Prostatite da Enterococcus faecalis - quale antibiotico per eradicazione?

Buongiorno,
sono un uomo di 37 anni e da circa 6 mesi soffro di prostatite, con i relativi sintomi: bruciore perianale, dolore addominale, dolore durante i rapporti e/o in erezione.

Sono soggetto a episodi di prostatite batterica acuta/cronica fin dall’età di 18 anni; in totale avrò avuto circa 4 episodi, che in passato sono sempre riuscito a risolvere.

Già nel 2020, in seguito a un’infezione da Escherichia coli e a un successivo intervento per varicocele bilaterale, un’ecografia transrettale aveva evidenziato una prostata disomogenea per la presenza di ampie aree di congestione periuretrali e intraparenchimali, con profilo capsulare regolare e vescicole seminali ectasiche bilateralmente.

Attualmente sono seguito da un ottimo urologo.
Mi sono presentato alla visita con urinocoltura e spermocoltura già eseguite, entrambe negative.
Lo specialista ha quindi richiesto un’ulteriore ecografia transrettale, dalla quale è risultato che la prostata si presenta disomogenea per la presenza di ampie e diffuse aree di congestione periuretrali e intraparenchimali e finissime calcificazioni, con profilo capsulare regolare e con vescicole seminali fortemente ectasiche bilateralmente, come da processo congestizio in atto.

Sulla base di questo quadro, mi ha sottoposto a due cicli di onde d’urto a bassa frequenza, seguiti da riposo, soprattutto evitando per quanto possibile i viaggi lunghi in auto, dato che per lavoro trascorro molto tempo alla guida.

All’ultima visita, non del tutto convinto dell’assenza di una componente batterica, lo specialista mi ha fatto eseguire il test di Meares-Stamey e, finalmente, solo dal secreto prostatico è emersa la presenza di Enterococcus faecalis, con carica batterica di 500. 000 UFC/mL, con il seguente antibiogramma:
* Ampicillina: 1, Sensibile
* Ciprofloxacina: 0, 5, Sensibile
* Daptomicina: 0, 25, Sensibile
* Imipenem: 2, Sensibile
* Levofloxacina: 1, Sensibile
* Linezolid: 2, Sensibile
* Penicillina: 0, 5, Sensibile
* Teicoplanina: 1, Sensibile
* Tigeciclina: 0, 25, Sensibile
* Vancomicina: 0, 5, Sensibile

Il primo antibiotico consigliato è stato la levofloxacina.
Tuttavia, ho sempre evitato i fluorochinoloni per via dei possibili effetti collaterali, anche gravi, ampiamente documentati.
Per questo motivo, lo specialista mi ha prescritto vancomicina in capsule.
Quando però sono andato dal mio medico di base per la prescrizione, mi è stato riferito che la vancomicina per via orale non sarebbe efficace per la prostatite e che, eventualmente, avrebbe senso solo per via endovenosa.


A questo punto mi chiedo se l’unica alternativa realmente efficace resta quindi la classe dei fluorochinoloni, in quanto sembrerebbe quella con la migliore capacità di penetrazione nel tessuto prostatico?


Grazie,
Saluti
Dr. Paolo Piana Urologo 51k 2k
Considerandola sua storia, pare evidente che alla base di tutto ci possa essere una funzione intesinale discutibile, con alterazione dell'equilibrio della flora batterica residente. Se non si agisce da questo punto di vista, tutte le cure urologiche potrebbero essere vane e, addirittura, terapia antibiotiche energiche e prolungate potrebbero risultare controproducenti. In questa fase comunque possiamo dare fiducia al test di Meares (non è sempre così), anche se non insisteremmo troppo con gli antibiotici, in base a quanto si è appena scritto. L'ottimo Collega che la segue si è probabilmente dimenticato che la vancomicina non viene assorbita a livello intestinale, infatti viene utilizzata specificatamente per trattare gravi infezioni locali, come la colite pseudo-membranosa da Clostridium Difficilis. Non è pensabile utilizzare lo stesso farmaco endovena, ma riscontramio anche una sensibilità alla più maneggevole ampicillina. Posto che gli effetti collaterali da chinolonici si manifestano perlopiù solo in terapie prolungate, pertanto si può anche cercare un compromesso.

Paolo Piana
Medico Chirurgo - Specialista in Urologia
Trattamento integrato della Calcolosi Urinaria
https://paolopianaurologo.it/

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Dottore, grazie per la risposta.
C’è un aspetto molto importante che ho dimenticato di riferirle: dalla prima prostatite avuta a 18 anni, probabilmente non trattata in modo adeguato, ho poi sviluppato disturbi intestinali che mi accompagnano ancora oggi, con alternanza di stipsi e diarrea. Negli ultimi anni ho migliorato stile di vita e alimentazione, ma sospetto di soffrire di IBS. Negli ultimi 24 mesi ho assunto un fermento che mi ha aiutato molto (Kijimea Pro).
Lo specialista che mi segue, al termine della terapia antibiotica, mi ha prescritto anche un percorso di 4 mesi per la normalizzazione intestinale (Levobren, Flagyl, Psyllo, Cebion, Dicoflor e Miraclin) con posologie variabili a seconda della settimana del mese.

Avrei inoltre una domanda sull’antibiotico: ampicillina e amoxicillina possono essere considerate equivalenti, dal punto di vista del principio attivo e dell’interpretazione della sensibilità mostrata nell’antibiogramma?
Ho letto di alcuni studi clinici sull’eradicazione di Enterococcus faecalis nella prostata che riportano l’uso di ampicillina per via endovenosa per 4 settimane seguita da 2 settimane di amoxicillina orale, oppure 6 settimane di amoxicillina orale ad alto dosaggio.

Infine, se optassi per la scelta dei fluorochinoloni dovrei seguire una terapia medio-lunga?

La ringrazio per la disponibilità.
Saluti
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Dr. Paolo Piana Urologo 51k 2k
Con l'intestino non faremmo troppi pasticci ma ci affideremmo invece alla competenza specifica di un gastro-enterologo ed un bravo dietologo/nutrizionista, poiché l'alimentazione è spesso essenziale. Ampicillina ed amoxicillina sono molto simili, comunque noi siamo sostanzialmente contrari a terapie così prolungate. In ogni caso a distanza non possiamo entrare nello specifico della prescrizione, che è compito di un nostro Collega che la segua direttamente.

Paolo Piana
Medico Chirurgo - Specialista in Urologia
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La ringrazio, la terrò aggiornata.

Saluti
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