Gelosia retroattiva dinuovo incombente e logorante

Salve a tutti.


Il tema del consulto è il seguente:

La ragazza con la quale sono attualmente fidanzato è stata la prima con la quale sono riuscito ad avere un rapporto sessuale completo (nonostante alcune difficoltà incontrate inizialmente, vale a dire mia precocità e suo vaginismo... condizioni che si sono quasi del tutto annientate col tempo) nonostante l' età leggermente avanzata mia (29). . .

Lei è mia coetanea ed ha avuto al 100% (come giusto che sia) dei rapporti sessuali completi con altri ragazzi in passato...

Delle volte ci ripenso... Mi sento uno straccio... In primis per gelosia retroattiva che mi ha fatto star malissimo soprattutto durante i mesi del primo Lockdown, durante i quali quotidianamente andavo a scavare dettagli social sul suo passato... Il lockdown, con tutto il malessere del caso è arrivato come un fulmine a ciel sereno... in concomitanza con un periodo durante il quale cercavamo di avere un rapporto sessuale completo... ma non ci riuscivamo a causa dei problemi di cui sopra...

I problemi sessuali, come detto, si sono risolti... Anche se da parte mie ritornano e nel momento in cui lo fanno... coincidono con un mio ri-fossilizzarmi su questa bestia di gelosia retroattiva... Il pensiero che io abbia avuto le prime esperienze sessuali complete con lei, mentre lei con altri... mi distrugge dentro... sia per una questione, appunto, di gelosia... sia perché ripenso ad anni buttati in apatia, scarsa socializzazione durante i quali avrei dovuto essere più attivo in tutto... Ma che per problemi personali in casa ed in più l' impegno universitario che mi ha consumato energie... non sono stato... Delle volte mi sento a pezzi... Perennemente sotto "auto-esame"... E proprio quando mi ossessiono dall' aver un rapporto sessuale soddisfacente... ricado nella precocità o in rapporti sessuali non molto performanti, deviato da questi pensieri...

Delle volte mi sento rilassato... Ma delle altre mi sento davvero a pezzi: ' (

Grazie anticipatamente a chi mi darà un supporto.
[#1]
Dr. Ferdinando Toscano Psicologo 63 6
Gentile utente,
Ho letto tutti i suoi numerosi messaggi precedenti, e relative risposte dei colleghi.

La cosa in comune di tutto il suo quadro, per ciò che attiene la componente psicologica, mi sembrerebbe il suo "non sentirsi abbastanza", il suo sentirsi vinto dalla vita, schiacciato dalla realtà, dai doveri...

Mi pare di capire, da quel che scrive e come lo scrive, che lei abbia sviluppato dei meccanismi più o meno grossolani per compensare questo suo pensiero. Il che, verosimilmente, potrebbe darle ogni tanto tregua...

... Ma volta e gira queste sensazioni ritornano ... E tanto lontano, stando almeno a quanto ci ha scritto nel tempo, non si va.

D'altro canto... Le pare che se credesse davvero in se stesso come dovrebbe essere, e fosse risolto tra lei e lei, penserebbe alle relazioni passate della sua ragazza o al suo ex?
O sarebbe così tanto cervellotico?
"Gelosia retroattiva" anche e proprio no... Questa somiglia di più a un'ansia più o meno costante che si manifesta anche con il confronto con altri (che è a sua volta tipicamente risultato e parte di origine dell'ansia stessa, peraltro).
Che ne pensa?

Il mio consiglio è quindi di consultare uno psicologo psicoterapeuta di persona, e di svolgere con lui/lei un percorso per stare meglio.

Saluti

Dott. Ferdinando Toscano
Psicologo

[#2]
dopo
Utente
Utente
Gentile Dottore,

in primis grazie infinite per la tempestiva risposta, per di + di domenica...

Tuttavia mi sono perso dei passaggi; cosa intende quando scrive:

"Mi pare di capire, da quel che scrive e come lo scrive, che lei abbia sviluppato dei meccanismi più o meno grossolani per compensare questo suo pensiero. Il che, verosimilmente, potrebbe darle ogni tanto tregua..."

Cordiali Saluti.
[#3]
Dr. Ferdinando Toscano Psicologo 63 6
Gentile utente,
L'espressione voleva indicare che nel suo scrivere ho avuto la sensazione di leggere un raccontare e soprattutto un raccontarsi che in qualche modo da un lato fa emergere la sua ansia e il suo pensiero di insufficienza verso se stesso, e dall'altro un (a volte) salvifico modo di alleggerirsi questo peso che si porta... Come sarebbe stato verosimile e probabile, del resto...

L'ho definito inoltre grossolano perché non mi sembra molto fine, organizzato, frutto cioè di un percorso che, appunto, le consiglio invece di fare ...

Se le interessa qualche esempio di questo, provo a prenderne da questo messaggio, ma ci sono caratteristiche anche nei precedenti...

Il suo parlare di "annientare" le condizioni problematiche precedenti, il suo definire quanto ci riferisce una "gelosia retroattiva" o il suo motivare (e motivarSI) la sua situazione corrente come causata da problemi a casa o ragioni universitarie (e con questo non voglio affatto sminuire le cose che segnala, ci mancherebbe!).

Le prime due sono espressioni linguistiche un po' strane. La prima mi pare forte a sottolineare il suo sforzo e la sua vittoria (giustamente). La seconda mi sembra una etichetta un po' cervellotica con la quale trasforma in fare (il geloso) un essere (insicuro). Il terzo esempio è invece una sorta di giustificazione: nessuno le verrà mai a dire che la sua vita è stata facile, qualunque essa sia stata e sia. Ma la verità è che per vivere bene bisogna imparare ad essere più forti di tutto.

Ecco, lei dovrebbe a mio avviso potenziare il suo quotidiano vincere su quello che non le piace della vita, accada quel che accada, e per questo ritrovare le energie e arrivare ad una narrazione più organica che la aiuti allo scopo può fare al caso suo. Per questo le consiglio di rivolgersi a uno psicologo psicoterapeuta.

Cosa ne pensa? Può esser così?

Spero di essere stato, pur dovendo necessariamente parlare di alcuni elementi poco tangibili ai sensi (ma non alla mente), più chiaro.

Un caro saluto

Dott. Ferdinando Toscano
Psicologo

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