Sbloccare la mia vita amorosa

Gentilissimi,

Scrivo per chiedervi se una volta esposta la mia situazione secondo voi sia utile e sensato intraprendere un percorso psicoterapeutico e con quale orientamento.

Preciso sono già stata in terapia (analisi transazionale con approccio integrato) per 2 anni perché non riuscivo a terminare gli studi durante la pandemia e desideravo rendermi indipendente dai miei genitori.
Ora che lo sono anche da un punto di vista economico è passato ogni malessere.
L'unica nota dolente è la mia vita sentimentale.

Desiderare l'intimità con un uomo a 25 anni è normale - non sto parlando di sesso, ma di una frequentazione, che possibilmente duri più di 2 mesi e che non mi distrugga emotivamente.
Nonostante riceva molti complimenti per il mio aspetto e per la mia intelligenza, oltre che supporto dai miei amici quando racconto delle mie disavventure amorose, sento che dev'esserci qualcosa che non va in me.
Chiaro, a volte è solo questione di circostanze e fortuna, ma non può essere solo questo.

In tutto ciò, sopperisco a questo mio bisogno di sesso e intimità frequentando dei siti di chat erotiche - è da quando ho 14 anni che lo faccio e sono arrivata al punto in cui mi sembra di vivere due vite parallele.

Nella vita reale sono diventata sessualmente attiva a 21 anni, ho avuto poche brevi frequentazioni puntando sempre alla relazione seria - nella vita virtuale ho avuto migliaia di chat a sfondo erotico con uomini e donne di tutte le età e i tipi, sperimentando spesso e volentieri fantasie "atipiche" (bdsm).

Il mio desiderio è di integrare questa parte di me, di non vivere più una sessualità fatta solo di parole e di superare la paura di essere ferita emotivamente che spesso mi blocca dal vivere con serenità le frequentazioni.

Da un lato mi dico che basta farmi coraggio e che non devo sempre patologizzare esperienze normali della vita, dall'altro so che se fossi "accompagnata" da qualcuno in questo percorso supererei questa situazione molto più velocemente e con più consapevolezza.

Vi ringrazio e vi auguro buona giornata!
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Dr.ssa Anna Potenza Psicologo 3.8k 181
Gentile utente,
la sua domanda appare duplice.
Da un canto sembra desiderare una telazione profonda e durevole: "Desiderare l'intimità con un uomo a 25 anni è normale - non sto parlando di sesso, ma di una frequentazione, che possibilmente duri più di 2 mesi e che non mi distrugga emotivamente".
Dall'altro ci chiede "di integrare questa parte di me, di non vivere più una sessualità fatta solo di parole", in riferimento alle molteplici esperienze erotiche vissute virtualmente fin dalla prima adolescenza.
Le due cose, per quanto non sia facile dare pareri a distanza, potrebbero integrarsi: relazione seria sentimentalmente coinvolgente con qualcuno che partecipi anche delle sue preferenze erotiche.
Da qui è difficile capire se sia la doppia richiesta a confonderla, o se davvero intervengano altri timori a bloccare il suo incontro con la persona giusta.
Perché non prova a portare questa lettera alla sua terapeuta, se con lei si è trovata bene e ha risolto una parte delle sue difficoltà?
Ci tenga al corrente; auguri.

Prof.ssa Anna Potenza (RM) gairos1971@gmail.com

[#2]
dopo
Utente
Utente
Gentile dott.ssa Potenza,
La ringrazio per la risposta
Ciò che mi confonde è proprio il contrasto tra la mia vita amorosa reale - caratterizzata da un certo immobilismo - e la mia vita virtuale molto attiva e avventurosa. Questo incide anche sulla visione che ho di me stessa - da un lato mi vedo paziente, astinente, in attesa, frenata e dall'altro sono esattamente l'opposto.
Quello che ha descritto è la relazione ideale per me e trovarla farebbe in modo che la questione non si ponesse nemmeno, ma come dice lei, sono molti i timori che mi frenano - fra tutti è la paura che l'altra persona mi faccia del male, sia emotivo che fisico, per questo non mi fido con facilità.
Di primo acchito infatti appaio come una persona riservata e tagliente, poi quando entro in confidenza mostro il mio lato tenero e le mie vulnerabilità. Finora ho trovato ragazzi attratti in maniera superficiale dal mio aspetto e dal mio atteggiamento apparentemente sicuro di me, poi una volta che si sono fatti il giro della giostra, spariscono sempre per qualche motivo (spesso un'altra ragazza e anche l'impressione di essere sempre la seconda scelta mi butta parecchio giù di morale). Anche se col tempo ho imparato a non farmi usare per il sesso, fa quasi più male il fatto che venga usata per attenzioni e validazione.
Se ripenso a tutte le mie frequentazioni, noto che quello che mi hanno insegnato è solo cosa evitare nella prossima e mi hanno lasciato tutte con l'amaro in bocca - credo sia allarmante che alla mia età sia già così disillusa.
Se qualcosa non cambio andrà solo peggiorando - ho già notato che se in passato vedere le persone intorno a me fidanzarsi mi dava solo un leggero e momentaneo fastidio, nell'ultimo periodo mi sono fatta corrodere dall'invidia e mi è capitato svariate volte di piangere per questo motivo. Se rimarrò single per ancora molto tempo, almeno voglio viverlo bene.
Mi rendo conto che ho messo troppa carne al fuoco in questo messaggio e a questo punto farei prima a chiedere direttamente un colloquio, purtroppo però la mia terapeuta si è trasferita presso un altro consultorio, quindi devo valutare se iniziare un percorso incentrato principalmente su questo con un nuovo psicologo, motivo per cui rilancio la mia domanda iniziale.
Grazie per l'eventuale risposta
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Dr.ssa Anna Potenza Psicologo 3.8k 181
Gentile utente,
torniamo come desidera alla sua domanda iniziale: "se sia utile e sensato intraprendere un percorso psicoterapeutico e con quale orientamento".
"Sensato", data la situazione che delinea, lo è senz'altro.
"Utile", lo sarà in base a quanto lei è disposta ad impegnarsi.
"Quale orientamento" dipende anche da cosa si aspetta, consapevolmente e a livello inconscio, e questo si potrà vedere solo attraverso una prima serie di colloqui in cui si farà l'analisi della sua reale domanda e si stabiliranno degli obiettivi.
Sotto questo profilo, ormai non ci sono approcci che non siano integrati, quindi può scegliere in base alla fiducia che sente di poter accordare al terapeuta.
La terapia che ha già fatto, l'analisi transazionale con approccio integrato, prevede, come certamente sa, un doppio tipo di contratto con il paziente: risolvere il problema pratico con strumenti cognitivi, e se lui/lei lo vuole, in seguito andare a cercare le cause profonde del disagio con strumenti psicodinamici.
Buone cose. Ci tenga al corrente.

Prof.ssa Anna Potenza (RM) gairos1971@gmail.com