Dolore inguinale destro e posteriore simmetrico

Sono l’utente 284116 e mi rivolgo a Voi nella speranza di trovare una risposta ai miei problemi. Da circa 5 mesi soffro di un dolore inguinale destro che si riflette, simmetricamente, nella parte destra del gluteo. Ho fatto diversi accertamenti tra i quali, l'ultimo, la RM della colonna lombo sacrale. Dalla stessa risulta “Il canale spinale è di dimensione ai limiti inferiori della norma in particolare nel tratto medio inferiore per congenita brevità dei peduncoli. A livello L4-L5 si osserva minima protrusione armonica posteriore del disco che, associandosi ad ipertrofia artrosica delle faccette articolari e dei ligamenti gialli contribuisce a creare un relativo conflitto spaziale globale. Normali i rimanenti livelli disco vertebrali”.
Un neochirurgo, specialista anche in neurologia, mi ha diagnosticato, il primo dicembre, “sospetto problema addominale in fossa iliaca destra” ed in tal senso ha consigliato da “1 a 2 manipolazioni viscerali e successiva ginnastica di rinforzo e stretching”.
Mi sono state fatte le due manipolazioni viscerali ma, purtroppo per me, la situazione non è migliorata (mi si è leggermente ridotto il dolore nella parte simmetrica del gluteo destro) ed oggi ho dolore nella zona inguinale e pubica destra; dopo la prima manipolazione il mio dolore mi si era come “spostato” nella parte superiore dell’inguine pressappoco all’altezza dell’ombelico e la stessa cosa è successa per la localizzazione del dolore nella parte posteriore destra. A metà mese devo ritornare per un terzo massaggio….. ho sentito parlare di interventi con ozono ...
Cosa ne pensate della mia situazione? Grazie per il tempo che potrete dedicarmi e per quanto saprete consigliarmi.
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Dr. Paolo Piana Urologo 28,6k 1,4k 15
Gentile Signore,
il tipo e la manifestazione del suo disturbo, associato ai risultati delle indagini eseguite direi che esclude una causa "viscerale" di interesse urologico. Si tratta molto verosimilmente di una irradiazione di origine neurologica causata da alterazioni del canale vertebrale che interessa le radici del plesso lombare presumibilmente con il nervo ileo inguinale (dolore anteriore) e sciatico (dolore posteriore). Non vi sono nel suo caso ovviamente indicazioni operative urologiche. Per quando riguarda le ipotesi di cura, sarebbe il caso di consultare un neurochirurgo.

Saluti

Dr. Paolo Piana
Medico Chirurgo - Specialista in Urologia
Trattamento integrato della Calcolosi Urinaria
www.paolopianaurologo.it

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dopo
Utente
Utente
Gentile Dr Piana per prima cosa La ringrazio per l'estrema celerità con la quale ha risposto alla mia richiesta. Lei mi dice di rivolgermi ad un neurochirurgo ma il medico che mi ha visitato è specialista in neurochirurgia e neurologia nonchè direttore di un centro medico, persona che conosco da anni ed alla quale mi sono rivolto con fiducia. Alla visita scrisse "non deficit neurologici nè segni di irritazione radicolare. Dolore alla pressione in fossa iliaca destra" RMN lombo sacrale: discopatia cronica L4/5. Allo stesso chiesi se fosse opportuno ricorrere ad infiltrazioni.
Il medico che mi ha trattato con manipolazione viscerale, specialista in venereologia , diplomato AIRAS, alla prima visita scrisse: "Tensione digiunale e radice mesenterica duodenale e polo inferiore rene dx" ed alla seconda scrisse: "Tensione al polo inferiore rene destro alla seconda porzione del duodeno, ai legamenti parietocecali laterali ed inferiori. Coccigodinia e tensione prostatica legamenti sacrospinoso e sacrotuberoso"........ termini a me "sconosciuti".
Come ho scritto nella mia comunicazione di ieri sera il dolore posteriore si è un pò calmato mentre quello inguinale che dopo la prima manipolazione si era "spostato" verso la parte superiore dell'inguine alla data odierna si è riposizionato in basso,
A questo punto cosa devo fare? Rivolgermi ad un altro neurochirurgo?
La ringrazio in anticipo per la risposta che mi darà.
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Dr. Paolo Piana Urologo 28,6k 1,4k 15
Gentile Signore,
sull'operato e le impressioni del "manipolatore viscerale" non ci esprimiamo, poiché si tratta di un approccio che trascende la medicina convenzionale. Come già le abbiamo detto, partendo dal presupposto che nessun accertamento abbia evidenziato il coinvolgimento dell'apparato uro- genitale, l'unica possibilità residua è appunto quella neurologica. Per esperienza ben sappiamo che si tratta di situazioni difficili da oggettivare e che pochi specialisti neurochirurghi, fisiatri, ortopedici e antalgologi hanno la sensibilità adeguata ad affrontarle. Purtroppo, dal nostro punto di vista urologico, stando così le cose, non vediamo possibilità di agire positivamente.

Saluti

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