Trasferimento per lavoro: non riuscire a lasciare la propria casa

Sono una donna giovane e in carriera e vivo nella capitale.
La casa che abito da due anni è il lascito di un parente che ora non c'è più, ai miei genitori.
Ho investito molto, economicamente ed emotivamente, per ristrutturarla e arredarla, in un periodo della mia vita in lui il lavoro andava bene e restare a Roma era l'unica cosa che desiderassi.
Ora le mie aspettative sono cambiate, voglio fare carriera e mi rendo conto che il nord Italia offre molte più possibilità nel mio settore lavorativo.
Mi candido a posizioni aperte sia per aziende con sede a Roma, che al nord e, mentre per le ultime faccio frequentemente colloqui, per Roma di rado vengo anche solo chiamata.

Tuttavia la sola idea di dovermi trasferire, di dover lasciare LA CASA (e non la famiglia e gli affetti, o le abitudini) mi terrorizza.
Ci tengo a sottolineare che il giorno in cui deciderò di andarmene, la casa in questione sarà abitata da una sorella che è disposta a restituirmi parte dell'investimento economico.
E sono altrettanto sicura che questa persona non se ne andrà più.
Sono talmente combattuta tra la fame di carriera e l'attaccamento alla casa da svegliarmi durante la notte e restare sveglia per ore.
Il pensiero che le mie cose saranno vissute da altri, che questi spazi, anche le piccole cose come le piantine del terrazzo o i miei condizionatori nuovi, passeranno a un'altra persona, mi dilania dal dolore.
Ma allo stesso tempo sento un'ambizione di carriera, una voracità, altrettanto devastante.

Non so come gestire questa cosa, tra la paura che arrivi la proposta di lavoro che non si dovrebbe rifiutare, e la paura che non arrivi mai.
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Dr. Carla Maria Brunialti Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 18k 586 67
Gentile utente,

non è che il giorno stesso in cui Lei dovesse partire per il nord,
Sua sorella subentra nel Suo appartamento .. Oppure sì?
In genere viene concordato un periodo di possibilità di rientro, nel quale la casa rimane libera e magari Lei ci torna nel fine settimana. In fondo sono 4 ore di treno.
e nel frattempo Lei cerca di capire dentro di Sè se la nuova avventura Le piace, se La arricchisce.

Quanto sopra rappresenta l'aspetto "di realtà".
Ma quanta invece è la Sua ambivalenza?

Saluti cordiali.
Dott. Brunialti

Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta, Sessuologa clinica, Psicologa europea.
https://www.centrobrunialtipsy.it/