Disfunzione erettile di natura psicologica

Buongiorno,

volevo sottoporre al vostro consulto il mio caso, ho 27 anni e sino a poco tempo fa ho avuto una vita "sessuale" con la mia partner completamente normale.
Da poco tempo ho cambiato partner e sono sorti dei problemi, nel senso che più volte mi è capitato di non riuscire a raggiungere un'erezione nonostante il desiderio di fare l'amore fosse comunque presente. E delle volte in cui invece il rapporto è andato a buon fine, ci sono state alcune in cui ho temuto di perdere l'erezione.
Sono convinto che il mio problema sia di natura psicologica e probabilmente derivante dal "timore" e dall'"ansia" da prestazione che mi porto dietro. La mia partner attuale si è sempre dimostrata sino ad oggi molto comprensiva nei confronti di queste mie defaillance, ma io comincio a sentire molto il peso di questo problema. Posso addurre a probabili spiegazioni anche lo stress che sto subendo a livello lavorativo e personale (oltre al fatto che la mia partner è più "esperta" per così dire e questo mi fa sentire molto "messo a confronto"), però vorrei avere se possible da voi un parere sul da farsi.
Non so che "terapia" poter seguire, di sicuro dev'essere "ad personam" e non di coppia perchè ritengo che il freno sia soltanto mio e nella mia testa.
Sto provando con rimedi erboristici, per così chiamarli; dei tonici in pratica anche per ridarmi le energie che la vita di tutti i giorni mi sta assorbendo.

Spero mi possiate aiutare e vi ringrazio comunque.

Saluti
[#1]
Dr. Silvio Presta Psichiatra, Farmacologo 463
Gentile utente,
è giusta la sua richiesta di non attendere oltre e di provare subito un trattamento adeguato. In questi casi solitamente la cura è bimodale: da una parte l'uso di farmaci specifici che evitino il problema della perdita erettiva bloccando così il circolo vizioso 'deficit -> aumento ansia da prestazione -> nuovo deficit' (e che sono indicati proprio quando c'è l'eccitazione, ma vi è la perdita dell'erezione), dall'altra un ciclo di sedute di psicoterapia (presso uno specialista sessuologo o un cognitivo-comportamentale), che serviranno non solo per il problema in sè, ma per incrementare in generale i livelli di autostima e di fiducia nei propri mezzi.
Cari saluti
Silvio Presta

www.silvio-presta-psichiatra.tk

Silvio Presta

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Dr. Giovanni Beretta Andrologo, Urologo, Patologo della riproduzione, Sessuologo 56.3k 1.2k 645
Gentile lettore ,
condivido in pieno l'atteggiamento del collega psichiatra per quanto riguarda la strategia terapeutica , vista anche la sua giovane età e la sua storia clinica, accennata dalla sua email. Se desidera avere ulteriori informazioni su queste tematiche può comunque consultare anche il sito: www.andrologiamedica.org.
Un cordiale saluto e auguri per un felice anno nuovo.
Giovanni Beretta.

Giovanni Beretta M.D.
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Dr. Giovanni Ronzani Psicoterapeuta, Medico igienista 327 8
Gentile Utente
In casi del genere è auspicabile un consulto con un psicoterapeuta, preferibilmente di formazione cognitivo-comportamentale. Si tenga anche conto che in diversi casi, eventi del genere possono essere la manifestazione "focalizzata" di uno stato di disagio latente. I preparati di erboristeria non possono avere effetto farmacologico, pertanto possono dare solo effetti palliativi.
Cordiali Saluti
dr G. Ronzani

Cordiali Saluti

dr Giovanni Ronzani

[#4]
Utente
Utente
Vi ringrazio per il parere e (passate le festività natalizie) proverò ad affrontare un confronto con uno psicoterapeuta.
Concordo sul fatto che i preparati erboristici possono solo avere effetto palliativo, ma potrebbero anche aiutarmi a vincere questa "ansia" per poi avere maggiore sicurezza (ed interrompere quindi qualsiasi trattamento).
Ringraziandovi ancora colgo l'occasione per augurare a tutti buone feste e buon anno nuovo.

Saluti
L.
[#5]
Dr.ssa Chiara Cimbro Psicologo, Psicoterapeuta 124 3
Gentile utente,
se necessitasse di avere dei nominativi di colleghi psicoterapeuti cognitivi-comportamentali che visitano su Milano, la invito a scrivermi all'indirizzo:
chiacimbro@libero.it

Cordialmente,
Dr. Chiara Cimbro.

Dott.ssa Chiara Cimbro
Psicologa Psicoterapeuta

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Dr.ssa Flavia Ilaria Passoni Psicologo, Psicoterapeuta 163 1
Gentile utente,
è sicuramente necessario un consulto psicologico che quantomeno confermi la sua "autodiagnosi" e approfondisca una serie di tematiche in proposito per avere un quadro completo del suo sintomo e del suo attuale funzionamento e stile di vita.
Problemi sessuali simili per quanto di natura psicogena possono aver origini e modalità di mantenimento differenti, pertanto è importante analizzare il suo problema in modo da progettare uno specifico piano terapeutico.
Molto utili in questi casi sono anche sedute di psicoterapia ipnotica, che asgice, in prima battuta, prima che sul sintomo stesso sul rafforzamento dell'io, dell'autostima e sull'abbassamento delle quote di ansia.

