?
Posso riuscire a perdonarmi?
Sono entrato in crisi totale

Grazie a tutti
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Dr.ssa Valeria Mazzilli Psicologo 263 13
Gentile Utente,
innanzitutto le faccio i complimenti per essere riuscito a condividere con sua madre i suoi ricordi legati ad anni così difficili e dolorosi. E' stato coraggioso a riportarli alla luce dopo così tanti anni.
Sembrerebbe che sua madre abbia compreso e la proposta di non parlarne più potrebbe essere un segnale da parte sua di lasciarvi il passato alle spalle. Non crede?
Eppure il pensiero di essere stato una persona aggressiva in un passato molto lontano, durante la pre-adolescenza, riaffiorato quasi all'improvviso, non la fa dormire la notte.

Ha provato a pensare che forse questo pensiero ricorrente che non riesce a lasciarla in pace, tanto da dirsi "in crisi totale", possa essere un sintomo del suo disturbo ossessivo compulsivo?

La invito a riflettere sul fatto che ciò che potrebbe crearle disagio non sarebbe tanto il contenuto del pensiero, l'essere stato aggressivo con sua madre in passato, quanto la forma attraverso cui si manifesta questo pensiero.
Ciò che le provoca sofferenza quindi potrebbe essere l'insistente ripetitività di una specifica questione o problema, che diventa ingombrante, occupando molto spazio nella sua quotidianità.
In passato ha mai avuto pensieri ricorrenti e molto ingombranti come questo, ma di contenuto diverso?
In tal caso le suggerisco di contattare il suo precedente terapeuta o di prendere contatto con uno nuovo.

Ci faccia sapere
Resto a disposizione se ne avesse ancora bisogno
Cordialmente

Dr.ssa Valeria Mazzilli
Psicologa Clinica
Corso Umberto I, 23 Napoli
cel. 3895404108

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