Difficile rapporto con i genitori

Salve a tutti, sono un ragazzo di 20 anni ed è la prima volta nella mia vita che ho l'estremo bisogno di parlare con qualcuno di un tema del genere.

Parto dalla premessa che ho sempre fatto tutto quello che mi hanno detto i miei genitori: dalle scuole, sport, relazioni, scelte di vita.

Infatti, dopo 5 anni infernali di liceo scientifico (ovviamente sono stato obbligato dai miei a farlo) dove mi alzavo tutti i giorni alle 5 per prendere il bus e tornavo a casa alle 16: 30, ho deciso di prendermi un anno sabbatico per decidere sul mio futuro.
Ho deciso di non buttarmi sulla prima università perché non avevo voglia di fare una cosa tanto per, suscitando così un po' di disappunto nei miei genitori.
Me lo hanno continuato a rinfacciare il fatto di non aver fatto praticamente nulla quest'anno.
Così a fine giugno ho tentato il test dell'università (in realtà è un corso formativo, non proprio un'università) e purtroppo non sono stato preso: c'erano solo 15 posti ed eravamo in più di 100 ad aver tentato di entrare.
Nonostante avessi passato gli ultimi mesi a prepararmi, i miei genitori dopo aver saputo che non fossi stato preso, soprattutto mio padre, mi ha iniziato a rinfacciare il fatto di essere un nullafacente, di non voler studiare solo perché con la professione che andrei a fare non avrei una laurea.
Infatti ora non essendo passato mi hanno consigliato di fare esperienza nel settore, solo che mio padre non lo capisce.
Dice che dovrei fare altro: mi continua a dire che mi vuole mandare a fare lo spazzino perché non crede che io voglia fare quello per cui ho provato ad entrare.
Per mio padre io dovrei fare quello che vuole lui, non io e ogni volta che ho fatto qualcosa di non importante o ogni volta che ho sbagliato me lo ha sempre rinfacciato, mai elogiato quando andavo bene a scuola o quando facevo qualcosa di giusto.
Non ho mai avuto un elogio da parte sua, sempre a rinfacciare tutto.
Ho l'impressione che lui sia felice nel vedermi soffrire, come si capiva quando soffrivo come un cane quando ero al liceo: non sono stato un giorno bene.
Infatti l'altro giorno ho pure sentito mio padre dire a mia madre di non chiamarmi tesoro, ma solo col mio nome perché ormai sono grande.
Mio padre stesso quando vede mio fratello che ha 30 anni quasi lo chiama sempre amore o altro.

Sempre con mio fratello oggi sparlava di me, dicendo che in realtà non so cosa voglio fare della mia vita e che l'hanno prossimo sicuramente fallirò nuovamente il test dell'università se dovessi riprovarci.
So che ho detto genitori nel titolo: mia madre non è così ma la definisco come un inetto, incapace di rispondere o di dire la sua quando c'è mio padre.
So che possa sembrare una cosa futile tutto ciò, ma sto marcendo dentro, sto soffrendo dal primo giorno delle superiori anche perché con mio fratello non fu così.

Mi scuso per il lungo messaggio ma ho bisogno di aiuto... Sto veramente malissimo.
Ho bisogno di più consigli possibili per sapere cosa fare.

Grazie...
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Dr.ssa Anna Potenza Psicologo 4.1k 190
Gentile utente,
intanto ci chiarisca quali sono le sue aspirazioni, ossia in quale campo ha fallito il test d'ingresso; poi cerchi un lavoro in un negozio, in una pizzeria o in qualunque altro settore che le permetta di racimolare un po' di denaro per crearsi quanta più indipendenza possibile, e con questo un po' più di sicurezza personale.
Mentre valuta i vari corsi professionalizzanti e le varie lauree, comprese quelle telematiche, approfitti per leggere, scrivere e migliorare il suo italiano, specie l'uso del congiuntivo e del genere di sostantivi e aggettivi. Per esempio, sua madre presumo sia una donna, eppure lei la definisce "un inetto". Attenzione, o continuerà a fallire i vari test!
Auguri. Ci tenga al corrente.

Prof.ssa Anna Potenza (RM) gairos1971@gmail.com