Aumento Psa e volume prostata: preoccupazioni?

Egregi Dottori,

Sono un uomo di 67 anni 68 al prossimo marzo.
Al test del Psa dopo 19 mesi dal precedente il valore è passato da 2, 14 a 2, 69 con 0, 574 di libero.
Nel contempo la prostata è aumentata di volume da DT54 a 57mme DAP da 40 a 45mm.
Il mio urologo ha trovato tutto nella norma e mi ha rimandato a un anno.
La cosa tuttavia mi tiene un po’ in ansia per l’incremento anche se limitato a 0, 38/anno.

Grato di un vs parere

Grazie e cordiali saluti
Dr. Paolo Piana Urologo 50.7k 2k
Le variazioni rilevate non sono significative alla sua età, in particolare la misurazione dei diametri della prostata dipende assai dall’apparecchio utilizzato per l’ecografia, la precisione dell’operatore, eccetera. Giusto comunque controllare il PSA totale annualmente.

Paolo Piana
Medico Chirurgo - Specialista in Urologia
Trattamento integrato della Calcolosi Urinaria
https://paolopianaurologo.it/

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Egregio Dottore,

Grazie per la risposta dalla quale desumo che un incremento del Psa di 0,55 in 19 mesi è coerente con un controllo annuale come proposto dal mio urologo.

Cordiali saluti
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Dr. Paolo Piana Urologo 50.7k 2k
Non esiste un parametro preciso, bisogna considerare l’età ed il volume della prostata.

Paolo Piana
Medico Chirurgo - Specialista in Urologia
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Egregio Dottore,

Il volume della mia prostata è nettamente aumentato ed inoltre è risultata congesta e come da lei precedentemente indicato in accordo con il mio urologo una variazione di 0,55 in quasi due anni non dovrebbe essere significativa se ho ben capito. Quindi come anche da lei suggerito rifarò test e controllo obiettivo tra un anno.
Un cordiale saluto
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Dr. Alessandro Sciarra Urologo 793 42
Buongiorno,
l'aumento del PSA totale non necessariamente e' correlato ad una insorgenza di neoplasia ma puo' identificare una crescita dell'adenoma prostatica, dell'ipertrofia prostatica.
Nel caso specifico considerando l'eta' del paziente, se la esplorazione rettale non identifica aree di sospetto un aumento del PSA da 2.14 a 2.69 ng/ml non viene generalmente considerato sospetto e da valutare con un esame di secondo livello quale la risonanza magnetica multiparametrica della prostata.
E' necessario continuare a controllare periodicamente il valore del PSA totale per valutare in futuro l'esecuzione della RM.
Tuttavia il PSA totale in questo momento una informazione importante la sta' fornendo.
La sua ipertrofia prostatica e' in fase di crescita progressiva ed e' quindi probabile che, se non intraprese terapie, ill prossimo anno i diametri prostatici saranno ancora maggiori.
Si parla di una crescita dell'adenoma prostatico non di un aumento dei diametri per infiammazione .
L'ipertrofia prostatica puo' essere una patologia a crescita progressiva del tessuto ghiandolare e fibroso della prostata. L'aumento del PSA sopra 1.4 ng/ml puo' indicare questa crescita che nel caso presente e' confermata dal rilievo ecografico.
La crescita progressiva della prostata ipertrofiaca produce una ostruzione sempre maggiore allo svuotamento vescicale ed un lavoro sotto sforzo della muscolatura vescicale con suo danno funzionale. Non necessariamente questo processo e' legato ad un peggioramento dei sintomi ma deve essere valutato ad esami funzionali della vescica quaili uroflussometria e residuo postminzionale.
La crescita progressiva dell'ipertrofia prostatica porta generalmente alla necessita' di un intervento riduttivo ma puo' essere bloccata in maniera preventiva nelle fasi precoci con una terapia cronica con finasteride e dutasteride.
Sono i due farmaci per ipertrofia prostatica in grado di bloccare la crescita progressiva dell'adenoma se assunti in cronico.
E' una scelta da valutare bene con il proprio specialista considerando i possibili effetti collaterali sulla sfera sessuale, sapendo che in alternativa, quando i valori della uroflussometria e residuo postminzionale lo indicheranno e prima che il danno funzionale sul muscolo vescicale sia troppo avanzato, il paziente dovra affrontare un intervento chirurgico disostruttivo e riduttivo sulla prostata.

