Utente 330XXX
Salve, sono un ragazzo di 34 anni, e soffro di sclerosi del collo vescicale. Entro più nello specifico: sono cinque anni ormai che convivo con problemi sia minzionali che eiaculatori (tra l'altro ho già fatto ricorso in passato a questo sito per dei consulti), e solo di recente, grazie a una cistoscopia di un bravo urologo romano, ho ottenuto una diagnosi: ipertono del collo vescicale senza stenosi uretrale in prostatitico cronico. La diagnosi spaventa, ma in realtà, con la cura che mi ha dato il mio urologo (che consiste nell evitare tutte le bevande e gli alimenti che fanno male alla prostata + xatral) le cose sono migliorate. Purtroppo c'è un però: io sto bene, non sento neanche fastidi alla prostata... ma basta un rapporto sessuale per ripiombare in un inferno. Il collo della vescica, lo avverto, si infiamma subito, e l'infiammazione si irradia fino al glande. Senso di gonfiore alla base del pene. In questi casi l'urologo mi ga detto di prendere l'antibiotico, se ne traggo beneficio, ma posso andare avanti così? Anche i miei rapporti, sono troppo lunghi, riesco a venire solo dopo mezz'ora e ogni volta che passa lo sperma per l'uretra credo che questa vada sotto sforzo, per cui si infiamma. Con la masturbazione ho meno problemi, ma i rapporti sono devastanti. Quindi vorrei porvi due domande' 1) qual è la relazione tra collo della vescica ed eiaculazione, lo sperma passa per il collo forse? 2) l'intervento endoscopico sarebbe consigliato in questo caso? Il mio urologo non vorrebbe, perché dice che sono giovane ancora e potrei rimanere sterile. Però io non voglio avere figli, quindi lo farei a cuor sereno, se almeno sapessi, però, che oltre a migliorare i problemi minzionali, potrebbe avere effetti benefici anche su quelli eiaculatori. Insomma, lo ripeto, io sto male soprattutto dopo i rapporti, e se sapessi che un'eventuale eiaculazione retrogada (che tra l'altro adesso non ho, pur assumendo xatral) mi porterebbe a non avere più infiammazioni del collo perché lo sperma ritornerebbe in vescica, ben venga questa benedetta eiaculazione retrogada. Io sono arrivato al punto di avere un singolo rapporto con partner occasionali perché poi per una settimana o più sto male, inq quanto dopo il collo spesso si infiamma tutto, anche la prostata, e chiaramente parlo di una due partner all'anno. Loro vorrebbero avere altri rapporti con me, perché, capirete, un partner maschile che dura a lungo non dispiace a una partner donna, ma io non posso proprio per i suddetti problemi e sono costretto a troncare ogni rapporto sul nascere. Il mio urologo mi ha anche parlato di una prostata che non è più elastica, ma, mi ripeto, io sto male soprattutto dopo i rapporti. Non urino bene, anche con lo xatral, ma ci convivo. La prostata non mi dà appesantimenti, sensi di gonfiore, sgocciolamenti, ecc.se non dopo i rapporti. Ah, un'ultima cosa: io ho letto che in questi casi bere molto aiuti, ma io ho sperimentato che meno bevo e meno tempo ci vuole prima che torni a stare meglio, ho l'impressione, infatti, che più liquidi passano per il collo vescicale, e più l'infiammazione dura
azie per la cortese attenzione

[#1] dopo  
Dr. Gabriele Fontana

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Salve,
proviamo a rispondere punto per punto:
-Il liquido seminale normalmente NON passa attraverso il collo vescicale se non vi e'eiaculazione retrograda.
-l'intervento endoscopico ha la unica finalita'di MIGLIORARE la MINZIONE ,quindi NON garantisce un miglioramento dei sintomi elencati nella sfera sessuale .
-l'intervento endoscopico con buona probabilita'provoca eiaculazione retrograda con tutte le conseguenze ; bene fa il Collega a non consigliarlo se non e'indispensabile ma RIPETO sempre per disturbi MINZIONALI non legati ai rapporti sessuali.
-I rapporti molto lunghi come lei riferisce e le altre problematiche elencate possono avere una eziologia diversa e plurifattoriale.
Consiglio di riparlarne con il suo Urologo per eventuali ulteriori indagini e/o terapie.
Buona serata.
Dr.gabriele fontana.
Dr. gabriele fontana

