Presunta idronefrosi
Egregi Dottori, il quadro è il seguente:
disturbi urinari (sveglia 4 notti su 7 in media per urinare, raramente difficoltà nella minzione, durante il giorno mi capita spesso di sentire esigenza di urinare a breve distanza, talvolta post-minzione lieve incontinenza, flusso urinario variabile, talvolta modesto o normale come ho sempre avuto);
in seguito a consulto urologico eseguo: esami urine, urinocoltura, spermiocoltura (negative), PSA 0, 577, Creatinina 0, 9, eGFR 101, 35, Elettroforesi proteica (unico valore "fuori norma" Beta1: 4, 5), eco addome ripetuta 2 volte in 2 mesi: "I referto: RENI volume normale, ecostruttura omogenea, spessore cortico-midollare nella norma, assente idronefrosi, pielectasia bilaterale con dimensioni massime di 2, 17 cm; VESCICA dilatata, margini regolari e contenuto anecogeno; II referto (un mese dopo): reni in sede, spessore cortico midollare conservato, modesta idronefrosi bilaterale, vescica parzialmente repleta, contenuto anecogeno, transonico, prostata di 32ml circa".
L'urologo mi consiglia uroflussometria ma per due volte non sono riuscito ad eseguirla (fretta&ansia);
Di conseguenza eseguo su indicazione dell'urologo TC addome e pelvi con e senza MDC di cui segue referto:
"Reni nella norma, regolari le vie escretrici urinarie con minima dilatazione di entrambe le pelvi renali, con maggiore evidenza a sinistra dove sembra identificare la presenza di focale inginocchiamento del III medio-superiore dell'uretere corrispondente.
Vescica distesa a pareti integre, prostata aumentata di volume con diametro trasverso massimo di 46 mm a densitometria disomogenea per la presenza di piccole calcificazioni periuretrali".
Al che l'urologo mi prescrive 1 compressa di urorec da 4mg (che dovrei prendere a vita) e richiede nuovo controllo ecografico entro un mese.
Tuttavia, ed è solo questo che mi spinge a scrivere, mi ha prospettato un quadro futuro di insufficienza d'organo entro pochi anni (dialisi) a fronte della mancata risoluzione del problema che avrebbe causa neurologica o psicologica (mi ha consigliato di consultare uno psicologo), in quanto dagli esami svolti non rileva altra causa.
Preciso che la mia ansia-stress è originata unicamente da oneri lavorativi, non sono un soggetto ansioso in generale nè ipocondriaco ma francamente sentir parlare di cateteri, interventi chirurgici e dialisi mi ha un po' destabilizzato.
Vi ringrazio molto per l'attenzione che vorrete dedicarmi.
Un cordiale saluto
disturbi urinari (sveglia 4 notti su 7 in media per urinare, raramente difficoltà nella minzione, durante il giorno mi capita spesso di sentire esigenza di urinare a breve distanza, talvolta post-minzione lieve incontinenza, flusso urinario variabile, talvolta modesto o normale come ho sempre avuto);
in seguito a consulto urologico eseguo: esami urine, urinocoltura, spermiocoltura (negative), PSA 0, 577, Creatinina 0, 9, eGFR 101, 35, Elettroforesi proteica (unico valore "fuori norma" Beta1: 4, 5), eco addome ripetuta 2 volte in 2 mesi: "I referto: RENI volume normale, ecostruttura omogenea, spessore cortico-midollare nella norma, assente idronefrosi, pielectasia bilaterale con dimensioni massime di 2, 17 cm; VESCICA dilatata, margini regolari e contenuto anecogeno; II referto (un mese dopo): reni in sede, spessore cortico midollare conservato, modesta idronefrosi bilaterale, vescica parzialmente repleta, contenuto anecogeno, transonico, prostata di 32ml circa".
L'urologo mi consiglia uroflussometria ma per due volte non sono riuscito ad eseguirla (fretta&ansia);
Di conseguenza eseguo su indicazione dell'urologo TC addome e pelvi con e senza MDC di cui segue referto:
"Reni nella norma, regolari le vie escretrici urinarie con minima dilatazione di entrambe le pelvi renali, con maggiore evidenza a sinistra dove sembra identificare la presenza di focale inginocchiamento del III medio-superiore dell'uretere corrispondente.
Vescica distesa a pareti integre, prostata aumentata di volume con diametro trasverso massimo di 46 mm a densitometria disomogenea per la presenza di piccole calcificazioni periuretrali".
Al che l'urologo mi prescrive 1 compressa di urorec da 4mg (che dovrei prendere a vita) e richiede nuovo controllo ecografico entro un mese.
Tuttavia, ed è solo questo che mi spinge a scrivere, mi ha prospettato un quadro futuro di insufficienza d'organo entro pochi anni (dialisi) a fronte della mancata risoluzione del problema che avrebbe causa neurologica o psicologica (mi ha consigliato di consultare uno psicologo), in quanto dagli esami svolti non rileva altra causa.
Preciso che la mia ansia-stress è originata unicamente da oneri lavorativi, non sono un soggetto ansioso in generale nè ipocondriaco ma francamente sentir parlare di cateteri, interventi chirurgici e dialisi mi ha un po' destabilizzato.
Vi ringrazio molto per l'attenzione che vorrete dedicarmi.
Un cordiale saluto
Idroneèfrosi e pielectasìa sono praticamente sinonimi, anche se il secondo termine è più corretto per descrivere una dilatazione delle cavità renali. Comunque nel suo caso si tratta di una manifestazione di lieve entità, probabilmente congenita, certamente non di interesse chirurgico e che non ha nulla a che vedere con il resto dei suoi disturbi. Questi sono causati da un problema delle basse vie urinarie che non è ancora stato chiaramente definito. Che vi sia una causa unicamente emotiva ci pare riduttivo, senz’altro è opportuno che la situazione venga ulteriormente valutata, a partire da una endoscopia (uretro-cistoscopia) preferibilmente eseguita in sedazione, per andare soprattuto a valutare nelle migliori condizioni possibili la prostata ed il collo della vescica. Potrebbe anche essere indicata in un secondo tempo l’esecuzione di una indagine urodinamica. Per il momento, è importante valutare se vi sia un vantaggio dall’assunzione della silodosina, anche se a dosaggio ridotto (4 mg), magari da aumentare in futuro.
Paolo Piana
Medico Chirurgo - Specialista in Urologia
Trattamento integrato della Calcolosi Urinaria
https://paolopianaurologo.it/
Questo consulto ha ricevuto 1 risposte e 1 visite dal 11/03/2026.
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