Utente 166XXX
Gentili dottori,
ho 43 anni e
sono ormai 5 anni che soffro di una patologia altalenante e invalidante che mi porta ad andare in bagno moltissime volte al giorno e ad avere un perenne desiderio di urinare unito ad un senso di pesantezza al basso ventre a volte insopportabile.
Sono stato operato al collo vescicale due anni e mezzo fa e la sintomatologia è migliorata solo del 30 % (dormo di più la notte e ho un po' più di resistenza per trattenere l'urina). Le ultime due flussometrie hanno dato questi risultati: 22 ottobre 2011 su volume urinato 261 ml , tempo 26 sec MAX FLOW 17,2 ; 12 novembre 2011: Volume minzionale 484 ml , tempo 42 sec, MAX FLOW 21,2 ml/sec, prima dell'intervento era intorno agli 8/10 ml al sec.)
Adesso mi è stata diagnosticata una flogosi (probabilmente cronica) della prostata.
Faccio presente che in questi anni ho provato di tutto: tutti gli alfalitici in commercio, anticolinergici, recentemente ho fatto due cicli da un mese prima di Bactrim e poi di Levofoxcina, ho provato Pelvilen, Quercetina e anche a non prendere nulla. I sintomi sono sempre gli stessi. Non ho bruciori ad urinare e neppure dolore ad eiaculare, ma solo questa urgenza continua, il senso di peso al basso ventre e spesso dolore dentro l'ano soprattutto dopo che urino. I sintomi a volte peggiorano dopo un rapporto oppure migliorano, non c'è regola. Ho fatto 6 o sette urinoculture e mai hanno trovato la traccia di batteri di nessun tipo. La prostata è di dimensioni normali, Il PSA è normale o appena sopra la norma per la mia età (ultimo PSA TOTALE ottobre 2011 era: 1,19). Ho pochi spermatozoi e poco mobili. Vorrei fare questa domanda se ho, come ormai mi sembra appurato, una prostatite cronica abatterica o batterica (i batteri non si riescono ad individuare) non c'è alcun rimedio? Alcuni di voi scrivono che allo stato attuale questa patologia è un grande enigma dell'urologia mondiale, altri dicono che si può alla lunga debellare o comunque ridurre i sintomi e rendere la vita di nuovo possibile. Dopo tanti anni sto sviluppando una sindrome depressiva dovuta all'incertezza e alla difficoltà di vivere (non riesco più a stare in macchina), ma soprattutto a quella parola " incurabile" che spesso ho letto nelle vostre risposte e nelle storie di molti pazienti che soffrono di tale patologie e che ho letto su internet. Qual'è la verità? Io mi accontenterei di poter ridurre questo senso di peso eterno e l'urgenza minzionale nei periodi di crisi. Ultima nota: l'urologo ora mi ha prescritto una colonscopia per vedere se ho dei divericoli o problemi al colon. Premetto che non soffrò nè di colon irritabile,nè di dolori, nè di diarree ma solo di un po' di stitichezza e meteorismo.
Vi ringrazio tanto per la vostra attenzione.

[#1] dopo  
Dr. Mario De Siati

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Gentile signore, purtroppo la prostatite cronica è una entità clinica spesso molto difficile da curare e che frequentemente viene modulata dall'abitus ansioso dei pazienti che ne sono affetti. Alcune volte dopo anni di fastidi i sintomi si attenuano spontaneamente . Al momento cure miracolose non ce ne sono e da quello che ho inteso lei le ha fatte tutte.
Purtroppo altro non posso dirle.

Distinti saluti
Dott. Mario De Siati Urologo-Andrologo esercita a Foggia,Taranto,Altamura (Bari),Brindisi

[#2] dopo  
Utente 166XXX

Bene, quindi è tutto inutile, antibiottici, alfalitici, anticolinergici, integratori, esami, operazioni, anni persi dietro ad illusioni!! Ok, la ringrazio lo stesso per la risposta.

