Tradimento virtuale: come superarlo?

Buonasera.
Sono sposato con mia moglie da 4 anni.
Da un anno e mezzo mia moglie ha scoperto che in passato, attraverso un profilo finto social, l'ho tradita virtualmente.
La cosa è successa più volte (meno di 10) sempre con donne diverse e in alcuni casi con invio di foto intime.
Mia moglie in passato aveva sospettato ma io avevo sempre negato.
Dopo aver trovato il profilo finto, ho ammesso tutto.
Dal giorno dopo ho affrontato la cosa con un terapeuta per capire cosa mi avesse portato a fare ciò.
Ho sempre amato mia moglie, sempre d'accordo, molto uniti.
Sono sempre stato parecchio fuori per lavoro (anche per alcuni mesi) ed in questi momenti di lontananza ho commesso questi gesti.
Con la terapia ho capito come forse il troppo "rispetto per mia moglie, ci ha portato alla mancanza di dialogo e di confronto dal punto di vista sessuale ed io sono caduto nella debolezza delle chat (mai andato oltre e mai con l’interesse di conoscere l’altra persona).
Ho anche analizzato come il gestire i problemi nascondendoli derivi dal mio carattere e dalla mia famiglia seppure, a parte questo, non abbia mai nascosto nulla a mia moglie.
Abbiamo poi fatto mesi anche di terapia di coppia dove si può dire come sia emerso che siamo una coppia molto affiatata ma che questo episodio ci ha fatto crollare.
Mia moglie ha sempre avuto difficoltà a superare le menzogne (per episodi familiare pregressi) e quindi da 5 mesi ha intrapreso anche lei un percorso individuale.
A febbraio di quest’anno poi, con la scusa di impegni di lavoro, abbiamo provato ad allontanarci.
Dopo 2 mesi e mezzo mia moglie mi ha detto di provare a stare insieme nuovamente.
Oggi siamo a casa insieme ma il futuro è incerto.
Lei cambia umore velocemente.
Passiamo da giornate piacevoli trascorse insieme a casa come in giro, da soli o in compagnia, a giornate di scontri violenti dove lei mi dice che è questione di poco e se ne andrà.
Dal punto di vista sessuale dopo mesi di astinenza, da aprile abbiamo ripreso ad avere rapporti, anche frequenti e con soddisfazione per entrambi quasi come ad esserci liberati di qualcosa.
In modo diversi entrambi siamo provati.
Io ho messo in discussione tutta la mia vita, famiglia, amici e lavoro.
Non viaggio più e ogni giorno lavoro su piccoli errori, non per dimostrare a mia moglie qualcosa, ma perché l’unica cosa che vorrei ora è poter riprendere la mia vita con lei. So che nulla sarà come prima ma io la amo e l’ho sempre amata.
Quando la vedo soffrire, interiormente mi devasto, i sensi di colpa mi travolgono.
Quando lei è tranquilla, io vivo aspettando il prossimo momento cupo.
Potrei chiedervi se posso fare qualcosa per sbloccare la situazione?
Io non so come farle capire quello che per me e per la mia terapeuta è stato un momento di "debolezza" legato alla situazione e alla nostra mancanza di dialogo sessuale.
Molti mi dicono che non possiamo andare avanti e che dovrei essere io a prendere in mano la situazione e separarci.
Ma come posso?
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Dr. Carla Maria Brunialti Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 14,5k 449 103
Gentile utente,

Lei chiede pareri a troppe persone:
- chi sono ad esempio i "molti (che) mi dicono che non possiamo andare avanti e che dovrei essere io a prendere in mano la situazione e separarci"? Che competenze hanno per sparare sentenze sulla vita altrui?
- e poi noi, peraltro psicoterapeuti di lungo corso, che però conosciamo solo da poche parole online una situazione complessa? E che proprio perchè abbiamo un senso profondo della deontologia professionale mai ci arrischieremmo a fornirLe qualche formuletta?

Lei come persona, Voi come coppia, avete già delle valide guide nel percorso di vita, i Vostri Psicoterapeuti/e.
E dunque perchè "cercare distrazioni" sotto la voce, magari, di "secondo parere"?

Non tocca a Lei "..farle capire quello che per me e per la mia terapeuta è stato un momento di "debolezza" legato alla situazione e alla nostra mancanza di dialogo sessuale"; è come accampare delle scusanti per giustificarsi dei torti concreti messi in atto (tenga conto che anche per la legge il "tradimento virtuale" è equiparato a quello concreto).
Eventualmente sarà la prova dei fatti a dimostrare a Sua moglie il Suo cambiamento.
Tenga anche conto del fatto che il lutto (tale è stato per Sua moglie) ha bisogno financo di molti mesi per essere elaborato
e che - per dirla con il titolo del testo di M. Recalcati - nulla sarà più come prima, anche quando la ferita sarà diventata cicatrice.

