Utente 188XXX
Salve, sono un ragazzo di 28 anni e da più di un anno soffro di prostatite cronica per la quale ho effettuato numerose terapie (antibiotici, antinfiammatori, serenoa ecc.), senza risoluzione del disrturbo, anzi, una recente ecografia ha evidenziato una macrocalcificazione periuretrale in corrispondenza del veru montanum, in sostanza, dolore, bruciore, mingione ed eiaculazione bloccata.
Ormai, sono rassegnato all'indea di portarmi tale fastidio a vita, soprattuto, da quando ho questo problema, le mie capacità sessuali sono notevolmente peggiorate, in particolar modo, a seguito dell'assunzione di Serenoa, la quale, comunque, migliora i sintomi urinari. In tutte le costose visite urologiche nessuno degli specialisti interpellati è riuscito a darmi grossi chiarimenti, inoltre, non ho più nessuna voglia di sottopormi ad esplorazioni rettali, pertanto, sto pensando di sostituire i 320 mg al giorno di Serenoa con 1 mg di Finasterire (propecia), poichè, se proprio devo subuire gli effetti collaterali sulla sfera sessuale di questi farmaci, vorrei provare a far ricrescere i capelli che sto copiosamente perdendo. In diverse discussioni online, alcuni specialisti affermano che 320 mg di Serenoa hanno sull'apparato genitale lo stesso effetto di 5 mg di Finasteride, dunque, il mio ragionamento è quello di continuare ad agire in qualche modo sui sintomi prostatici, con un farmaco che in linea teorica dovrebbe essere meno invasivo, ma con una indicazione specifica anche per la caduca dei capelli, cercando di limitare gli effetti collaterali. Attendo un vostro giudizio.

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Dr. Alessandro Izzo

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Giudizio negativo.
Non è corretto dire che l'attività della serenoa è sovrapponibile a quello della finasteride.
La serena ha un attività prevalentemente di tipo antinfiammatorio e, inoltre, inibisce la 5alfa reduttasi ma non certo come la finasteride o la dutasteride.
Inoltre la terapia con questo tipo di farmaci è data in caso di LUTS da moderati a severi in associazione ad alfa litici e in caso di prostata di grandi dimensioni.
Pertanto ritengo che mai come in questo caso sia un inutile tentativo disperato di auto cura.
Il mio consiglio non può che essere quello di consultare uno specialista dedicato evitando questo percorso autoterapeutico...
cordialità
Dr. Alessandro Izzo
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[#2] dopo  
Utente 188XXX

Gentile dottore, la ringrazio per la cortese risposta! Ribadisco il fatto di essere già stato a visita presso specialisti dedicati, con scarsi risultati! Gli stessi si sono limitati a prescrivere costosi integratori, al solo fine di onorare gli accordi presi con qualche informatore farmaceutico. Piuttosto, approfitto della sua disponibilità per chiederle qualche informazione riguardo alla possibilità di trattare la calcificazione con le onde d'urto, visto che l'intervento mi è stato sconsigliato!

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Dr. Alessandro Izzo

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Caro utente,
per il dolore pelvico cronico le onde d'urto sono un opzione terapeutica e possono avere un indizione e, non sempre, dare beneficio per la sintomatologia (non servono infatti a "rompere" le calcificazioni come nell immaginario comune).
Inoltre le aree iperecogene descritte in ecografia non sempre sono vere e proprie calcificazioni.
Inoltre, e chiudo, le calcificazioni non costituiscono un indicazione alla chirurgia.
Cordialità
Dr. Alessandro Izzo
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