Con i migliori auguri
F.I.Passoni
studiopsicologia@hotmail.it

F.I.Passoni
Dir. di SYNESIS, Centro di Consulenza Psicologica, Psicoterapia & Ipnosi Clinica

studiopsicologia@hotmail.it

[#7]
Utente
Utente
Ringrazio tutti i dottori per i loro interventi.
Visto il persistere del mio problema (e quanto di conseguenza ci stia male), ho deciso di intervenire in maniera immediata e spero efficacie.
Domani mi recherò dal medico di famiglia per avere un consiglio e magari anche qualche sorta di terapia "temporanea" (mi viene ribrezzo al solo pensiero, ma se fosse necessario prenderei anche farmaci "pesanti") e nel frattempo mi organizzerò un incontro con uno psicoterapeuta.
Ho già inviato una mail alla Dott.ssa Cimbro per chiederle i contatti di cui parlava, se aveste altri consigli/contatti da girarmi ve ne sarei veramente grato.
Sento il bisogno di risolvere il prima possibile questo mio problema perchè voglio vivere il rapporto con la persona che ho accanto al 100%; quale sarebbe secondo voi la soluzione più "rapida"? (qualcuno consigliava l'ipnosi, è possbile?)
Grazie e saluti
[#8]
Dr. Giovanni Ronzani Psicoterapeuta, Medico igienista 327 8
Gentile Utente
Pur nel massimo rispetto di tutte le Scuole di psicoterapia, personalmente non me la sentirei di consigliare in prima battuta sedute ipnotiche per casi del genere. Credo che per prima cosa occorra avere un chiaro quadro diagnostico, poi si sceglie il percorso terapeutico più consono, tra quelli praticabili.
E' comunque da tener presente che la buona propensione del paziente è un fattore fondamentale per il successo della terapia.
Cordiali Saluti
dr Gianni Ronzani
[#9]
Utente
Utente
Buongiorno,

Partendo dal presupposto che la buona propensione e la volontà di risolvere il problema da parte mia è presente al 100%, mi consiglia allora di cercare la soluzione attraverso il colloquio con uno psicoterapeuta?
Io vorrei (lo so, sono monotono) trovare una soluzione al più presto (anche soltanto "pro-tempore", per poi cercare quella definitiva con calma e seguendo tutte le terapie del caso), anche perchè tengo veramente alla persona che ho accanto e questo mio problema non mi fa vivere bene oltre a spaventarmi notevolmente...
Ovviamente la ricerca della soluzione non è SOLO per la persona che ho accanto, ma soprattutto per me.
Ok, so che è assurdo fare una domanda del genere, ma vi prego di capire la mia situazione: quali tempistiche potrebbero esserci a vostro parere per trovare una terapia che dia dei risultati?
Ringrazio tutti per i consulti e per l'aiuto.

Saluti
[#10]
Dr.ssa Flavia Ilaria Passoni Psicologo, Psicoterapeuta 163 1
Gentile utente,
per quanto riguarda la psicoterapia ipnotica (che è una forma di psicoterapia al pari delle altre mentre è bene ricordare che il fenomeno dell'ipnosi di per sè non è terapeutico)va applicata come tutte le altre dopo un rigoroso iter psicodiagnostico e la valtazione dell'applicabilità di tale metodo allo specifico paziente. Ma qusto del resto vale per tutti i tipi di picoterapia con fondamento scientifico e condotti in modo rigoroso e nel rsipetto di vincoli etici e deontologici.
Così come alcuni pazienti sono più predisposti all'uso dell'ipnosi, altri lo sono per training cognitivi o per percorsi di tipo psicodinamico: un buon terapeuta dovrebbe saper valutare in tempi relativamenti brevi la possibilità e la reale utilità di applicazione del suo metodo allo specifico paziente con cui si confronta.
Per quanto riguarda l'indicazione nel suo specifico caso la possbilità di una psicoterapia neo-ericksoniana ( che è bene precisare non comporta di per sè necessariamente l'utilizzo della trance ipnotica) non sarebbe assolutamente controindicata, anzi, così come potrebbero esserle utili altri tipi di percorsi, almeno dalla sommarie indicazioni che si possono formulare tenendo conto dei gravi limiti dello strumento telematico; certo, potrà essere stabilito con chiarezza solo dopo un'approfondita valutazione specialistica.
Per quanto rigurda la durata questo modello di terapia rientra tra le psicoterapie brevi ( come possono essere quella strategica o psicodinamica breve) ed è vero che spesso agisce in modo più rapido di altre ( per cui si ragiona a partire da un'ottica di mesi e non di anni)ma tenga anche presente che generalmente non è possibile stabilire una durata di una terpia a priori e che nessun tipo di metodo può risolvere un disturbo da un giorno all'altro, a meno che non si entri nel mondo della fanta-psicoterapia.

Con i migliori auguri
F.I.Passoni
studiopsicologia@hotmail.it
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