Saluti cordiali.
Dott. Brunialti

Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta perfezionata in Sessuologa clinica, Psicologa europea.
www.linkedin.com/in/brunialtisessuologaclinica/

[#2]
dopo
Utente
Utente
Ringrazio molto della risposta. In effetti è vero, la situazione è molto complessa ed ogni parola mi condiziona: forse dovrei vivere il quotidiano. Oggi so benissimo la gravità di quello che ho fatto e le conseguenze che rischio.
Lei parla di mesi, ma ormai sono passati un'anno e mezzo e nonostante siamo a casa insieme, i bei momenti che ancora passiamo insieme, la domanda PERCHE' L'HAI FATTO? è quasi quotidiana. Io vivo ogni ora sapendo che la crisi momentanea o meno ci travolgerà da li a poco e vorrei fare qualsiasi cosa per evitare questi cambi repentini di umore che travolgono mia moglie e capire insieme la strada migliore da prendere. In primis vorrei farlo per lei.
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Dr. Carla Maria Brunialti Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 14,5k 449 103
Lei dovrebbe smettere di chiedere pareri a chiunque,
e in ogni caso riuscendo a distinguere BENE i pareri professionali da quelli degli amici:
si collocano evidentemente su due piani differenti, hanno un peso e delle caratteristiche ben diverse.

Alla domanda "PERCHE' L'HAI FATTO?" forse occorre rispondere a Sua moglie:
"A fronte di quanto avvenuto e che ormai è immodificabile, tu a distanza di un anno e mezzo cosa pensi e senti di fare? O cerchiamo una via insieme, oppure ci separiamo".
Non potete rimanere a vita in questo limbo.
Ma questo ha da passare probabilmente attraverso una psicoterapia che faciliti una negoziazione tra Voi.

Al contempo, a Lei che ci scrive: Le occorre capire se Lei è ostaggio di una Sua dipendenza.

Saluti cordiali.
Dott. Brunialti

Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta perfezionata in Sessuologa clinica, Psicologa europea.
www.linkedin.com/in/brunialtisessuologaclinica/

[#4]
dopo
Utente
Utente
Ringrazio della risposta.
Lei mi diceva nella prima risposta "ci vogliono molti mesi per elaborare il lutto" ora leggo "non potete rimanere in questo limbo". Sono un po' confuso.
Mia moglie mi chiede di andare dall'avvocato insieme ma poi mi dice che sa che è la scelta sbagliata. Dice di voler essere coerente con se stessa: per lei il tradimento è inaccettabile e quindi bisogna separarsi. Non vuole / Non riesce a provare a capire: perchè sia successo? cosa mi abbia spinto? Vuole prendere la decisione di separarsi per principio.
Non capisco il termine "dipendenza". Io ho sposato mia moglie, perchè l'ho scelta come mia compagna di vita PER SEMPRE. Sarò egoista, meschino... ma per me così è, e comunque andrà, sarà così per sempre. Ho sbagliato e pagherò per tutta la vita per questo.
Io la amo e come posso accettare il divorzio quando anche lei mi dice che sa essere la scelta sbagliata?
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Dr. Carla Maria Brunialti Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 14,5k 449 103
Gentile utente,

molti mesi non è .. un anno e mezzo; nell'elaborazione del lutto il secondo lo si può ritenere oltre il limite "fisiologico"; ma sempre che si sia dentro un processo evolutivo, non in un ipotetico immobilismo.

Tuttavia quello che colpisce maggiormente sono le Vostre rispettive rigidità, che raccolgo dalle Sue parole.
Quelle di Sua moglie, per la quale - a quanto Lei riferisce - ".. il tradimento è inaccettabile e quindi bisogna separarsi.."; e però non ci riesce perchè "..sa che è la scelta sbagliata".
La Sua, che ".. l'ho scelta come mia compagna di vita PER SEMPRE", ma la tradisce; non occasionalmente una volta, ma ben 10 volte in 4 anni. Non pensando forse che il "PER SEMPRE" si valuta alla prova dei fatti, non delle dichiarazioni o delle intenzioni.
Dichiarazioni di principio; gabbie mentali, che ci si costruisce con le proprie mani, e che non permettono di accedere ad altre alternative quando la realtà si dimostra differente dal costrutto mentale. Una realtà più complessa, fatta di tutte quelle migliaia di sfumature che collegano il bianco con il nero.

La vita di coppia non è fatta di "sempre", di "mai", cioè di dichiarazioni assolute,
bensì di empatia e di negoziazione costante.
La carenza delle quali fa sì che Lei non venga considerato nella Sua ripetuta debolezza,
e che Sua moglie non sappia che pesci pigliare in una situazione imprevista, imprevedibile, che la mette in conflitto con se stessa: tra quello che pensa e quello che "sente".
(Si tenga sempre presente che ogni nostro riferimento alla moglie è sulla base delle parole di chi ci scrive, cioè *per riferito*; e non dunque sulla base di una realtà che noi non conosciamo direttamente. Di ciò siamo ampiamente consapevoli noi, ma anche chi ci legge.)


Ho aggiunto la presente replica unicamente per completezza, avendo già fornito in precedenza quell'orientamento che le nostre "linee guida" prevedono;
esso consiste in una terapia di coppia in presenza, con uno/a Psicoterapeuta specializzata in ciò e con esperienza.
Ogni parola aggiunta online sarebbe una inutile perdita di tempo.

Saluti cordiali.
Dott. Brunialti

Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta perfezionata in Sessuologa clinica, Psicologa europea.
www.linkedin.com/in/brunialtisessuologaclinica/

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