Utente 437XXX
Salve a tutti, sono un uomo di 65 anni, a seguito di biopsia eseguita in data 17.01.2017 è stata riscontrata una adenocarcinoma prostatico di tipo acinare, score Massimo di Gleason= 6(3+3) (Criteri sec. Isup 2016)/ Grado 1/5.
Il personale sanitario suggerisce intervento chirurgico di prostatectomia radicale.
Il mio medico di fiducia, consiglia invece la radioterapia in luogo dell'intervento.
Chiedo gentilmente Vs. parere sul tipo di intervento/terapia opportuno per la mia situazione, con meno effetti collaterali e meno rischi.
Nell'ipotesi di intervento, chiedo se è più idoneo e meno rischioso eseguirlo con robot oppure mediante metodo tradizionale.
Ringrazio e saluto cordialmente.

[#1] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Per definire la situazione è necessario conoscere anche l'estensione approssimata del tumore, ovvero il numero e la localizzazione delle biopsie risultate positive. Inoltre è interessante conoscere i valori del PSA e se sia o meno già stata eseguita una risonanza magnetica nucleare della prostata.
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
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[#2] dopo  
Utente 437XXX

PICCOLA BIOPSIA.

Prelievo del 13.01.2017
Accertato il 14.01.2017

Sede dei prelievi:
1. Apice prostatico destro
2. Apice prostatico sinistro
3. Angolo posterolaterale destro
4. Angolo posterolaterale sinistro
5. Corno anteriore destro
6. Corno anteriore sinistro
7. Tra 1 e 3
8. Tra 2 e 4
9. Tra 3 e 5 (2 frustoli)
10. Tra 4 e 6
11. Adenoma centrale destro
12. Adenoma centrale sinistro.

Diagnosi clinica/Quesito diagnostico.
PSA tot. (feb. 2016) 3.05 ng/ml. PSA tot. (aprile 2016) 5,6 ng/ml. DRE: aumento di consistenza in sede paramediana dx.

Descrizione microscopica.
1. Un frustolo agobioptico di parenchima prostatico (dimensioni frustolo su sezione istologica circa mm 10) sede di adenocarcinoma acinare (score sec. Gleason 6=3+3), che occupa il 5% del frustolo.
2.4.6.7. 8. 10-12. Frustoli agobioptici prostatici con aspetti di iperplasia adenofibromiomatosa.
3. Un frustolo agobioptico di parenchima prostatico (dimensioni fristolo su sezione istologica circa 9 mm) sede di adenocarcinoma acinare (score sec. Gleason 6=3+3), che occupa il 5% del frustolo.
5.9. Frustoli agobioptici di parenchima prostatico di cui uno con focus marginale di elementi di elementi glandulomorfi atipici, con disordine architetturale e dismetrie citonucleari associato a negatività immunoistochimica per p63 e 34Be12 compatibili con la diagnosi di microfocolaio di adenocarcinoma. Gleason non applicabile.

Conclusioni.
Adenocarcinoma prostatico di tipo acinare, score massimo di Gleason=6(3+3) (Criteri sec. ISUP 2016)/ Grado 1/5.

Biopsia prostatica (PSA 5,6 ng/ml; TRUS: prostata di 35 g; ER: aumento di consistenza paramediano destro).

L'esame istologico ha documentato adenocarcinoma prostatico Gleason sc. 3+3 in 4/12 prelievi a destra N/F 5%.

Non è stata eseguita la risonanza magnetica nucleare della prostata, ma è stata eseguita la TAC in data 25.01.2017 con la quale veniva diagnosticata prostata di dimensioni lievemente aumentate con diametro trasverso di circa 53 mm..

[#3] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Se vi fosse stata una sola biopsia positiva il caso sarebbe stato candidabile ad una sorveglianza attiva, senza alcun intervento nè cura, in accordo con le più recenti indicazioni dell'oncologia urologica. Il fatto di aver trovato tracce tumorali seppur minime in punti diverisi della ghiandola rende più discutibile (ma non escludibile a priori) l'approccio puramente conservativo. D'ogni modo, alla sua età e se non vi sono altri problemi fisici particolari, la maggior parte di noi specialisti le consiglierebbe l'intervento chirurgico. Questo in base ad un accorto bilancio dei pro e dei contro che sempre esistono in ogni terapia od intervento. Oggigiorno la modalità operativa più attraente è certamente la laparoscopica, convenzionale o assistita dal robot. Ciò non toglie che alcuni nostri Colleghi eseguano ancora interventi a cielo aperto con eccellenti risultati. Come in tuttte le altre situazioni noi sempre consigliamo di scegliere lo specialista e non la tecnica operatoria, senza dimenticare la comodità di accesso alla struttura curante e la qualità del rapporto di comunicazione e fiducia con il medico.
Dr. Paolo Piana
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