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Tumore della prostata: quando fare la radioterapia dopo l’intervento di prostatectomia radicale?

Le tempistiche del trattamento di radioterapia post-operatoria in caso di tumore alla prostata rimangono ancora da delineare chiaramente. Parliamo di radioterapia audiuvante e radioterapia di salvataggio.

Prof. Filippo Alongi Data pubblicazione: 29 dicembre 2020

Le tempistiche del trattamento di radioterapia post-operatoria in caso di tumore alla prostata rimangono ancora da delineare chiaramente. Ecco le indicazioni principali su quando effettuare la radioterapia adiuvante o la radioterapia di salvataggio.

Radioterapia adiuvante

Si effettua entro i 6 mesi, in presenza di fattori di rischio, in assenza di ripresa del PSA post-operatorio.

Tre studi storici randomizzati prospettici, alcuni anni fa, avevano dimostrato come la radioterapia adiuvante, cioè entro pochi mesi dalla chirurgia radicale in presenza di fattori di rischio come margini infiltrati (R1), extracapsularità (pT3) o linfonodi positivi (N1), e alto Gleason score (8-10), potesse essere vantaggiosa rispetto all’osservazione e, in casi selezionati, efficace tanto da poter aumentare la sopravvivenza o allontanare il rischio di metastasi.

Le linee guida (EAU) in queste circostanze di rischio consigliano infatti di valutare il trattamento adiuvante preferibilmente in una fase in cui già si è recuperata la continenza urinaria, di solito entro i 6 mesi, indipendentemente dal livello di PSA, con la finalità di irradiare il letto prostatico per eradicare eventuali residui cellulari tumorali.

Questa strategia di trattamento immediato, cioè entro pochi mesi dalla prostatectomia però sembra non essere un trattamento necessariamente utile in tutti i casi e molti dei pazienti sottoposti ad una radioterapia adiuvante potrebbero avere effetti collaterali dal trattamento (urinari e sulla funzionalità sessuale) senza beneficio concreto: la presenza di fattori di rischio non sempre si traduce in certezza di recidiva.

Per questo motivo il trattamento adiuvante è solitamente meno effettuato, nonostante ci siano i presupposti di rischio per poterlo considerare come adeguato completamento all’intervento.

Radioterapia di salvataggio

Si effettua in presenza di ripresa del PSA post-operatorio, anche dopo 6 mesi, anche in assenza di fattori di rischio.

Recentissimi dati, pubblicati nel 2020 in tre studi randomizzati (RADICALS-RT, RAVES, GETUG-AFU 17) con più di 2150 pazienti e sintetizzati in una meta-analisi, hanno dimostrato come la radioterapia di salvataggio precoce, cioè raccomandata esclusivamente in seguito alla presenza di recidiva conclamata del PSA possa essere ugualmente efficace al trattamento adiuvante nel controllare la malattia e aumentare la sopravvivenza.

Questa strategia maggiormente attendista di usare la radioterapia solo come salvataggio risparmia le complicanze del trattamento adiuvante a molti pazienti, indirizzando il trattamento radiante come modalità di salvataggio solo a chi lo necessita, cioè esclusivamente in caso di reale rialzo del PSA prodotto dalla verosimile recidiva di malattia. Questi studi hanno però dimostrato che per essere massimamente efficace, e ottenere una guarigione in più di 7 casi su 10, è necessario sottoporsi alla radioterapia di salvataggio in fase “precoce”, cioè molto presto, quando il PSA comincia a passare da livelli azzerati a quelli appena sopra la soglia di dosabilità (che corrispondono a valori tra 0.10 ng/mL a 0.20ng/mL).

Quando ricorrere a radioterapia adiuvante o di salvataggio

Per riassumere, se la radioterapia non viene effettuata entro pochi mesi dopo l’intervento (come modalità adiuvante) in presenza di fattori di rischio, può essere invece pianificata come “salvataggio precoce” al momento del minimo cenno di ripresa di malattia.

Quindi, alla luce di questi dati recenti, aspettare un livello dosabile di PSA post-intervento può essere ragionevole.

Ai primi segnali di risveglio della malattia, cioè a minime espressioni del PSA post-prostatectomia, il radio-oncologo dovrebbe essere consultato dal paziente o meglio già coinvolto dall’urologo in un ambito multidisciplinare, perché diventa sempre più rilevante evitare trattamenti che in alcuni casi potrebbero essere inutili e, nel contempo, rimane cruciale consigliare il paziente per un eventuale trattamento radiante di salvataggio precoce quando questo può essere più efficace.

Referenze

1.Bolla M Poppel H Collette L et al.Postoperative radiotherapy after radical prostatectomy: a randomised controlled trial (EORTC trial 22911). Lancet. 2005

2.Thompson IM Tangen CM Paradelo J et al.Adjuvant radiotherapy for pathological T3N0M0 prostate cancer significantly reduces risk of metastases and improves survival: long-term followup of a randomized clinical trial. J Urol. 2009

3.Wiegel T Bottke D Steiner U et al.Phase III postoperative adjuvant radiotherapy after radical prostatectomy compared with radical prostatectomy alone in pT3 prostate cancer with postoperative undetectable prostate-specific antigen: ARO 96-02/AUO AP 09/95.
J Clin Oncol. 2009

4.Sineshaw HM Gray PJ Efstathiou JA Jemal A Declining use of radiotherapy for adverse features after radical prostatectomy: results from the National Cancer Data Base.
Eur Urol. 2015.

5.Parker CC Clarke NW Cook AD et al.Timing of radiotherapy after radical prostatectomy (RADICALS-RT): a randomised, controlled phase 3 trial.Lancet. 2020; (published online Sept 28.)

6.Sargos P Chabaud S Latorzeff I et al.Adjuvant radiotherapy versus early salvage radiotherapy plus short-term androgen deprivation therapy in men with localised prostate cancer after radical prostatectomy (GETUG-AFU 17): a randomised, phase 3 trial.
Lancet Oncol. 2020

7.Kneebone A Fraser-Browne C Duchesne GM et al.Adjuvant radiotherapy versus early salvage radiotherapy following radical prostatectomy (TROG 08.03/ANZUP RAVES): a randomised, controlled, phase 3, non-inferiority trial. Lancet Oncol. 2020.

8.Vale CL, Fisher D, Kneebone A et al.Adjuvant or early salvage radiotherapy for the treatment of localised and locally advanced prostate cancer: a prospectively planned systematic review and meta-analysis of aggregate data. Lancet 2020

Autore

filippo.alongi
Prof. Filippo Alongi Radioterapista

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 2002 presso Università Di Palermo con lode.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Agrigento tesserino n° 3804.

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