[#2] dopo  
Utente 330XXX

Innanzitutto dott.la ringrazio per la risposta celere. Poi, se lei è disposto a darmeli, vorrei avere ulteriori chiarimenti. Io cinque anni fa sono stato operato di varicocele di secondo grado e circoncisione. La circoncisione era necessaria perché soffrivo di frequenti balanopostiti e si era generato un anello cicatriziale. Il varicocele no, neanche sapevo di averlo, lo spermiogramma era perfetto però l'urologo che mi aveva in cura allora insistette per operarmi. Io ho iniziato a soffrire di prostatiti ricorrenti dopo tali operazioni, ma l'urologo che mi ha in cura adesso sostiene che non c'è correlazione. Semplicemente, secondo questo, in passato, prima che mi operassi, ero stato soggetto a infezioni frequenti alla prostata che secondo lui la avrebbero compromessa. Ci sto, può darsi che sia così, però che non ci correlazione tra le suddette operazioni e i problemi che ho iniziato ad avere in seguito mi sembra improbabile, perché prima non li avevo. Per essere precisi, oltre alla pressione minzionale a me è diminuita pure quella eiaculatoria durante la masturbazione. Con i rapporti invece ho notato che eiaculo meglio, ma è come se lo sforzo fosse eccessivo e poi sono dolori, perché si rinfiamma tutto. Insomma, voglio essere franco con lei: l'urologo che mi segue mi ha detto, tra il cinico e il faceto (e lo apprezzo per la sua sincerità) che o ci convivo con questi problemi oppure che faccio, ha detto, ti uccidi? È chiaro che scherzava, però, scherzando scherzando, mi ha detto che il danno alla prostata ce l ho e me lo tengo. Ma la cosa a me deprime molto, perché dopo i rapporti i problemi si presentano, e posso andare avanti ad antibiotici? Insomma, da quando ho questi problemi vita sociale zero. Mi sottraggo alle attenzioni dell'altro sesso proprio per non stare male dopo i rapporti. Ma si può vivere così? Ed è davvero irreversibile il problema? Aggiungo che la mia prostata, da un'ecografia, risulta nei limiti della norma, però con due calcificazioni e disomogenea. E poi gli antibiotici potrò assumerli quante volte all'anno? Aggiungo una cosa: io ho 34 anni, mica settanta, e a 34 dovrei rassegnarmi ad avere uno due rapporti l'anno come contentino per i miei sforzi di astenermi dal sesso? Ho pensato pure di rassegnarmi, continuerò a prendere l antibiotico all occorrenza, fosse anche sei mesi all'anno, ma ho paura che il quadro potrebbe peggiorare, dato che non si tratta di una cura preventiva, ma la faccio dopo che i sintomi si sono ripresentati. Tra l'altro, se potessi descrivere i miei sintomi dopo un rapporto, direi che sono gli stessi, anche se affievoliti, provati dopo la cistoscopia: fastidio nell'uretra durante la minzione, sgocciolamenti e gonfiore inguinale. E la cistoscopia mi ha fatto molto male, per l'urologo, infatti, anche se l'uretra era sana e il calibro perfetto, sembrava comunque infiammata, e il problema avrebbe origine sempre dalla prostata. Però io adesso provo a ragionare terra terra: non potrebbe darsi che a causa dei problemi minzionali e dell'ipertono vescicale, la zona di per sé sia sempre un po' infiammata e quando poi ho i rapporti, lo sperma, che è denso, la infiamma ancora di più? Anche perché di colture per vedere se c'erano infezioni ne ho fatte a bizzeffe, ma gli esiti sono sempre stati negativi

[#3] dopo  
Dr. Gabriele Fontana

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Salve,
-NON vi e'possibilita'di correlazione diretta fra gli interventi e i disturbi attuali.DATO DI FATTO.
-Gli antibiotici si devono usare il MENO POSSIBILE in ogni caso solo quando INDISPENSABILI e MIRATI.DATO DI FATTO.
-Ovviamente NON bisogna rassegnarsi,convivere non significa sopravvivere.Di piu'non possiamo fare come consulenti telematici.
Ripeto continui con il suo medico a parlarne e a cercare INSIEME soluzioni che non sono mai rapide ne'precise.
Ricordi che lo stile di vita,alimentare fisico e quantaltro aiutano sicuramente.
Buona serata.
Dr.gabriele fontana
Dr. gabriele fontana

[#4] dopo  
Utente 330XXX

La ringrazio per l'attenzione. Vorrei farle solo una domanda, se è sempre disposto a rispondere. Di recente, volendo sapere se sono sterile o meno, ho eseguito uno spermiogramma. I valori sono come prima dell'operazione, nella norma, a parte i leucociti: prima dell'operazione erano vari, adesso sono 400000 e il valore di riferimento è minore a 1000000/ml. Significa forse che c'è qualche infezioni alla prostata? I leucociti dovrebbero essere pari a zero per essere del tutto assenti delle infezioni? Le chiedo perché dalle colture di sperma e urine non è mai venuto fuori nulla, a parte uno stafilococco haemolyticus una volta, e un albus un'altra, riguardo i quali mi è stato detto dal mio medico di base che sono innocui, fanno parte della normale flora batterica