Utente 223XXX
Da diversi mesi ho dei sintomi fastidiosi:
- sensazione di fastidio tipo piccoli crampi a livello pubico, sopra l'inizio dei peli;
- bisogno piuttosto forte di dover urinare a prescindere poi dalla quantità di urina espulsa;
- mi sveglio almeno una volta ogni notte per urinare;
- ho molto spesso l'impressione di non aver svuotato completamente la vescica; e se aspetto un po' di più e provo a spingere infatti esce ancora del liquido, ma la sensazione rimane;
- anche l'inizio stesso del fare pipì è strano, come se non iniziasse subito.

Altro:
- il colore delle urine mi sembra normale, forse un poco pallido, ma bevo tanto durante il giorno;
- non provo bruciori;
- assumo Sibilla, pillola anticoncezionale;

Aggiungo anche che provo dolore durante la penetrazione (provavo, ora è da fine aprile che la relazione che avevo è finita e non ho avuto altri rapporti nel frattempo): il ginecologo che mi segue propende per una diagnosi di vulvodinia che stiamo accettando, avendo già escluso l'endometriosi.

Ho fatto gli esami delle urine il 21/08 ma c'era scritto: "Il valore di conduttività rilevato depone per probabile marcata diluizione del campione. In caso di evidenza di sintomi specifici si consiglia di ripetere il campione ponendo maggiore attenzione alla corretta procedura di raccolta."
Il mio medico di base mi ha comunque detto di prendere Levofloxacina 500 mg per 5 giorni (una al giorno). Ieri sera ho preso l'ultima pastiglia. Prendevo le pastiglie in questione prima di andare a letto perché mi sembrava mi facessero girare la testa e venire le vertigini. Il fatto è che non mi sembra che i sintomi siano cambiati più di tanto... ci vuole tempo per vedere i risultati o dovrebbero essere immediati? Cosa devo fare, prenderne altre?

Vi ringrazio e rimango a disposizione per eventuali chiarimenti.

[#1] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Dalla terapia antibiotica empirica certamente non ci si poteva attendere granché, soprattutto perché i disturbi sono insorti ormai da parecchio tempo. Senz'altro è necessario ripetere quantomeno un esame delle urine con urocoltura, non prima di una decina di giorni. La situazione dovrebbe quindi essere inquadrata da un nostro Collega specialsita in urologia che la possa valutare direttamente. Ci chiediamo inoltre se codesta terapia anticoncezionale la assuma da tempo, ovvero la abbia modficata/sostituita più recentemente.
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
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[#2] dopo  
Utente 223XXX

La ringrazio per la pronta risposta.
In effetti non ero molto d'accordo con il medico di base che sembrava voler liquidare la faccenda facendomi prendere l'antibiotico. Mi sono comunque fidata, non sapendo che altro fare.
Ripeterò gli esami come mi ha suggerito. Vorrei chiederle come fare a evitare che le urine risultino troppo diluite un'altra volta. A me non sembrava di avere bevuto tanto la sera prima, e non vorrei incappare nel problema contrario bevendo troppo poco... Come mi posso regolare?
Assumo la pillola Sibilla da dicembre 2015 circa. Prima prendevo Loette, da luglio 2015.

[#3] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Ha notato una relazione tra la sosstituzione della pillola e la comparsa dei disturbi? Per quato riguarda l'esame urine, abiamo idea che ci sia stato qualche problema in laboratorio. Beva acqua come da sua abitudine.
Dr. Paolo Piana
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[#4] dopo  
Utente 223XXX

Purtroppo non posso dire con sicurezza se ci sia o meno una relazione tra la sostituzione della pillola e i disturbi che le ho elencato; non ricordo.
Dovrei prendere in considerazione l'idea di sospenderla o cambiarla? La pillola può dare problemi di questo tipo?
La ringrazio.

[#5] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Esistono talora evidenti relazioni tra l'assetto ormonale e la persistenza di disturbi vescicali cronici, ma in genere si riesce a rintracciare qualche condizionamento, come appunto l'introduzione o la sostituzione di un contraccettivo orale, ma anche altri disturbi ginecologici. Purtroppo non vi sono accertamenti che possano evidenziare con certezza queste situazioni, in effetti solo l'endoscopia è in grado di evidenziare aspetti vescicali tipici (es. metaplasia squamosa del collo-trigono vescicale). Ma si tratta di indagini di secondo livello che dovranno essere ipoteticamente intraprese solo se il suo urologo di riferimento lo riterrà opportuno.
Dr. Paolo Piana
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[#6] dopo  
Utente 223XXX

Bene, provvederò a fare gli esami e a fissare un appuntamento con un urologo.

La ringrazio sinceramente per la sua gentilezza e disponibilità, buon lavoro.