Il veleno di un ragno forse meglio del Viagra.

Questa è un'Informazione molto curiosa che già avevamo segnalato e commentato in questa news del ormai lontano 2015:

https://www.medicitalia.it/news/andrologia/5956-disturbi-dell-erezione-un-ragno-ci-salvera.html

Ora un altro gruppo di ricercatori, sempre brasiliani, dell’Università Federale di Minas Gerais ha pubblicato una nuova ricerca sul “Journal of Sexual Medicine” che sembrerebbe confermare questa notizia e l'ipotesi sulle potenzialità “erettili” manifestate dal veleno del ragno, quello delle banane, conosciuto anche con il nome di ragno vagante brasiliano o Phoneutria nigriventer.

 

     

 

Questo ragno è uno degli animali più pericolosi del mondo e con un suo morso inietta un veleno capace di uccidere in pochi minuti anche un umano adulto.

Una proteina contenuta nel veleno del ragno ha però una caratteristica piuttosto peculiare: quella di determinare un priapismo, cioè erezioni involontarie, prolungate, durature e dolorose che possono superare anche le quattro ore.

Lo studio del 2015 aveva già individuato due tossine: la prima, chiamata PnTx2-6, che era responsabile di questo effetto sui corpi cavernosi del pene ma collegato poi a severi effetti collaterali, anche sulla muscolatura cardiaca, ed una seconda capace di scatenare sempre un’erezione valida ma senza effetti collaterali negativi, chiamata PnPP-19.

 

      

 

A questo punto i nostri ricercatori hanno sintetizzato e recuperato quest’ultima sostanza con una formulazione in gel e hanno provato questo nuovo prodotto su topi e ratti che presentavano una disfunzione erettile, diabete ed ipertensione arteriosa.

I risultati ottenuti sono apparsi molto incoraggianti e il gel, quando applicato localmente ai nostri topolini, sembrerebbe ripristinare una valida e fisiologica erezione.

Già si sapeva che il meccanismo d’azione della PnPP-19 era legato alla sua capacità di aumentare la produzione di ossido nitrico, gas pronto a dilatare i vasi sanguigni, aumentare l’afflusso di sangue, anche nei corpi cavernosi, e quindi scatenare un‘erezione.

 

        

 

Le diverse valutazioni effettuate nella ricerca, ora pubblicata, sembrano mostrare per la PnPP-19 l’assenza di significativi effetti collaterali, almeno nei topi, e in un futuro prossimo venturo forse potrebbe costituire un’ulteriore risorsa farmacologica utile a risolvere numerosi problemi sessuali, legati ad una disturbo dell’erezione, anche per gli umani.

 

Fonte:

https://www.jsm.jsexmed.org/article/S1743-6095(19)30005-0/fulltext

Altre informazioni:

https://www.medicitalia.it/news/andrologia/5956-disturbi-dell-erezione-un-ragno-ci-salvera.html

 

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