Utente 465XXX
Buonasera,sono una studentessa di 25anni.Premetto che sono molto scoraggiata in quanto ieri in seguito ad una visita urologica mi sono sentita dire"non so come aiutarla vada in un centro specializzato .Tutto è iniziato a dicembre 2016( fino ad allora non avevo mai sofferto di cistite) ,quando ho avuto una cistite fortissima che non solo mi faceva piegare dal dolore in due ma mi faceva perdere urina senza avere lo stimolo.Presi monuril ma invano ,cosi la ginecologa mi prescrisse neufuradantin ,integratori e cistalgan al bisogno.Per qualche mese fino ad aprile sono stata bene ma da aprile continuo ad avere una cistite che mi da il tormento.Ho notato che mi viene due giorni prima del ciclo.Il mese scorso ho preso neufuradantin per dieci giorni e cistiflux mattina e sera ma dopo 12 giorni dall interruzione di queste e due giorni prima del ciclo la cistite è ricomparsa e non mi da tregua.Ho fatto due volte l urino cultura a distanza di piu di una settimana dall ultimo antibiotico ma risulta sempre negativa .non so piu dove sbattere la testa questo mese ho evitato l antibiotico e sto andando avanti con due tre bustine di cistiflux al giorno che non sempre alleviano del tutto il fastidio e se un giorno non lo prendo mi ritrovo a stare malissimo.cosa mi consigliate di fare a parte bere tanta acqua?

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Dr. Paolo Piana

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La negatività dell colture induce a non insistere con gli antibiotici, già usati ed abusati. Queste situazioni di cistite a decorso prolungato sono sempre molto ardue da affrontare, più fronti d'azione sono da considerare:
- intestinale (funzione, stitichezza, equilibrio della flora batterica);
- ginecologico (squilibrio ormonale, pillola, ecc.)
- urologico (presenza di fattori predisponenti, ausili alla difesa della mucosa vescicale).
Dal punto di vista degli accertamenti riterremmo necessaria l'esecuzione di una ecografia dell'addome e probabilmente anche di una endoscopia vescicale, che nella donna può essere eseguita rapidamente e facilmente anche senza anestesia. Gli aspetti intestinali e genecologici andranno valutati a parte, eventualmente consultando anche i relativi specialsiti, se nevcessario. Il tutto andremme coordinato da un nostro Collega con il quale lei intrattenga un buon rapporto di comunicazione e fiducia. Nel frattempo l'approccio non può essere che palliativo, oltre agli estratti del mirtillo possono essere utilizzati il d-mannosio e l'acido ialuronico, sempre con prescrizione specialistica.
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
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