Pesanti problemi dopo intervento turb

Buongiorno, il 19 febbraio scorso sono stato sottoposto a intervento TURB per resezione vescicale di due neoformazioni e del quale intervento riporto il referto integrale pre e post operatorio + esito dell'esame istologico:

Sintesi clinica:
72 anni.
Non allergie note.

Ex fumatore da 30 aa.

Ex portiere.

APR: enfisema polmonare, psoriasi con artrite psoriasica, SAD, discopatia vedebrale con protusioni cervicali e
lombari,
Episodio di ematuria monosintomatica.

Ecografia addome con reni di norma, vescica con pareti diffusamente ispessite con vegetazione
endoluminale di
13x16 mm'a livello del passaggio tra parete inferiore destra-pavimento vescicale, prostata di volume per
78x70x67 mm (194 ml!) ,
RPM 27 ml
PSA 4.7 ngiml
citologia urinaria: modificazioni reattive in contesto di cristalli.

ER prostata 5x, plurinodulare.

FMN 2x, FMD ogni 1-2 ore, mitto ipovalido.


19/02/2O26 TURB di due formazioni di circa 1 cm ciascuna a peduncolo stretto + cistolitotrissia + emostasi di
sanguinamento prostatico.

19/02/2026 single shot con Epirubicina.

Decorso caratterizzalo da ematuria con necessità di mantenere trazione sul collo vescicale e cistoclisi per I
GPO.

Avviato Urorec 8 mg dopo dimissione.


"03/03/2026 Si consegna I'Esame lstologico n.
01232-l-26: NEOPLASIA UROTELIALE PAPILLARE A BASSO POTENZIALE
Dl MALIGNITA' (sec.
WHO 2016).
Non evidenza di invasione stromale.
Detrusore presente, indenne.

Si consegna esenzione 048.

Si spiega il significato dell'esame istologico.

Si considera il paziente a BASSO RISCHIO secondo LG EAU.

I pazienti nel gruppo a basso rischio presentano un rischio trascurabile di progressione della malattia.
La singola
instillazione postoperatoria di chemioterapia riduce il rischio di recidiva ed è considerata un trattamento
sufficiente in questi pazienti.


Conclusioni e Programma:
ll paziente ha sospeso Urorec per ipotensione ortostatica.

Avvia Tamsulosina 0.4 mg 1 cp alla sera tutti i giorni.

Oggi rimuove CV c/o Ambulatorio infermieristico, verificare successiva ripresa minzionale.

Si propone al paziente intervento disostruttivo prostatico laser (GreenLEP) e contestuale uretrocistoscopia; il
paziente edotto su rischi e benefici, accetta, per cui si prenota in classe B.

.

Come evidenziato fortunatamente le due formazioni in vescica sono piuttosto benigne, il mio problema rimane l'enorme prostata e la mia intolleranza, essendo ipoteso 110/65 (e ora pure incontinente ma con mitto ridotto e poliuria/pollachiuria notturna dopo rimozione catetere) agli alfa litici che mi provocano capogiri anche a dose 4mg.
Come potrei risolvere questa incontinenza?
Non esistono alfa litici in compresse da poter spezzare a metà per "testarle" anzichè in capsule da ingerire intere?
Ho paura che mi vengano svenimenti improvvisi e sono già molto debilitato e astenico dopo l'intervento TURB avendo perso molto sangue soprattutto prostatico durante l'intervento (avevo emoglobina 9.9).
Come alleviare questi disagi in attesa di futura TURP?
Così non è più vita!
Grazie! !
Dr. Paolo Piana Urologo 51.2k 2.1k
Si possono testare anche altri alfa-litici (es. alfuzosina), ma avendo manifestato importanti effetti collaterali con la tamsulosina e la silodosina è difficile pensare ad un risultato favorevole. In questo momento i disturbi sono certamente accentuati dalla recente strumentazione endoscopica ed è lecito pensare che possano progressivamente alemno in parte ridursi nell'arco delle prossime settimane. Sta di fatto che l'unica verà soluzione sia l'intervento disostruttivo, che auspichiamo possa essere effettuato appena possibile.