[#3] dopo  
Dr. Giovanni Beretta

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Gentile lettore,

oltre alle indicazioni ricevute dal collega De Siati che mi ha preceduto, se poi desidera avere altre notizie più dettagliate su tali problematiche urologiche ed andrologiche a livello della ghiandola prostatica, le consiglio di consultare, se non ancora fatto, anche gl’articoli pubblicati sempre sul nostro sito e visibili agl'indirizzi:

https://www.medicitalia.it/minforma/urologia/200-malattie-prostata-stili-vita-prevenzione-nuove-indagini.html,

https://www.medicitalia.it/salute/prostata .

Un cordiale saluto.
Giovanni Beretta M.D.
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http://www.centrodemetra.com

[#4] dopo  
Utente 166XXX

Gentile dott. Beretta,
non sono laureato in medicina ma in materia di prostata in questi anni forse mi sono preso una mini laurea, purtroppo :-( Quello che volevo sapere è se ha senso insistere nella ricerca di una terapia che allevi i sintomi oppure è solo una perdita di tempo. Dopo un ciclo di 25 giorni di levofloxacina associata ad alfalitici con scarsi risultati, se non forse iniziali, ha senso continuare con gli antibiotici? Alcuni vostri colleghi, in questo stesso sito, dicono che con costanza e con una terapia molto lunga si possono controllare i sintomi con antibiotici e antinfiammatori. Altri dicono che bisogna prima curare il colon da dove partono i batteri. Altri scrivono che per l' AIFA gli antibiotici ed alfalitici sono pari al placebo in quanto ad efficacia. Altri dicono che i batteri non c'entrano e che si tratta di problemi di contrazione involontaria del detrusore e dei muscoli che stanno intorno (scuola americana?) Alcuni infine come il suo collega De Siati dicono che non c'è nulla da fare se non far passare il tempo. Chi ha ragione? Come si possono dare risposte opposte. Ma soprattutto voi urologi siete sicuri che la causa di una prostatite cronica sia batterica? E se non sono i batteri che cosa fa impazzire questa dannata ghiandola? Impazzisce da sola. Un giorno ci si sveglia ( a me è successo così) e tutto il vostro apparato urinario-riproduttivo impazzisce la prostata è flogotica, senza una causa conosciuta? Io non mi posso rassegnare. Sarebbe devastante dal punto di vista psicologico dover convivere con questi problemi.
P.S. Il suo collega cita l'ansia come causa: ma mi verrebbe da chiedervi se foste costretti ad avere sempre lo stimolo ad urinare 24 ore al giorno da 4 anni, cosa che mette a rischio la vostra stabilità psicologica, le vostre relazioni e il vostro lavoro e vi dicessero che non c'è alcun sollievo conosciuto, non vi verrebbe anche a voi un po' d'ansia? Oppure è l'ansia la causa di una simile disturbo così invalidante?
Scusate il tono che forse appare polemico, in realtà a questo punto sono solo molto preoccupato e scoraggiato.
Ringrazio comunque per le risposte.

[#5] dopo  
Dr. Giovanni Beretta

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Gentile lettore,

tutte le sue osservazioni e considerazioni sono da considerare e da tenere presenti quando si ha realmente un tale problema clinico complesso che non sempre è di rapida soluzione.

Meriterebbe, se ci fosse, un attestato ad Honorem in Urologia.

Ancora cordiali saluti.
Giovanni Beretta M.D.
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[#6] dopo  
Utente 166XXX

Gentile dottori,
a parte la Laurea ad Honorem di cui farei volentieri a meno potesse attenuarsi la sintomatologia :-) , però non mi avete risposto:
la domanda è: esiste una cura?
Ha senso continuare a curarsi o è inutile continuare ad andare dall'urologo e debbo solo sperare che passi col tempo o che si inventino qualcosa in futuro?
E soprattutto esiste qualcuno che colpito da questa iattura è guarito o meglio è stato meglio in qualche modo con cure o anche senza fare nulla?
Sarebbe per me importante avere una risposta per prendere una decisione su cosa continuare a fare.
Grazie mille e scusate per il disturbo.

