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Macchie sulla pelle

Le macchie cutanee: cosa sono e come trattarle

Le macchie sulla pelle (iperpigmentazioni cutanee) sono degli inestetismi che possono creare disagio, ma che possono essere trattate. Prima di tutto, però, è necessario capire qual è la causa che ne ha determinato l'insorgenza: vediamo le tipologie di macchie e cosa fare per rimuoverle.

Dr. Daniele Bollero Data pubblicazione: 15 settembre 2014 Ultimo aggiornamento: 13 giugno 2022

Le iperpigmentazioni cutanee (chiamate comunemente macchie sulla pelle) sono fastidiosi inestetismi che possono provocare disagio e che, spesso, sono fonte di richiesta di intervento da parte del chirurgo plastico: il primo punto, per un corretto approccio, è sempre capire perché sono comparse e come prevenirne l'insorgenza.

Tipologie di macchie sulla pelle

Le macchie cutanee sono tutte uguali?

Marroni, rosse, rosate, piccole o grandi, singole o diffuse, le iperpigmentazioni sono dovute a un aumento dei livelli normali di melanina e la fotoprotezione previene la loro formazione. Ne esistono tipi diversi con diversi approcci clinici, vediamo quali sono.

Melasma

Il melasma si evidenzia con macchie di colore chiaro o medio bruno, colpisce principalmente le guance, i lati del viso, la fronte e sopra le labbra. L'apparenza è di una iperpigmentazione sfumata, magari con diversi spot sulla medesima area ed è causata da disequilibri ormonali (in gravidanza ad esempio con il cloasma gravidico) con associata esposizione solare. Il deposito di melanina è in profondità nel derma.

È molto difficile da trattare con successo per il rischio di recidiva: si lavora molto sulla prevenzione dall'esposizione solare e trattamenti domiciliari con agenti sbiancanti o peeling molto leggeri.

In alcuni casi l'iperpigmentazione si risolve spontaneamente con l'interruzione dello stimolo ormonale.

Per approfondire:Come cambia la pelle in gravidanza?

Ipercheratosi attiniche

Sono macchie leggermente rilevate, nelle persone adulte/anziane (dette anche Ipercheratosi senili), nelle aree foto esposte come il viso, il torace e le mani. All'apparenza sono singole, scure, alcune con superficie irregolare, squamosa. In questo caso il trattamento può essere più aggressivo anche se parte sempre dalla protezione solare. Nascono infatti come un reazione abnorme all'esposizione cronica ai raggi solari.

I trattamenti possono essere diversi ma hanno sempre come scopo l'asportazione dell'iperpigmentazione superficiale con esposizione del derma sottostante libero.

Come rimuovere questo tipo di macchie?

Dal punto di vista del chirurgo plastico questo possono essere trattate con successo con laser ablativi o con tecnica chirurgica di tipo "shaving" (asportazione tangenziale della macchia) in trattamento ambulatoriale. In questo caso si procede con anestesia locale all'asportazione tangenziale della macchia sino ad un derma libero da pigmentazioni (bianco). Quindi si esegue una lieve diatermo-coagulazione dei vasi dermici superficiali e una medicazione con un crema, garza e cerotto.

Le indicazioni a domicilio sono semplici, il/la paziente si può lavare con saponi neutri dopo aver rimosso la medicazione. In seguito dovrà riapplicare la medicazione come in precedenza sino a riepiteizzazione completa (guarigione). Dopo la guarigione residuerà un'area arrossata per almeno 30 giorni, da neo-epidermide, copribile con semplici trucchi.

In questo caso la diagnosi differenziale va eseguita rispetto a lesioni precancerogene o cancerogene (come i basaliomi) dove il trattamento è l'escissione chirurgica a tutto spessore e la sutura diretta, con esame istologico del tessuto asportato.

La soddisfazione dei pazienti al trattamento è normalmente molto alta, la recidiva viene evitata con attenta educazione all'esposizione solare.

Iperpigmentazioni post infiammatorie

Rosa, rosse o marroni, le iperpigmentazioni post-infiammatorie possono comparire come piccoli spot ovunque sul viso, sul torace e sul dorso. Sono causate dai processi di guarigione di un'affezione cutanea, in primis dall'acne infiammatorio.

Solitamente il colore della pelle torna normale dopo mesi e, comunque, è necessario evitare trattamenti aggressivi per il rischio di pigmentazioni secondarie.

Per approfondire:Le cicatrici dell'acne

Lentiggini o efelidi

Le lentiggini aumentano con l'esposizione solare, di colorito dal chiaro al bruno. Si presentano in piccoli spot che tendono a confluire, nel viso soprattutto. Non sono macchie stabili in quanto soggette a regressione parziale con la diminuzione dell'abbronzatura.

Normalmente si preferisce non trattarle, essendo una caratteristica dei fototipi chiari. Nei casi siano decisamente troppe o non accettate, vi sono trattamenti esfolianti eseguibili come i peeling o i laser. Occorre sottolineare che il rischio di recidiva è alto.

Prevenzione delle macchie sulla pelle

Da come si evince da questo elenco, il primo approccio a qualunque tipo di macchia cutanea è l'educazione al paziente alla corretta esposizione solare.

Solo in casi selezionati il chirurgo plastico metterà in pratica approcci maggiormente aggressivi, come trattamenti laser o piccola chirurgia.

L'adeguatezza della diagnosi dell'iperpigmentazione imposta un corretto trattamento magari non invasivo e rapidamente risolutivo come il paziente normalmente spera. Allo stesso però riduce i rischi di recidive e di iper o ipopigmentazioni secondarie a trattamenti maggiormente aggressivi, difficilissime poi da risolvere.

La collaborazione con lo specialista in Dermatologia molte volte diventa per il Chirurgo Plastico fondamentale per un corretto inquadramento e per impostare una corretta strategia curativa.

Per approfondire:Come eliminare le macchie della pelle con il laser?

Autore

danielebollero
Dr. Daniele Bollero Chirurgo plastico, Medico estetico

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1997 presso torino.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Torino tesserino n° 14382.

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