App per la fertilità? Spesso inaffidabili

Dr.ssa Valentina PontelloData pubblicazione: 17 giugno 2016

È stato pubblicato recentemente uno studio americano sulle applicazioni per la fertilità più frequentemente usate dalle donne, che cercano una gravidanza.

Lo studio riporta che la grande maggioranza di queste applicazioni (oltre 30 app per smartphone in esame e 20 siti internet) non risulta affidabile per predire la finestra fertile, cioè quei giorni in cui avere rapporti si associa ad una maggiore probabilità di concepimento. Infatti, alcune riportano finestre fertili troppo ampie (anche 12 giorni), altre troppo corte, oppure ancora includono i giorni dopo l’ovulazione, che per definizione non sono fertili.

Bisogna considerare, infatti, che la cellula uovo rimane vitale per non più di 24 ore dall’ovulazione, mentre lo spermatozoo può sopravvivere anche 5-6 giorni nelle vie genitali femminili. Quindi, i giorni più fertili risultano essere quelli immediatamente prima dell’ovulazione, mentre i successivi risultano infertili.

I dati di questo studio sono molto importanti, considerando il numero consistente di donne che fanno ricorso a queste app. Purtroppo, i ricercatori non hanno indicato i nomi commerciali delle poche risultate affidabili.

Cosa fare quindi?

A mio parere le app sulla fertilità possono essere utili per riportare le date di mestruazioni, rapporti e di ogni sintomo, che merita di essere monitorizzato (umore, mal di testa, etc.). Questi dati aiutano il ginecologo a ricostruire una storia mestruale dettagliata (menogramma) e a identificare quei sintomi, che fanno parte della sindrome premestruale.

Dall’altra parte, se la donna cerca una gravidanza e ha bisogno di identificare la fase fertile, può essere più indicato un metodo, che tiene conto dei livelli ormonali nel sangue, tramite gli stick urinari per l’ovulazione, il sistema fai da te più economico.

Riferimenti

Medscape

Autore

vpontello
Dr.ssa Valentina Pontello Ginecologo, Perfezionato in medicine non convenzionali

Laureata in Medicina e Chirurgia nel 2001 presso Università degli Studi di Firenze.
Iscritta all'Ordine dei Medici di Firenze tesserino n° 24053.

6 commenti

#1
Utente 414XXX
Utente 414XXX

Ma chiunque può utilizzare gli stick urinari per l'ovulazione ? Anche chi ha la pcos?

#2
Dr. Valentina Mauro
Dr. Valentina Mauro

A mio parere neanche gli stick urinari funzionano. Aumentano solo stress di coppia.
Uno studio fatto a Bourn Hall non ha evidenziato alcuna differenza nelle percentuali di gravidanza a parita di eta' tra coppie che avevano rapporti 2 o 3 volte alla settimana e coppie che invece utilizzavano gli sticks.
Tra l'altro, nelle donne con PCOS (ovaio policistico) gli sticks sono ancora meno accurati.

#3
Utente 414XXX
Utente 414XXX

Ma non esistono dei segnali del nostro corpo che ci comunicano che siamo fertili come il muco ,la cervice , oppure non bisogna affidarsi nemmeno a questi : è più opportuno monitorare l'ovulazione?

#4
Dr. Valentina Mauro
Dr. Valentina Mauro

Io sono pienamente d'accordo con l'utente di cui sopra. Lo spinnbarkeit (il muco trasparente e filante), cambiamenti della cervice sono segnali fisiologici di ovulazione..

#5
Utente 414XXX
Utente 414XXX

Però mi chiedevo se chi soffre di sindrome premestruale dieci giorni prima del ciclo che è in media di 35 giorni è sintomo che è avvenuta l'ovulazione?

#6
Dr.ssa Valentina Pontello
Dr.ssa Valentina Pontello

Gentili utenti e collega,

vi ringrazio per il vostro contributo.

E' chiaro che la situazione migliore è quella di una coppia giovane e fertile, che ovviamente non ha bisogno di fare monitoraggi, ma può affidarsi al caso (oltre il 90% delle coppie otterrà la gravidanza desiderata entro un anno). Rapporti due volte alla settimana sono più che sufficienti per essere certi di coprire la fase fertile.

Ci sono però alcuni casi in cui può essere utile monitorizzare l'ovulazione, sia per motivi femminili (ad esempio, età, endometriosi, etc.) o per fattori maschili non ottimali, per massimizzare le probabilità di gravidanza.

Questo studio americano ci dice che non vale la pena di affidarsi a metodi, che tengono conto solo dei giorni del ciclo e che le app (usate da molti) per lo più non sono affidabili (purtroppo non ci dicono quali lo sono davvero).

Il muco non viene visto bene da tutte e da solo può non bastare.
Gli stick possono aiutare, e sono il metodo meno costoso.
Il più accurato sarebbe l'ecografia transvaginale, ma è anche il più costoso e non vale la pena seguirlo soprattutto nel lungo periodo.

Commenti degli utenti: aperti!
Commenti dei professionisti: aperti!

Per aggiungere il tuo commento esegui il login

Non hai un account? Registrati ora gratuitamente!

Guarda anche fertilità 

Vuoi ricevere aggiornamenti in Ginecologia e ostetricia?

Inserisci nome, email e iscriviti:

* Autorizzo il trattamento dei miei dati da parte di Medicitalia s.r.l. per finalità di marketing telefonico e/o a mezzo posta elettronica o ordinaria, compresi l'invio di materiale pubblicitario, la vendita diretta e lo svolgimento di indagini di mercato.

Cliccando su iscriviti acconsento al trattamento dei dati personali come da privacy policy del sito.

Contenuti correlati