Utente 178XXX
Buonasera,
faccio da tramite per un consulto medico circa l'esame eseguito come da oggetto.
Il referto, per l'esame dignostico sostenuto in data 18/4/14, riporta le seguenti voci:

INDICAZIONE ALL'ESAME: rialzo dei valori del PSA (8,68 ng/ml Dicembre 2013)
Lo studio MORFOLOGICO documenta alcune zone sfumate di ipointensità di segnale...
Lo studio DINAMICO-PERFUSIONALE ha documentato nelle stesse aumento dei pattern di vascolarizzazione, documentabile dalle curve con andamento di tipo borderline.
Lo studio in DIFFUSIONE mostra restrizione del movimento di moolecole d'acqua.
I pattern RM di alterazione morfofunzionale corrispondono ad un PI-RADS score 3/5 (pattern indeterminato di tipo infiammatorio e/o di bassa aggressività).
VESCICOLE SEMINALI: regolarmente distese e pervie
LINFONODI: no linfoadenopatie in sede pelvica; in sede iliaca esterna bilateralmente si osservano linfonodi a morfologia ovalare con asse corto inferiore al cm, di aspetto reattivo aspecifico.
OSSO: non evidenza di alterazioni di rilievo RM.
CONCLUSIONI: utile rivalutazione in corso di follow up dei reperti su indicati e, se clinicamente indicato, tipizzazione mediante prelievi bioptici mirati.

In sostanza, cosa emerge dal responso? Ci sono eventuali esami più specifici da sostenere per valutare al meglio la situazione?

Resto a disposizione per qualsiasi ulteriore informazione aggiuntiva che possa aiutare Voi a fornire risposte mirate sull'argomento.

Ringraziando per la cortese attenzione, porgo cordiali saluti.

[#1] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Gentile Signore,
del soggetto sottoposto a questa indagine è indispensabile conoscere:
- età, condizioni generali, presenza di altre malattie;
- presenza o meno di disturbi alle basse vie urinarie;
- presenza di alterazioni della prostata valutate alla visita diretta;
- presenza di alterazioni individuate dall'ecografia addominale e/o trans-rettale.
Gli esiti della risonanza sono dubbi tra una situazione infiammatoria ed una (meno probabile) lesione tumorale a bassa aggressività. Le decisioni da prendere dipendono parecchio dalla conoscenza dettagliata di tutti gli elementi di cui sopra. Riteniamo che, in linea di massima la maggioranza dei nostri Colleghi propenderebbe per un ulteriore controllo del PSA dopo eventuale ciclo empirico di terapia antibiotica ed anti-infiammatoria.
D'ogni modo, la gestione di queste situazioni, alla luce del prepotente ingresso della risonanza magnetica come indagine essenziale nella diagnosi del tumore della prostata è proprio in questi mesi oggetto di ampio dibattito nella comunità scientifica ed una linea comune d'azione è ancora assai di là da venite. In particolare, la persona dovrebbe essere da subito coinvolta nella,presa di eventuali decisioni, cosa che fino ad oggi, almeno in Italia, è tradizionalmente avvenuta in modo assai più distaccato e "paternalistico".

Saluti
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
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