Prof Alessandro Sciarra
Professore Prima Fascia Urologia
Chirurgia Robotica
Coordinatore gruppo Multidisciplinare Tumore Prostatico
Universita' Sapienza di Roma
https//:alessandrosciarra.it

Prof. Alessandro Sciarra
Prof I fascia Universita' Sapienza di Roma
Specialista in Urologia-Chirurgia Robotica
alessandro.sciarra@uniroma1.it

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Egregio Dottore,
Grazie per l’esauriente risposta. Il
Mio urologo ha evidenziato una congestione che ha determinato un incremento di volume della ghiandola. Inoltre RPM si è attestato a circa 50ml dai precedenti 30ml. É utile evidenziare come questo lieve aumento del PSA con libero di 0,58 e quindi un rapporto di circa il 22% abbia avuto luogo nel corso di circa 19 mesi quindi la crescita potrebbe essere definita lenta. La terapia prescrittami consiste nel tadalafil e un integratore a base di serenoa con controllo a un anno. Lei ritiene che possa stare tranquillo?
Grazie ancora e cordiali saluti
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Dr. Paolo Piana Urologo 50.7k 2k
Con l'avvento della risonanza magnetica multiparametrica, che è una indagine molto precisa, gli indicatori derivati dal PSA (es. PSA libero) hanno perso parecchio di significato e non dovrebbero più essere considerati come basi di un ragionamento diagnostico. Utilizzare il tadalafil nel controllo dei disturbi urinari da ingrossamento prostatico dal nostro punto di vista ha un senso se coesiste un significativo deficit di erezione meritevole di trattamento. Altrimenti si sceglie una via assai più costosa per trattare una situazione in cui sono potenzialmente efficaci i comuni farmaci alfa-litici, che sono coperti dal SSN. Gli integratori alimentari, come l'estratto di palma nana (serenoa repens) hanno un'efficacia tanto variabile quanto imprevedibile, ma la loro prescrizione (anche auto-prescrizione) è estremamente popolare anche per l'assenza di effetti collaterali significativi.

Paolo Piana
Medico Chirurgo - Specialista in Urologia
Trattamento integrato della Calcolosi Urinaria
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Egregio Dottore,

Grazie per l’autorevole precisazione. Ovviamente non posso entrare nel merito delle prescrizioni tuttavia mi atterró scrupolosamente alla regola del controllo annuale così come ho fatto negli ultimi 25 anni.
Cordiali saluti
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Egregi Dottori,

Una ultimissima domanda se mi è consentito.
È ipotizzabile che l’ incremento del Psa di 0,55 dal precedente test di oltre un anno e mezzo addietro in concomitanza con un ingrossamento prostatico e conseguente congestione possa essere causato in parte da questa condizione?
In passato ho avuto un paio di episodi simili e al controllo successivo il valore é parzialmente rientrato.
Grazie per il vostro prezioso contributo.

Cordiali saluti
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Dr. Paolo Piana Urologo 50.7k 2k
Il PSA è un marcatore tumorale sostanzialmente di bassa qualità, poiché ad una discreta sensibilità corrisponde una bassa specificità, pertanto i valori possono essere influenzati da situazioni non-tumorali, come l'ingrossamento benigno e l'infiammazione. Purtroppo tuttora non esistono valide alternative.

Paolo Piana
Medico Chirurgo - Specialista in Urologia
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Quindi in pratica la temporanea congestione potrebbe essere una causa concomitante . Grazie per la pronta ed esaustiva risposta.
Cordiali saluti
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