RNM dell'addome per tumore

Salve,
mio padre ha un tumore alla prostata. Ha fatto una RNM e il risultato è questo:

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INDICAZIONE: Staging.
TECNICA: RM multiparametrica, mediante acquisizionimorfologiche a elevata risoluzione spaziale (T2WI), pesate in diffusione (DWI)e dinamiche dopo somministrazione di mdc paramagnetico (DCE).
Le immagini sono state elaborate su workstation.

OSSERVAZIONI: Prostata di 43x37x45 mm ( 37 ml)
1.Nella zona di transizione destra / sinistra, a livello craniale, intermedio e dell’apice, è evidente una lesione di 30 mm , nel contesto della quale è molto probabile la presenza di malattia clinicamente significativa (PI-RADS 5).
La lesione descritta giunge a contatto con il versante antero-laterale destro / sinistro della capsula prostatica a livello craniale, intermedio e dell’apice determinandone bulging e molto probabilmente estensione extracapsulare (score 5).
2.Nella zona periferica sinistra, a livello craniale, intermedio e dell’apice, è evidente un’alterazione diffusa, nel contesto della quale è dubbia la presenza di malattia clinicamente significativa (PI-RADS 3).
La lesione descritta giunge a contatto con il versante postero-laterale sinistro della capsula prostatica a livello craniale, intermedio e dell’apice.
3.Nella zonaperiferica destra, a livello intermedio e dell’apice, è evidente un’alterazione diffusa, nel contesto della quale è poco probabile la presenza di malattia clinicamente significativa (PI-RADS 2).
La lesione descritta giunge a contatto con il versante postero-laterale destro della capsula prostatica a livello intermedio e dell’apice.
Vescicole seminali nei limiti.
Linfonodo dubbio iliaco esterno dx (asse corto 5mm) ,posteriore alla vena.
Non altri linfonodi pelvici significativi.

CONCLUSIONI:
·lesione 1: PIRADS 5 in TZ destra / sinistra (craniale,intermedio, apice).
·lesione 2: PIRADS 3 in PZ sinistra (craniale, intermedio,apice).
·lesione 3: PIRADS 2 in PZ sinistra (intermedio, apice).
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Circa 3 mesi fa dalla scintigrafia e dalla PET non è emerso interessamento di altri organi. Il tumore è un Gleason 7 (4+3).

Ora le mie domande sono queste:

- C'è qualche rischio che le cellule linfonodali escano da quella sede, prima o dopo l'operazione?
- Dal punto di vista oncologico e con queste premesse, l'asportazione della prostata può essere risolutiva?

Mille grazie anticipatamente per i vostri sinceri e graditissimi pareri


[#1]
Dr. Gino Alessandro Scalese Urologo, Andrologo 6k 127 174
Gentile utente,
la cosa più importante quando ci si trova di fronte ad un tumore della prostata è quella di sapere l'età del paziente. le sue condizioni di salute ed il valore di PSA.
Partendo dal presupposto che la diagnosi sia stata fatta con biopsia prostatica cerco di rispondere alle sue domande:

1) Le probabilità che le cellule tumorali della prostata diffuse ipoteticamente nelle linfoghiandole o linfonodi si diffonda nell'immediato ad altri organi e quindi principalmente alle ossa è molto improbabile, considerando anche che 3 mesi fa la scintigrafia era negativa.
2) Dal punto di vista oncologico la eradicazione chirurgica della prostata e dei linfonodi da sola può non essere sufficiente e potrebbe essere coadiuvata da terapia ormonale e radioterapia. Tale necessità sarà confermata o meno dall'esame istologico del pezzo operatorio qualora si decida per l'intervento chirurgico.
Per approfondimenti:

https://www.medicitalia.it/blog/urologia/2721-un-robot-da-vinci-che-sconfigge-il-cancro-della-prostata.html
.

Cordiali saluti
Gino Scalese

[#2]
dopo
Utente
Utente
Dott, Scalese,
buonasera e grazie per la sua gentile risposta.

In relazione alle 3 cose da lei chieste, posso dirle che mio padre ha 71 anni. A parte questo problema gode di una buona salute generale e non ha altri problemi seri, anzi, ama il ballo che pratica con una certa assiduità. Il valore del suo PSA era 55 la prima volta che si operato (alla vescica per un calcolo, da cui abbiamo scoperto il tumore alla prostata). Dopo tale operazione, in cui gli è stata anche ridotta la prostata, a Gennaio scorso, il PSA è sceso a 33.

Lunedì prossimo sarà operato nuovamente, e questa volta proprio per asportare la prostata.

Con queste premesse abbiamo buone speranze di successo?

Grazie ancora.



[#3]
Dr. Gino Alessandro Scalese Urologo, Andrologo 6k 127 174
Con queste premesse probabilmente l'intervento da solo non sarà sufficiente ad eradicare il problema e sarà necessario eseguire terapie successive come sopra esposto. Comunque attenda sereno l'esito dell'esame istologico definitivo della prostata asportata in toto dopodiché in base ad esso sarà deciso il da farsi che potrebbe essere differente da quanto da me ipotizzato.
[#4]
dopo
Utente
Utente
Egregi dottori,

ecco un aggiornamento sul problema riscontrato:
Il pezzo istologico ha confermato la diagnosi preoperatoria. Si trattava di un tumore Gleason (4+3) considerato come "aggressivo" da uno degli urologi dell'ospedale.
A un mese dall'operazione il PSA era di 0,02 che i medici hanno definito come migliore del previsto. Ora qui ci sono state opinioni diverse sul prosieguo del trattamento. Secondo l'urologo che cura mio padre, non è necessario fare altro. Secondo l'urologo dell'ospedale con cui abbiamo avuto un colloquio, sarebbe invece opportuno fare la radio per prevenire possibili complicanze future ed eliminare alla radice il problema. Sinceramente sono un pò confuso. Da un parte vorrei fargli fare la radio, per evitare problemi futuri appunto, dall'altro, mio padre ha già sofferto abbastanza, e ormai porta il catetere da quasi due mesi, in quanto le ferite stanno rimarginando molto lentamente per via di una precedente operazione (TURP) eseguita un anno fa. Inoltre lamenta qualche dolore nella parte alta, lato destro, del bacino. E' normale? Sta anche riscontrando stitichezza... Cosa vi sentite di consigliarmi sul prosieguo delle cure e perché?

Mille grazie anticipatamente per i vostri pareri e buon lavoro.
[#5]
Dr. Gino Alessandro Scalese Urologo, Andrologo 6k 127 174
Se le ferite chirurgiche non sono ancora rimarginate non si può eseguire al momento la radioterapia. In questa fase, specie se i margini chirurgici sono negativi, è più corretto monitorare l'andamento del PSA.

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