Adenocarcinoma prostatico 4 + 3

Buongiorno,
abbiamo appena ricevuto il referto della diagnosi istologica dell'intervento di prostatectomia robotica subito da mio marito ((di anni 50) 20 giorni fa.
Per non sbagliare trascrivo:
Adenocarcinoma prostatico con estensione del lobo destro (<50%).
Tipo istologico: acinare GS 4+3.
Volume tumorale 6%
Nodulo tumorale dominante mm15 regione laterale destra.
Estensione extraprostatica: assente
Invasione microscopica angio-linfatica: non evidente.
Invasione neoplastica degli spazi perineurali: presente
Lesioni associate: prostatite cronica, iperplasia ghiandolare
vescicole seminali e dotti deferenti: indenni da neoplasia
stato dei margini chirurgici: indenni da neoplasia (lesione a <mm.1 dal margine chirurgico laterale destra)
Linfonodi (0/8) indenni da neoplasia.
Stadiazione istopatologica (TNM v7: pT2a N0).
Il chirurgo è dell'avviso di procedere solo con controlli a 50 giorni, sei mesi o 12 mesi mentre il radioterapista sarebbe dell'avviso di fare terapia adiuvante sia perchè la lesione è a <mm.1 dal margine chirurgico sia per GS 4+3 ed ancora per l'invasione neoplastica degli spazi perineurali.
Siamo davvero confusi......

Grazie
[#1]
Dr. Gino Alessandro Scalese Urologo, Andrologo 6k 127 174
Gentile Sig.ra,
in effetti ad oggi per casi come quelli di suo marito (neoplasia a <1mm dal margine di resezione, invasione perineurale, GS 4+3)......non esiste una univocità nel modo di agire.
Di primo acchito ci sarebbe da consigliare la Radioterapia immediatamente dopo il trattamento chirurgico. Ma attenzione però è necessario considerare la giovane età di suo marito (50aa). Ovvero mettendomi nell'ottica del chirurgo: ha faticato tanto per salvaguardare gli aspetti funzionali (potenza sessuale e continenza) e rischia di vedere vanificati i suoi sforzi da un trattamento radioterapico che comunque non è scevro da effetti collaterali, alterando in questo modo la qualità di vita di suo marito negli anni a seguire.
Ottica del radioterapista: eseguo la radioterapia e sconfiggo definitivamente il cancro tralasciando un attimino gli aspetti funzionali.

Chi ha ragione?

1) Purtroppo tutti e due nel senso che il primo ha optato per una vigile attesa e possibile RT solo in caso di movimento del PSA (indice affidabilissimo di recidiva). Il secondo agirebbe immediatamente per non correre alcun rischio.

A voi la scelta!

P.S. Spero di non averle confuso ulteriormente le idee.

Cordiali saluti
Gino Scalese

[#2]
dopo
Utente
Utente
Buon pomeriggio dott. Scalese,
come da indicazioni alle dimissioni, a distanza di 50 giorni dall'intervento, abbiamo dosato il PSA che risulta <0,003.
Immagino sia un buon indice, vero?
Rispetto alle sue considerazioni che sono, poi, le mie da quando abbiamo ricevuto l'esame istologico Le chiedo: qualora optassimo per la vigile attesa data la giovane età di mio marito (l'incontinenza è azzerata e c'è già ripresa dell'attività sessuale) quale è al differenza statisticamente (in termini di risultato naturalmente ) tra RT fatta nell'imminenza senza attendere il rialzo del PSA e RT fatta qualora il PSA dovesse nel tempo subire un aumento?


Grazie


Cordialità
[#3]
Dr. Gino Alessandro Scalese Urologo, Andrologo 6k 127 174
Gentile Sig.ra,
con questa domanda mi mette un pò in difficoltà nel senso che non conoscendo la storia clinica di suo marito non posso risponderle in maniera precisa, nel senso che si tratta di argomenti che è bene discutere a quattr'occhi con l'Urologo di riferimento.
In ogni modo le rispondo facendo riferimento alle linee guida Europee ed agli studi clinici osservazionali di letteratura medica ovvero:

Strategia comunemente adottata:

Margine chirurgico positivo = Radioterapia meglio se associata a ciclo di ormono terapia

Di contro:

Il PSA post-operatorio ha una sensibilità e specificità molto più alta nel post-operatorio rispetto a quanto non lo sia nel pre-operatorio quindi è un indice affidabile di possibile recidiva nel post-operatorio. Sulla base di tali presupposti alcuni recenti studi mettono in evidenza che è possibile in tali situazioni monitorizzare strettamente l'andamento del "PSA + ESPLORAZIONE RETTALE DELLA LOGGIA PROSTATICA" e ricorrere al ciclo di RT nel momento in cui si verificano dei rialzi consecutivi del valore assoluto del PSA e/o vi siano dubbi alla esplorazione rettale ottenendo la stessa efficacia del trattamento eseguito di primo acchito.

Ovviamente questa seconda scelta viene presa in considerazione in comune accordo con l'Urologo con il quale è necessario che venga instaurato
un "filo diretto".
[#4]
dopo
Utente
Utente
Grazie dott. Scalese, ci ha molto rassicurati.
[#5]
Dr. Gino Alessandro Scalese Urologo, Andrologo 6k 127 174
Prego!
[#6]
dopo
Utente
Utente
Buongiorno,
a distanza di quattro mesi dall'intervento (settembre 2015) e due dall'ultimo controllo con ecografia e psa (novembre 2015), da qualche giorno mio marito accusa dolori forti dolori alle gambe sino ai reni. Sintomi che ha avuto nel post operatorio per una decina di giorni.
Il psa era inferiore a 0,03 e l'ecografia non mostrava nulla di patologico.
Siamo naturalmente molto spaventati. Che può essere? Può esserci accumulo di linfa? Un' eventuale recidiva darebbe questi sintomi?
E' consigliabile fare qualche esame?

Grazie a chi vorrà aiutarci
[#7]
Dr. Gino Alessandro Scalese Urologo, Andrologo 6k 127 174
Gentile signora,
la comparsa di dolori agli arti inferiori non è un segno di una recidiva di malattia confermato dalla stabilità del PSA a valori bassi. Piuttosto potrebbe trattarsi di un disturbo di circolo locale frequente in questa tipologia di intervento che andrebbe valutato con ecocolordoppler degli arti inferiori per stabilire la necessità o meno di avviare un nuovo ciclo di terapia con eparina a basso peso molecolare.

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