Utente 173XXX
salve sono una donna di 34 anni,di Napoli e di professione psicoterapeuta.Vorrei informazioni quanto più possibili attendibili e chiare circa la fibriomialgia, i rischi della sindrome e le possibilità di guarigione definitiva. Ho questo problema da circa un anno e mezzo e dopo una lunga cura di ansiolitici, antidepressivi, magnesio, decontratturanti e massaggo adesso sto molto meglio.Ma i dolori riprendono e sono debilitanti durante i cambi stagionali e in concomitanza col periodo premestruale.Il mio medico dice che sono praticamente guarita e che prima o poi i dolori scompariranno definitivamente.Ma continuo a prendere tript-oh a giorni alterni, pur non sentendone l'esigenza nè i benefici.Cioè lo prendo o no la situazione è la stessa.Potete aiutarmi, magari indirizzarmi presso qualche centro specializzato che possa aiutarmi.Molti medici la considerano una malattia inventata, una specie di depressione somatizzata, ma io non credo che nel mioc aso si tratti di questo e vorrei cercare di sconfiggerla definitivamente, se ci sono possibilità ovviamente.grazie

[#1] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

quel che non comprendo è:

Se i sintomi sono ancora presenti ma con intensità minore, perché la cura è minimizzata, cioè non comprende al momento farmaci neuroattivi come gli antidepressivi ?
Di un farmaco che non fa differenza sintomatica può esservi esigenza (cosa che non si sente addosso ovviamente) in senso preventivo, smettendolo può essere che non si peggiori subito ma dopo.
La fibromialgia è una sindrome che si associa molto spesso a depressione o disturbi d'ansia nel corso della vita, non necessariamente in corso di fibromialgia.
La cura è durata relativamente poco (se ha il problema da un anno e mezzo presumo qualche mese), ma per antidepressivi cosa intendeva ?
Dr.Matteo Pacini
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[#2] dopo  
Utente 173XXX

Innanzitutto grazie mille per la sua attenzione e in questa mail, cercherò di essere più precisa facendole iun breve resoconto della mia storia.
Allora la fibromialgia mi è stata diagnosticata a febbraio 2009, dopo una crisi acuta che mi ha immobilizzata.
Ho assunto :cymbalta, ansiolitici e decontratturante(flexiban)fino a gennaio 2010, quando, vista la quasi completa remissione dei sintomi, il reumatologo mi ha gradualmente diminuito e poi tolto gli ansiolitici, sostituendoli con biocalm.
Fino ad arrivare a giugno scorso in cui, mi ha tolto il biocalm,( in quanto le tensioni muscolari scomparse e forte astenia,)sostituito il cymbalta con tript-oh a giorni alterni, mentre continuo con flexiban a sere alterne e carnidin per 20 giorni ogni mese.
Attendo una sua risposta.
buona giornata

[#3] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

cymbalta e tript-oh sono due cose diverse, il primo è un farmaco effettivamente utile nella fibromialgia, sostanzialmente i migliori risultati sono stati ottenuti con farmaci ad azione mista noradrenergica-serotoninergica, con vari farmaci possibili. Non comprendo esattamente il motivo di questo cambiamento a breve distanza dal miglioramento ottenuto, proprio perché la remissione è avvenuta sotto terapia.
Dr.Matteo Pacini
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[#4] dopo  
Utente 173XXX


Bè il mio medico sostiene che il cymbalta è un farmaco molto forte e dal primo momento mi ha detto che avremmo cercato di sostituirlo con uno più leggero quanto prima.
Credo che l'abbia fatto per questo e considerando che la sintomatologia era migliorata già da tempo.Ma lei ritiene che debba riprendere con un farmaco ad azione mista e che il tript-oh non sia utile per questo tipo di problema?

[#5] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

"molto forte" è un'espressione che non comprendo. Non vedo anche intendendola così a grandi linee a cosa ci si possa riferire. Idem per "leggero".
Inoltre non capisco: se lei l'ha preso ed è stata meglio che significa dire che è "Pesante" ? Per che cosa ?
Dr.Matteo Pacini
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[#6] dopo  
Utente 173XXX

Allora io non sono un medico nè uno psichiatra, quindi le riferisco solo le spiegazioni che mi ha fornito il mio medico-reumatologo. Lui mi ha spiegato che avrei preso il cymbalta durante il momento di manifestazione acuta della malattia e per la durata di circa un anno. Successivamente, se la situazione fosse rientrata, mi avrebbe prescritto un farmaco diverso.La sua spiegazione è stata che il cymbalta è un farmaco efficace per la malattia ma piuttosto "impegnativo" o "pesante".

[#7] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

"impegnativo" e "Pesante" continuano ad essere termini incomprensibili. Su cosa pesa ? Cosa impegna ?
Quando le malattie migliorano sotto l'effetto di una cura, o le si considerano "spente" sulla base di una previsione (come si comporta la malattia in generale) o di parametri da misurare (che non siano solo i sintomi controllati dalla terapia), oppure significa semplicemente fare una prova. In ogni caso tript-oh è considerato coadiuvante, mentre cymbalta è un farmaco di fondo. Il meccaismo non è lo stesso.
Dr.Matteo Pacini
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[#8] dopo  
Utente 173XXX

Ho capito la sua risposta e cosa intende, in ogni caso, a me occorreva un altro parere sul mio problema e sulla cura farmacologica attuale.Proverò a parlarne con il mio medico o eventualmente a cambiare medico.
Grazie

[#9] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile signora,

forse non ha compreso le risposte. Il parere è quello che ha avuto. Si fa una cura per una malattia, la cura funziona ad un tot%, se la malattia per sua natura comunque non recede non si capisce bene a questo punto perché la cura si sospende e si rimpiazza con un'altra diversa (dove leggero e pesante sono termini privi di significato, sia in generale che in questa fase). In diversi casi di malattie di questo tipo quando la risposta c'è ma non è completa si utilizzano dosi maggiori o si aggiungono altri farmaci o altri tipi di intervento: questo si fa perché si ritiene che i sintomi siano controllati dalla cura in corso, non che siano ridotti perché la malattia si è spenta di suo, e comunque il residuo che non si è spento, se non si estingue, può essere la base di un nuovo aggravamento dopo la sospensione della cura.
In altre parole io ridiscuterei con il medico innanzitutto l'opportunità di sospendere o meno la cura che aveva funzionato, con motivazioni di più che "leggero" e "pesante".
Dr.Matteo Pacini
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