Utente 322XXX
Egregio dottore, allego il testo del referto di una mammografia effettuata da mia moglie pochi giorni fa ed il referto di un'altra mammo effettuata nel 2012.
Dopo l'ultimo esame, le è stato consigliato un agoaspirato.
Volevo chiedere:
- se il referto indichi chiaramente la necessità dell'agoaspirato
- se esiste il rischio, e se eventualmente vale la pena di correrlo, che l'agoaspirato provochi la fuoriuscita di cellule tumorali
- se sarebbe più corretto fare prima altri esami strumentali
- se è d’accordo che le altre situazioni “invariate” rispetto ai precedenti esami, non destano particolari preoccupazioni e non necessitano approfondimenti.
Ringrazio in anticipo per la cortesia.

Mammo del 25.9.2013
Presa visione di due esami ecografici del 24.5.12 e del 20.07.13, di un esame mammografico bilaterale del 24.05.12 e di un esame mammografico monolaterale destro effettuato in questa sede in data 14.11.12, visualizzato mediante sistema informatico.
Mammelle con buona rappresentazione del tessuto ghiandolo-stromale disposto in addensamenti disomogenei prevalentemente micro e parvi-nodulari.
All’attuale controllo, in corrispondenza dei quadranti inferiori della mammella sinistra, nella sola proiezione laterale, si rileva un addensamento disomogeneo a margini sfumati, delle dimensioni di circa 10 mm che si conferma allo studio di dettaglio mediante ingrandimento diretto d’immagine, corrispondente, ad una rivalutazione ecografica mirata a sfumata area solida, disomogenea, con aspetti distorsivi, delle dimensioni di circa 10 mm che necessita di caratterizzazioni citologica o microistologica.
Invariate le minute calcificazioni senza caratteristiche attuali di sospetto localizzate a destra a livello del quadrante supero-esterno ed in sede parareolare interna.
Invariate, inoltre, le opacità ovalari, a margini regolari, bilaterali, le maggiori localizzate a livello della confluenza dei quadranti esterni della mammella destra (asse maggiore di mm 15) ed a livello del quadrante supero-esterno della mammella sinistra (asse maggiore di mm 12).
Regolari il piano cutaneo, le areola ed i capezzoli.

Mammo del 24.5.2012
Mammelle a prevalenza della componente fibro-ghiandolare disomogeneamente rappresentata nei vari quadranti con aspetti micro e parvinodulari.
Sono evidenti alcune opacità nodulari a contorni regolari localizzate rispettivamente al QSE sinistro, di circa 1 cm, all’unione dei quadranti esterni a destra di circa 1 cm e nei QQ interni a dx di 5 mm, che appaiono sostanzialmente stabili rispetto al precedente controllo in visione del 30.7.09.
Sono apprezzabili alcune microcalcificazioni in retroareolare interna destra e nel quadrante supero esterno omolaterale, che attualmente non mostrano caratteri di allarme ma che, non evidenziandosi nel precedente controllo, sono da monitorare tra 6-8 mesi con ingrandimento radiologico diretto.
Non si osservano distorsioni architetturali bilateralmente.
Profili cutanei regolari.
Non linfoadenopatie dei cavi ascellari.

[#1] dopo  
Dr. Giuliano Lucani

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1) concordo con l'indicazione all'agoaspirato
2) non si corre il rischio di disseminazione tumorale come dimostrato da numerosi lavori scientifici effettuati oltre trent'anni fa'
3) solo in caso di agoaspirato positivo, a discrezione del senologo, si potrebbe porre indicazione ad una risonanza magnetica con contrasto delle mammelle per escludere un tumore multicentrico, posto cioè in più quadranti della stessa mammella o in quella controlaterale
4) concordo con quanto affermato sulle altre "situazioni invariate"
Dott. Giuliano Lucani
Specialista in Chirurgia e Chirurgia Vascolare
Perfezionato in Senologia

[#2] dopo  
Utente 322XXX

Gent.mo Dottore,
un chirurgo oncologo ci ha consigliato di fare direttamente un esame con risultati più certi dell'agoaspirato, ma non abbiamo capito se si intendesse un'agobiopsia o un mammotome, o se sono la stessa cosa.
Sarebbe così gentile da spiegarci, in sintesi, le differenze di esecuzione tra i tre esami (agoaspirato, agobiopsia, mammotome)?
E, secondo Lei, qual'è il più adatto per approfondire il problema illustrato in precedenza?
E' d'accordo con il pensiero di fare subito l'agobiopsia perchè da' una risposta molto più certa dell'agoaspirato?
Preciso, cosa che non ho fatto in precedenza, che mia moglie ha 52 anni ed è in menopausa da 5 anni.
Ringrazio sentitamente.

[#3] dopo  
Dr. Giuliano Lucani

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L'agoaspirato si esegue con un ago sottile, tipo quello delle iniezioni intramuscolari, e consente di prelevare cellule o gruppi di cellule per consentire un esame citologico (basato cioè sulla morfologia delle cellule). E' in grado, in oltre l'80% dei casi, di dire se il nodulo è tumorale o no ma non ne definisce il tipo nè è in grado di dire se il tumore è infiltrante(capace di aggredire le strutture vicine e di dare metastasi) o in situ (localizzato all'interno dei dotti lattiferi o dei lobuli, unità funzionali della mammella in grado di produrre il latte) e quindi meno pericoloso. L'agobiopsia si effettua invece con un ago di grosso calibro, circa 1mm di diametro o più, e richiede l'anestesia locale. Si può prelevare un frustolo di tessuto che può essere esaminato (esame istologico). E' in grado di definire il tipo istologico del tumore e se la forma è infiltrante o in situ. Oggi viene usato sempre più di frequente perchè relativamente più "sicuro" dell'agoaspirato anche se i due esami hanno risultati differenti a seconda dell'operatore che li utilizza. Il mammotome è un'agobiopsia effettuata con un dispositivo che ha un ago ancora più grosso e consente di rimuovere più frustoli di tessuto sospetto. E' usato soprattutto in caso di microcalcificazioni sospette in un nodulo non palpabile e richiede un apparecchio radiologico dotato di sistema stereotassico, sistema di puntamento computerizzato capace di guidare l'ago in un punto ben preciso della ghiandola mammaria, sede della lesione. L'uso del mammotome è limitato anche dal suo alto costo. Fatto salvo che nessun esame è infallibile e che alla fine l'indicazione all'intervento può essere posta anche indipendentemente da questi esami, penso che il suggerimento di effettuare l'agobiopsia sia corretto.
Dott. Giuliano Lucani
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