Utente 473XXX
Tra settembre 2017 e gennaio 2018 sono stata ricoverata sempre in regime di urgenza , con febbre a 39,vomito e brividi scuotenti, per tre volte,DIAGNOSI:FEBBRE DI TIPO SETTICO IN PAZIENTE CON IDRONEFROSI BILATERALE, e ho subito quattro interventi in anestesia totale , l'ultimo il 17 gennaio per avere entrambi i reni bloccati da due calcoli che hanno provocato la setticemia.
è un via vai di metti e togli stent, con relativi disturbi e non ne posso più, non ho più una vita e per via degli stent devo portare i pannoloni sia quando esco che a casa, in quanto le minzioni sono frequenti, abbondanti e dolorose. In più mi è stata trovata una stenosi, e dovrei fare prima un'intervento in laparoscopia, e in caso di insuccesso un'altro.
Il giorno 17-01-2017 sono stati rimossi i tutori ureterali e fatta una TC addome e pelvi senza mezzo di contrasto per la presenza di tre piccoli calcoli a carico dell'uretere pelvico destro e di un calcolo di circa 10mm a carico del giunto pielo-ureterale di sinistra; concomita idronefrosi bilaterale.
il giorno 18-01-2018 è stata sottoposta ad un intervento di Uteroscopia destra e uteroscopia più Pielografia retrogada sinistra con il riscontro di una stenosi cicatriziale del tratto sotto giuntale dell'uretere di sinistra e assenza di calcolosi a carico della via escretrice destra; è stato quindi posizionato un tutore ureterale sinistro tipo mono J.
In data 20-01-2018 è stato accorciato e spinto in vescica il tutore ureterale.
Quello che vorrei sapere è PERCHE' I CALCOLI SI RIPRODUCONO? DOVRÒ STARE A VITA CON GLI STENT? E I RENI POTRANNO AVERE SERI PROBLEMI A CAUSA DI TUTTO CIO'? I medici a riguardo non sono stati per nulla chiari.
Ho bisogno di un parere urgente di altri specialisti sul mio caso.



Sono nel panico, spero mi possiate aiutare.

[#1] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Ovviamente i calcoli non si possono riformare in tempi così brevi. Più ragionevole pensare che si tratti di residui dei calcoli originari trattati in precedenza. Talora le condizioni locali sono tali per cui è difficile valutare la reale completezza del trattamento, che quindi si evidenzia solo ai controlli radio-ecografici successivi. Il restringimento dell'uretere sovente si trova in corrispondenza del punto in cui era incastrato il calcolo originario. Il più delle volte si tratta di un restringimento infiammatorio destinato a risolversi dopo l'asportazione del calcolo. Talora invece la situazione conduce ad un restringimento cicatriziale che porta in sofferenza il rene mantenendone la dilatazione. Queste situazioni sono ardue da risolvere, oggigiorno talora si ricorre all'inserimento di protesi metalliche settoriali, visto che le normali endoprotesi "a doppio j" sono generalmente poco tollerate. Le indicazioni chirurgiche sono compunque sempre da porre con molta attenzione. Queste sono comunque osservazioni di carattere generale, per un giudizio più specifico è ovviamente indispensabile conoscere il caso con un dettaglio non possibile per via telematica.
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
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[#2] dopo  
Utente 473XXX

La ringrazio molto della sua risposta. No loro mi dicono che sono nuovi calcoli che si sono riformati in un mese, quindi capisce benissimo il mio stato di confusione e panico. Secondo loro dovrei farmi rioperare in endoscopia e nel caso di insuccesso dovrei rioperarmi!!!! come se fosse normale routine....io non ne posso più...vorrei affidarmi ad un centro all'avanguardia per il mio caso....mi hanno consigliato il Brotzu di Cagliari, io vivo ad Alghero, o Grottaferrata in provincia di Roma. Molti pazienti si trovano nel mio stato, operati come cavie, e se protestano peggio per loro. Ma dopo tutti questi ricoveri ovvio che uno si esaspera, se poi chi dovrebbe curarli, non sa che pesci prendere!. E il paziente già stressato dalla malattia, si deve anche cercare altri specialisti, altri consulti...e allora mi chiedo, i medici a cosa servono? non sono loro a dover cercare di risolvere i problemi di salute di un paziente? dato che loro hanno studiato medicina per tanti anni?io non so più cosa devo fare...e a chi rivolgermi...

[#3] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Il trattamento dei calcoli delle vie urinarie non può essere considerato particolarmente difficile, ma per ottenere risultati ottimali - come d'altronde in qualsiasi altra condizione - è indispensabile che gli interventi siano effettuati da specialsiti con competenza specifica ed in centri dotati di strumentazione ed accessoristica adeguata.
Dr. Paolo Piana
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[#4] dopo  
Utente 473XXX

E limitare i disagi dei pazienti....così troppe operazioni in pochi mesi, mi stanno distruggendo...