[#7] dopo  
Dr. Giovanni Beretta

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Alcune sue domande sono da un milione di euro e non possono avere una risposta razionale da questa postazione per le altre invece le possiamo dire di riconsultare gl’articoli già consigliati e visibili agl'indirizzi:

https://www.medicitalia.it/minforma/urologia/200-malattie-prostata-stili-vita-prevenzione-nuove-indagini.html,

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Un cordiale saluto.
Giovanni Beretta M.D.
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[#8] dopo  
Utente 166XXX

Gentili dottori,
eccomi di nuovo a disturbarvi (pare che questo sia la caratteristica comune di chi soffre di problemi prostatici).
A causa dei problemi che mi tormentano da anni (operato a collo vescicale oramai tre anni fa) sto di nuovo seguendo una terapia a base di Alfalitico (Silodyx) e antimuscarinico (Toviaz 4 mg) dopo aver fatto 3 settimane di Lovoflaxcina che hanno sortito effetti quasi nulli se non quello di avermi ingrossato un tendine di Achille per una settimana.
I miei disturbi sono prevalentemente minzionali:
1) Continuo senso di pesantezza al basso ventre (a volte insopportabile) che mi rende fastidioso qualsiasi piegamento in avanti e soprattutto mi rende difficilissimo guidare la macchina anche per brevi periodi. Il senso di pressione è così forte che a volte non riesco neppure a concentrarmi per leggere il giornale Stranamente il senso di peso diventa più tollerabile dopo che mangio e bevo due o tre bicchieri d'acqua. Questa è sempre stata una cosa che ho riscontrato dal primo giorno della mia malattia anche prima che mi operassero al collo vescicale quando i miei parametri di flusso erano molto peggiori e anche i disturbi.
2) Continua urgenza minzionale: a volte resisto per 4 o 5 ore e poi improvvisamente dopo che ho urinato ho come delle crisi per cui debbo urinare ogni 40 minuti per 5 o 6 volte. In queste fasi non sono in grado di reggere più di 130/180 cc di urina mentre quando resisto più a lungo ho urinato anche quasi 500 cc o di media comunque 400 cc
Il problema è che dopo che sono andato in bagno continuo a sentire questa senso di contrazione alla vescica e dopo circa 20 minuti ricomincia a pulsare il desiderio di andare in bagno a cui come ho scritto a volte resisto anche per ore a volte no.
A volte dopo aver urinato ho la sensazione di peso nell'ano e il desiderio di andare di corpo anche se non ne ho bisogno.
La situazione di solito peggiora dopo che ho fatto le feci. Il loro passaggio, anche se non dure o abbondanti, stimola immediatamente il desiderio di andare in bagno e la pressione.
Non ho mai avuto bruciori o dolori dopo i rapporti sessuali. Solo qualche, volta se il rapporto durava a lungo o era da molto che non lo facevo, ho sentito una certa tensione e contrattura, per una o due ore, nei muscoli o nervi che stanno tra lo scroto e l'ano. Durante la minzione non ho mai avuto bruciori.
Non ho dolori alle gambe o alla schiena o senso di debolezza,
Non ho mai avuto dolore alla punta del pene.
I farmaci che prendo non sortiscono quasi nessun effetto, soprattutto l'antimuscarinico su cui avevo grandi speranze (anche se sono solo 6 giorni che lo prendo) non mi sembra sortire effetto. L'anticolinergico mi ha invece indotto una totale eiaculazione retrograda o assenza di sperma in uscita.
Il flusso urinario è più o meno normale FLOW intorno ai 20/21 ml al sec .
Ecco le domande: l'urologo che mi segue constatata la mia stitichezza cronica (vado in bagno il 70% delle volte con l'aiuto di supposte di glicerina da quando ho vent'anni) mi ha inviato da un gastroenterologo per valutare la mia situazione e valutare di eseguire una colonscopia. Secondo il suo parere il mio colon lento potrebbe essere ciò che determina i miei problemi andando a peggiorare una situazione prostatica già alterata (ho una famigliarità genetica con diverticolosi, ma a parte la stitichezza non ho problemi di coliti o diarre). Il mio dubbio però è: se non sono mai stati trovati batteri nelle urine e nello sperma in 5 anni di analisi con cosa il mio colon inquina la prostata? Vorrei anche chiedere se l'eventuale regolarizzazione del colon potrebbe effettivamente determinare una attenuazione della mia situazione minzionale?
Altra domanda: ho letto che il Prof. Alei di Roma ha utilizzato una terapia ormonale a base di Cyproterone Acetato http://www.giovannialei.it/ricerche/31/31.html
che pare abbia ottenuto ottimi risultati sui sintomi urologici della prostatite cronica. Qualcuno di voi conosce questa terapia? Non ne avevo mai sentito parlare e non conosco se è recente o meno.
Ultima domanda: la mia resistenza psicologica sento che è al limite: le continue limitazioni alla vita normale e il rischio di ripercussioni serie anche lavorative e soprattutto l'ipotesi di dover avere una vita così difficile per il resto dei miei giorni mi stanno facendo scivolare verso una sindrome depressiva. Pensate che un aiuto psicologico mi possa aiutare? Ho difficoltà a credere nell'utilità dello psicologo perchè nei pochi giorni che sto meglio il mio buon umore torna a galla spontaneo, quindi la mia è una depressione legata alla malattia e non ad altro. Non voglio però sottovalutare nulla e rischiare di aggravare la mia già difficile situazione con gravi problemi psicologici.
Scusate la lunga lettera e le molte domande. Spero in una vostra risposta e in un po' di chiarezza e magari speranza di una vita un po' migliore per il futuro :-)