Paolo Piana
Medico Chirurgo - Specialista in Urologia
Trattamento integrato della Calcolosi Urinaria
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Utente
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Buonasera Dottore, la ringrazio per la gentile risposta: effettivamente come lei giustamente dice provare un'altra molecola, in linea di massima simile alle due già provate, penso anch'io che non migliorerebbe l'abbassamento di pressione che questi alfa litici producono e per i quali sono piuttosto sensibile, e pare che di compresse divisibili e non capsule intere non esista in commercio nulla di simile... e concordo sul fatto che l'intervento disostruttivo rimanga l'unica soluzione al mio problema, sebbene l'idea di dovermi nuovamente sottoporre ad un nuovo intervento (memore della TURB appena fatta, che credevo molto meno impegnativa ma che invece mi ha lasciato davvero stremato e debilitato essendo io tra l'altro molto magro e ancora privo di forze)... non è che mi renda molto allegro anche perchè mi hanno detto che l'intervento sulla prostata sarebbe anche più pesante della TURB appena subìta. Ho anche letto sul web dei benefici che possono recare i due farmaci finasteride e dutasteride che agiscono in modo diverso rispetto agli alfa litici (quindi non provocano cali di pressione) andando ad agire sulla conversione testosterone/diidrotestosterone e promettendo in tal modo una riduzione del volume prostatico (nel mio caso davvero enorme) anche se non con effetto a breve scadenza: secondo lei sarebbe una stada percorribile in attesa del nuovo intervento e se sì dopo quanto tempo dalla prima assunzione, mediamente, ne potrei sentire i benefici? Gli effetti collaterali sulla sfera sessuale, alla mia età, sarebbero ormai di secondaria importanza e sopportabilissimi... l'importante è che non mi creino disturbi fisici di altra natura agli organi interni come astenia, ipotensione, difficoltà respiratorie (ho enfisema polmonare da anni), aritmie o altri danni più pesanti: per l'eventuale ginecomastia, sebbene rara, pazienza... Cosa ne pensa Dottore? E per la mia attuale incontinenza e urgenza minzionale post catetere pensa che pian piano risolverò (con un po' di ginnastica pelvica) o rischio di tenermela per sempre?
Mi scusi per la lunghezza e se approfitto della sua cortesia. La ringrazio sentitamente e le auguro una buona serata. Grazie!
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Dr. Paolo Piana Urologo 51.2k 2.1k
Dagli inibitori della 5 alfa reduttasi (finasteride e dutasteride) ci si può attendere una qualche efficacia non prima di qualche mese, poiché questi non hanno un’azione diretta di tipo funzionale come gli alfa-litici. Nulla toglie comunque che si possa provare. In una condizione come la sua, in casi estremi si arriva a proporre il catetere a permanenza in attesa dell’intervento disostruttivo.

Paolo Piana
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Utente
Utente
Grazie per il suo parere, Dottore. Quindi lei pensa che, seppur non nell'immediato e su un soggetto come me afflitto purtroppo da tale enorme prostata, provare con un inibitore della 5 alfa reduttasi potrebbe quantomeno alleviare il disagio che questa maledetta ghiandola mi reca da anni... e mettendo in preventivo i soli disturbi collaterali elencati nella relativa farmacopea senza che se ne possano manifestare altri più gravi? Non vorrei che su di me, debilitato dalla TURB (dopo l'intervento sono arrivato a pesare oggi 53 chili che già prima ero pelle e ossa e ho perenne astenia e stordimento alla testa, mi sembra sempre di deambulare "sulle uova") assumendo finasteride o dutasteride si manifestassero intolleranze o effetti collaterali più pesanti non citati ufficialmente. Se iniziassi con questa terapia mi pare di aver letto che la dutasteride sia più efficace della finasteride... quindi lei me la consiglierebbe senza riserve? Sempre relativamente all'incontinenza post catetere la casistica, affinchè si possa riprendere il normale controllo alla minzione, seppur con mitto non propriamente dei migliori come il mio, è mediamente favorevole o ci sono molti rischi che l'incontinenza diventi cronica? La sola idea di dover nuovamente affrontare mesi e mesi da cateterizzato permanente mi terrorizza non poco... dopo la pessima e dolorosa esperienza di un paio di settimane post TURB...
Grazie ancora Dottore per il suo interessamento. Le auguro una buona giornata.
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Dr. Paolo Piana Urologo 51.2k 2.1k
Non è nostro compito prescrivere farmaci, questo spetta al nostro Collega che la segue direttamente. Noi a distanza possiamo solo fornire informazioni e spiegazioni, ma non possiamo entrare nel dettaglio diagnostico-terapeutico del singolo caso. Gli effetti collaterali degli inbitori della 5 alfa reduttasi sono generalmente piuttosto rari e quasi mai si è costretti a sospendere la terapia. La variabilità e l'imprevedibilità dei risultati è quanto ci ha da sempre spinto a considerare questa terapia solo in casi particolari e non come trattamento standard.

Paolo Piana
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