Utente 473XXX
Buonasera dottori,
mia mamma si è sottoposta ieri a una visita senologica più mammografia di controllo, che effettua regolarmente anche in ragione di familiarità (due sorelle decedute per tumore alla mammella).
La visita non ha riscontrato nulla, ne riporto il referto (confermato dopo la mammografia): “Non apprezzabili franchi elementi clinici sospetti alle mammelle ed ascelle”.
A seguire ha svolto la mammografia, che ha invece evidenziato un addensamento sospetto. Questo il referto:
“Mammelle dismogeneamente radiopache per struttura fibroghiandolare diffusa.
Al controllo odierno si osserva al QSE della mammella di destra la comparsa di circoscritto addensamento centimetrico a margini polilobati sospetto per processo eteroproduttivo.
Noto fibroadenoma centimetrico parzialmente calcifico al QSE della mammella di sinistra. A sinistra non si osservano alterazioni strutturali o di microcalcificazioni sospette in senso eteroformativo.
Calcificazione displasica benigna in sede parareolare interna a destra”.
Il giorno dopo (oggi) è stata fissata con urgenza nella stessa struttura una ecografia.
“Mammelle con dominanza della componente fibroghiandolare in involuzione adiposa.
In corrispondenza dell’aumentata consistenza ghiandolare clinicamente apprezzabile in sede parareolare equatoriale supero esterna a destra si osserva circoscritta area ipoecogena, tondeggiante, a margini polilobati, del diametro massimo di 10.6 mm, con calcificazione intralesionale centrale e con alcuni echi vascolari intra e perilesionali all’esame ecocolordoppler.
Il reperto è sospetto per processo eteroproduttivo e merita ulteriore studio mediante prelievo microistologico bioptico.
Alcuni linfonodi nel cavo ascellare destro ingranditi e con ecostruttura disomogenea la cui natura patologica non può essere esclusa (utile ulteriore studio mediante ago aspirato).
Classificazione BI-RADS: 5”
Inutile dire che siamo molto angosciati.
Dalla sola lettura dei referti la situazione vi sembra meritevole d’approfondimento con due prelievi microistologici alla mammella e alle ascelle? Sono esami rischiosi? Ci preoccupa soprattutto il coinvolgimento dei linfonodi: cosa significa il fatto che abbiano “ecostruttura disomogenea”?

Grazie infinite per l’attenzione

[#1] dopo  
Dr. Salvo Catania

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La diagnosi e' chiara di "sospetto" e quindi non ancora definitiva che merita senz'altro un approfondimento istologico.
Non si tratta per fortuna di un addensamento di grandi dimensioni e sui linfonodi l'accertamento intraoperatorio (del Linfonodo sentinella) chiarira' il dubbio diagnostico..

Tanti saluti
Salvo Catania
Salvo Catania, MD
Chirurgo oncologo-senologia chirurgica
www.senosalvo.com

[#2] dopo  
Utente 473XXX

Gentilissimo dottore, la ringraziamo enormemente per la sua risposta e per l'utile servizio offerto. Le confesso che speravamo in un suo intervento: mia mamma l’ha conosciuta anni fa in occasione di una visita, e con la sua bravura lei riuscì a riconoscere e disinnescare senza procedure invasive quello che allora fu, con nostra fortuna, un falso allarme.
Questo caso purtroppo pare diverso.
Ho atteso a risponderle per farle conoscere il responso della visita senologica fissata oggi in una struttura che si occupa specificatamente di tumori.
Questo il referto della visita con la dottoressa:

“Clinicamente apprezzabile formazione nodulare di circa 1 cm al QSE della mammella destra con retrazione cutanea. Adenopatie palpabili al cavo ascellare omolaterale.
Si richiede agobiopsia sottoguida ecografica del nodulo e eventualmente del linfonodo ascellare omolaterale”

A questo punto, l’agoaspirato preventivato dal primo medico incontrato in occasione di mammografia ed ecografia è stato sostituito da un’agobiopsia, per poter riconoscere la tipologia di quello che, ci ha detto a voce la dottoressa, è già riconoscibile come tumore.
Il fattore “aggravante” – considerate ovviamente le sole conoscenze in nostro possesso in questo momento – è costituito dal coinvolgimento dei linfonodi ascellari, risultati infiammati da ambo i lati, e non solo dal lato destro.
Approfitto della sua cortesia per chiederle se l’agobiopsia è un’esame sicuro, al pari dell’agoaspirato, o se esiste possibilità di disseminare cellule tumorali nei tessuti circostanti; e inoltre se, a suo avviso, può essere utile in questa fase sottoporsi ad esami più “ad ampio spettro”. Ho rivolto la stessa domanda alla dottoressa ma la sua risposta è stata di attendere il referto istologico.

Ancora molte grazie
Cordiali saluti