[#9] dopo  
Dr. Giovanni Beretta

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regolarizzare l'alvo e non avere problemi a livello del colon è uno dei primi consigli che viene dato in presenta di una prostatite.

Sulla terapia da lei indicata nulla si sa ed il link che ci invia non fa alcun cenno a questa; il prodotto da lei indicato invece è molto utilizzato in presenza di altre patologie ben più gravi, sempre a livello della ghiandola prostatica, e con effetti collaterali, soprattutto sulla vita sessuale, di chi lo prende non indifferenti.

Infime consultare un esperto psicologo non può esserle che utile.

Cordiali saluti.
Giovanni Beretta M.D.
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[#10] dopo  
Dr. Roberto Mallus

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la terapia con ciproterone acetato (antiandrogeno) usato nella terapia del carcinoma prostatico , a basse dosi può avere effetto nel mettere a riposo la prostata aiutandodone la decongestione.
Cordiali saluti
Dott.Roberto Mallus

[#11] dopo  
Dr. Giovanni Beretta

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se disposto a correre il rischio di una importante riduzione del desiderio sessuale e senza sicure prospettive di risolvere il suo problema, come farmaco off-label, cioè fuori dall'indicazioni terapeutiche confermate e ufficiali, può provare, sempre però dopo avere sentito in diretta il suo urologo.

Cordiali saluti.
Giovanni Beretta M.D.
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[#12] dopo  
Utente 166XXX

Gentili dottori,
grazie per la risposta.
Vorrei solo un paio di chiarimenti se possibile:
la riduzione del desiderio sessuale e gli effetti sulla potenza sessuale sono temporanei e circoscritti al periodo di uso del ciproterone acetato oppure sono duraturi?
Gli eventuali effetti decongestionanti sono duraturi o limitati anche questi al periodo di uso del farmaco?
Gentile dott. Mallus lei sembra il più informato sull'argomento potrebbe dirmi qualcosa in più sull'uso di questo farmaco per la prostatite? Dove praticano questo tipo di terapia sperimentale? La sperimentazione è recente? E i benefici ottenuti sono stati duraturi?
Da quello che ho letto nello scarno articolo che ho segnalato non si capisce molto e neppure si capisce se l 'uso di questo farmaco per i casi di prostatite è solo un esperimento che poi si è chiuso oppure è una nuova prospettiva che si apre ai malati di questa invalidante malattia?
Chiaramente non intraprenderei mai un simile passo senza interpellare prima il mio urologo curante.
Grazie ancora per le vostre eventuali risposte e per la vostra disponibilità :-)

