Utente 311XXX
Buongiorno,

ho 29 anni e circa un anno fa ho iniziato ad avvertire sotto sforzo (o per lo più quando mi piegavo in avanti a fare dei lavori) una forte fitta al fianco che partiva dalla schiena.
Nel momento in cui mi mettevo a riposo, dopo un po' passava.

Nel mese di aprile, ho iniziato ad avvertire delle fitte ai testicoli così mi sono rivolto all'urologo. Il quale, visitandomi, mi ha detto che si trattava di una ciste all'epididimo evidentemente un po' infiammata e di non preoccuparmi.
Gli feci presente anche questo problema della fitta al fianco, ma l'urologo mi disse che per tale problematica dovevo rivolgermi ad un fisiatra.

Successivamente, su consiglio di mia madre, mi sono rivolto ad un ecografo. Il quale, mediante un'ecografia accurata all'addome, ai testicoli e ai reni, ha rilevato un micro calcolo di 2,9 mm al rene dx.

Dinanzi a ciò l'ecografo mi ha consigliato di bere molta acqua, anche 2 lt in pochi minuti, per poter creare uno "shock" al calcolo permettendone l'espulsione.
E' passato poco più di un mese e la situazione è la medesima. Confesso che nell'arco di un anno le fitte al fianco sotto sforzo si sono presentate sempre meno forti e persistenti.
Però in questi giorni, seguendo il consiglio dell'ecografo, ho assunto molti liquidi, arrivando a bere anche 2 lt di acqua nel giro di una mezz'oretta.

Il problema però è che ogni volta che bevo molti liquidi, vado in diarrea. E' come se invece di espellere l'acqua tramite le urine, le espello tramite le feci.
Il calcolo non è stato espulso e ieri sera, mentre ero sul divano, ho iniziato ad avvertire una forte fitta a basso ventre (come quando si ha dell'aria che non si riesce ad espellere) e andando in bagno ho avuto un forte attacco di diarrea e la solita fitta al fianco stavolta più forte e violenta.

Pochi giorni fa ho fatto anche le analisi del sangue e delle urine.

Per quanto riguarda le analisi del sangue il FIBRINOGENO si è presentato a 435 (ero anche in quel periodo sotto diarrea grazie all'assunzione di liquidi) e per quanto riguarda le analisi delle urine mi sono ritrovato con gli ERITROCITI a 25 ell' EMOGLOBINA a 10.

Ora, dinanzi a ciò vorrei sapere se le seguenti analisi sbalzate possono dipendere dalla diarrea e dal calcolo renale?

In che maniera posso espellere il calcolo? E' doloroso espellerlo? La fitta al fianco e la diarrea dopo aver bevuto molti liquidi (anche in un breve periodo di tempo) è normale? I calcoli sono preoccupanti? Ho letto di gente che ha dovuto togliere un rene per infezioni.

Il medico curante mi ha fatto la richiesta per la visita urologica ma purtroppo va a finire a fine settembre. Avendo perso il lavoro, non ho la possibilità di pagarmi una visita privatamente.

Dinanzi a ciò, vorrei avere un parere perché sono molto preoccupato. Nel frattempo faccio presente che sto assumendo fermenti lattici, Arvenum 500 (per cura emorroidale) e soluzione Schoum. Ho ripreso anche a fare attività fisica.

Scusate le tante domande,
Cordiali saluti

[#1] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Gentile Giovanotto,
trenta e più anni di esperienza specifica nel trattamento della calcolosi delle vie urinarie ci hanno insegnato quanto poco efficace, imprevedibile e non scevra da pericoli possa essere la pratica dei "carichi" d'acqua. In effetti questa opinione è ormai condivisa dalla maggioranza dei nostri Colleghi specialisti, non così si vede da parte di altri medici che meglio farebbero a mantenersi entro i limiti delle loro competenze specifiche. La diluizione delle urine è un efficacissimo mezzo per prevenire la formazione (o ri-formazione) dei calcoli, ma per quelli già formati il voler insistere ad ogni costo nello spingerli fuori dal rene con mezzi così drastici può preludere ad effetti collaterali non indifferenti. Lei ci parla della diarrea, certamente non il più comune di questi effetti, ma ampiamente giustificabile in particolare se lei ha un intestino già di per sè irritabile. D'altro canto, è molto poco verosimile che questo piccolissimo calcolo (tenga conto che l'ecografia tende sempre a sovrastimare le dimensioni) possa essere veramente causa del suo disturbo, ancor di più se ci dice che il dolore è abitualmente stato scatenato dai cambi di posizione. Senz'altro noi le consigliamo di sospendere per ora questo approccio così "eroico" e piuttosto fare in modo di essere valutato direttamente da un nostro Collega specialsita in urologia, ovviamente andandolo a cercare dove egli sia disponibile prima di fine Settembre, valuti anche altri ospedali o centri convenzionati, non si fermi alla prima stazione!

Saluti
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
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[#2] dopo  
Utente 311XXX

Gentile Professore,

Innanzitutto la ringrazio per la cortese risposta. Seguirò il suo consiglio per quanto riguarda la sospensione del trattamento "shock" assumendo tanta acqua in un breve lasso di tempo.

Per quanto riguarda il resto, purtroppo, ho già sentito tutti gli ospedali e i vari centri specializzati limitrofi e non c'è alcun posto libero prima di fine agosto, quindi mi sa proprio che mi toccherà aspettare.

Volevo soltanto chiederle, a questo punto, in che maniera posso approfondire questo dolore al fianco che saltuariamente si presenta. Oggi, per esempio, ho corso per mezz'ora eppure il dolore non si è presentato. A volte invece se mi piego in avanti per fare qualcosa (allacciarmi le scarpe etc) e si presenta.
Faccio presente che lo stesso ecografo analizzò anche fegato, testicoli e addome i quali si sono presentati nella norma.

Non so se devo preoccuparmi e se le analisi che le ho riportato delle urine possono dipendere da questo piccolo calcolo renale o da altro. In che maniera posso approfondire? E in fine: visto le dimensioni, in che maniera posso espellerlo? E soprattutto, è doloroso espellerlo?

Scusi di nuovo se abuso della sua disponibilità. Spero che possa darmi alcune delucidazioni su questi punti.
Di nuovo cordiali saluti



[#3] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Gentile Giovanotto,
un calcolo di soli 3 mm (o verosimilmente anche meno) non può sollevare così pressanti attenzioni, non vi sono ovviamente indicazioni dirette a rimuoverlo in modo attivo, anche solo con il "bombardamento" esterno con le onde d'urto. L'approccio più saggio è senz'altro il controllo periodico. Già le abbiamo detto che questo dolore repentino che si manifesta col piegamento del tronco molto poco verosimilmente si correla con la presenza del micro-calcolo. Su questo gioca molto quanto eventualmente apprezzabile con una accurata e sensibile visita diretta, che ovviamente noi non possiamo eseguire. Le raccomandiamo ancora di farsi vedere da un nostro Collega, anche a costo di viaggiare parecchio, anche a costo di rivolgersi ad un pronto soccorso dove vi sia una consulenza urologica attiva.

Saluti
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
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