[#13] dopo  
Dr. Roberto Mallus

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Gent.le utente,
intanto esiste un rischio di riduzione della libido, ma qs è solo un rischio considerate le basse dosi in cui viene consigliato.
L'effetto eventuale del ciproterone acetato è reversibile solo dopo pochi giorni dall'interruzione del farmaco.
I benefici sono stati duraturi ma non sono tali da eliminare il rischio di ricadute.
Saranno almeno 20 anni che si è proceduto da parte di alcuni alla somministrazione di tale farmaco nelle prostatiti particolarmente resistenti agli antinfiammatori.
Ho io stesso usato tale terapia in casi particolarmente resistenti ad altre terapie e in associazione ad antiflogistici.Da rilevare che esiste molto empirismo nella terapia dlle prostatiti.
Le invio un articolo datato ma interessante,
[PDF]
LE SINDROMI PROSTATICHE CRONICHE: STATO DELL'ARTE?
web.tiscali.it/sosaiuto/art%203%205/p%2016%2022.pdf

Cordiali saluti
Dott.Roberto Mallus

[#14] dopo  
Dr. Diego Pozza

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caro lettore,

negli USA le compagnie Assicurative registrano che la motivazione più frequente per visite urologiche ( le assicurazioni lo sanno perchè devono pagare!) è la "prostatite"
Ci sono casi che guariscono in pochi giorni, settimane e casi che durano mesi, anni e più. Può essere una patologia invalidante , la componente "emozionale" è molto importante,
il trovare uno specialista ( non il grande professore!) che acolta, visita, segue il fenomeno nel tempo è di grande aiuto. Se non si cambia continuamente urologo, se si seguono abbastanza disciplinatamente le terapie, i risultati si vedono
cari saluti
Dott. Diego Pozza
www.andrologia.lazio.it
www.studiomedicopozza.it
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[#15] dopo  
Dr. Roberto Mallus

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Condivido con il collega che la continuità di cure è essenziale nella terapia delle prostatiti
Dott.Roberto Mallus

[#16] dopo  
Dr. Giovanni Beretta

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Gentile lettore ,

oltre alle condivisibili considerazioni e ai consigli già dati dai colleghi, rimane sempre il consiglio, soprattutto se l'ansia e le paure aumentano, di sentire anche in diretta un esperto psicologo se le è possibile.

Ancora cordiali saluti
Giovanni Beretta M.D.
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[#17] dopo  
Utente 166XXX

Ringrazio di cuore tutti i dottori che mi hanno risposto. Mi informerò con il mio urologo sulla possibilità nel mio caso di usare il ciproterone acetato. Grazie a tutti per l'aiuto e gli ottimi consigli :-)

[#18] dopo  
Dr. Roberto Mallus

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é certamente la cosa più saggia.
Auguri di buone feste!
Dott.Roberto Mallus

[#19] dopo  
Utente 166XXX

Gentili dottori,
eccomi qui a ricontattarvi:
la mia situazione è statica con periodi di crisi e periodi in cui sto meglio.
L ' unico farmaco che prendo è silodix (alfalitico) che migliora il mio flusso che è sempre flow 20 ml al sec.
Rimane questo costante senso di peso e come un bruciore diffuso a livello della vescia e basso ventre che peggiora molto guidando e stando seduti e la fastidiosa sensazione di contrazione vescicale dopo che urino. Anche l'urgenza minzionale che non si spegne mai anche se sono capace di non andare in bagno per 5 o 6 ore e di notte mi alzo solo una massimo due volte.
A questi sintomi si è aggiunto un dolore tipo contrazione alla prostata dopo l'eiaculazione. Non è un bruciore è un dolore interno più forte. Se prendo lo silodox che annulla la fuoriuscita dello sperma non ho dolore.
I sintomi peggiorano molto per un paio d'ore dopo aver defecato. Non soffro di stitichezza. Vado in bagno tutte le mattine e anche due volte al giorno.
Riocordo che ormai 4 anni fa sono stato operato al collo vescicale e la sintomatologia è leggermente migliorata.
Il mio urologo non sa più cosa dire: ipotizza addirittura una sindrome del pudendo anche se io non ho alcun dolore al coccige o alla schiena ma lo fa per esclusione.
Mi rimane un dubbio ma non potrebbe essere una forma di cistite interstiziale? Il mio urologo e altri urologi escludono tale patologia perchè a volte riesco anche ad urinare 480 ml di urina e dicono che ciò non è compatibile con la C.I. perchè questa comporta una capacità di contenere urina molto ridotta. E' vero però che molte volte sento uno stimolo fortissimo anche con 100/120 ml ? Che posso fare a questo punto? Esiste un centro specializzato nelle malattie del pavimento pelvico o nella cura della prostatite cronica, ammesso che io abbia tale patologia. Nelle mie precedenti mail chiedevo lumi su eventuali terapie ormonali che possano disinfiammare al prostata, esistono studi a proposito? Spero in un vostro aiuto.
Un caro saluto

[#20] dopo  
Dr. Giovanni Beretta

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Gentile lettore,

se non ci sono problemi ormonali nessuna terapia è indicata in questo senso.

Sulla questione "indicare un centro specializzato" le dico che questa non è la sede per una informazione così particolare e non di interesse generale.

Questo quesito è bene porlo, in prima battuta, al suo medico di fiducia e poi comunque, in altre sezioni del nostro sito, può sempre trovare un aiuto più mirato alla sua domanda.

Ancora un cordiale saluto.
Giovanni Beretta M.D.
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[#21] dopo  
Utente 166XXX

Mi scusi dott. Beretta,
perdoni allora le domande inopportune. Preciso per gli ormoni io mi riferivo al Cyproterone Acetato che so essere usato nel caso di tumore alla prostata ma che ho letto è stato sperimentalmente usato a Roma Prof Alei anche nei casi di prostatiti croniche resistenti a tutte le terapie tradizionali con un certo successo.
La disturbo anche per chiederle un parere più mirato:
secondo la sua esperienza, pur in assenza di bruciori minzionali e con una capacità di trattenere di media 300 ml di urina ma anche 500 ml a volte, è possibile ipotizzare nel mio caso una cistite interstiziale? La cosa mi preoccupa parecchio e soprattutto a questo punto non capisco perchè sono stato operato per la malattia del collo vescicale, operazione che effettivamente ha migliorato il flusso e la sintomatologia anche se in modo molto parziale.
La ringrazio per la pazienza ma capisca la mia posizione: 7 anni di dolore sono abbastanza stressanti.
Cordiali saluti e grazie per la sua tempestiva prima risposta.

[#22] dopo  
Dr. Giovanni Beretta

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le ricordo solo che capacità vescicali di 300-500ml ed una velocità massima di 20ml/ sec. poco si accordano con il problema clinico da lei accennato.

Sulle terapie molto particolari che ancora non raccolgono un consenso generale poi senta sempre in primis il suo urologo; valuterà lui se lei rientra in una casistica molto particolare che può avere giovamento da una terapia molto particolare.

Cordiali saluti.



Giovanni Beretta M.D.
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[#23] dopo  
Utente 166XXX

Gentile dott. Beretta,
la ringrazio per la risposta e per la sua gentilezza e tempestività nel rispondere.
Spero di risolvere un po' questo problema uno di questi giorni futuri.
Cordiali saluti, le auguro una buona serata.

[#24] dopo  
Dr. Giovanni Beretta

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Ricambio gli auguri ed anch'io le auguro una buona domenica!
Giovanni Beretta M.D.
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