La tendenza ad utilizzare la melatonina è aumentata in maniera esponenziale negli ultimi 5 anni. Nel 2018, il Nutrition Business Journal  ha calcolato che negli Stati Uniti più di tre milioni di adulti e oltre mezzo milione di bambini consumano questo rimedio “naturale” per una spesa complessiva di 425 milioni di dollari. In risposta a tale crescente richiesta le aziende allestiscono una gran varietà di prodotti a base di melatonina dal tè agli spray alle gomme da masticare in forma di graziosi animaletti. In Italia, secondo i dati di FederSalus, nel 2017 sono stati spesi 93,5 milioni di euro, in crescita dell’8,5% rispetto all’anno precedente. Parallelamente all’incremento del suo uso cresce la legittima preoccupazione che i consumatori abbiano una visione troppo semplicistica se non addirittura distorta di questo potente e complesso ormone. Infatti, l’American Association of Poison Control Centers ha segnalato circa 30.000 casi di intossicazione da melatonina dal Gennaio di quest’anno, di cui 24.000 relativi a bambini dell’età di 12 anni o meno, pari ad un incremento dell’86% rispetto ai casi del 2014.

Al riguardo, ritengo opportuno spendere qualche parola sulla melatonina. E’ un ormone prodotto in assenza della luce dalla ghiandola pineale o epifisi ed il massimo livello di concentrazione ematica si raggiunge fra le 2 e le 4 di notte; l’esposizione alla luce infatti ne inibisce la produzione. Attraverso la sua azione sull’ipotalamo la melatonina regola il ritmo sonno-veglia. Quindi occorre chiarire subito che la melatonina non è paragonabile ad un ipnotico ma è una sostanza che favorisce il sonno riequilibrando un ritmo sonno-veglia alterato e la sua efficacia è pertanto massima nella cosiddetta sindrome da fase di sonno ritardata, che caratterizza i cosiddetti “gufi” (persone che non andrebbero mai a letto) o nei casi di jet-lag o dopo un lungo week-end costellato di notti bianche o in taluni disordini del ritmo circadiano. In questi casi, assunta al momento opportuno e nel giusto dosaggio e per breve tempo, la melatonina riesce a ricostituire lo schema fisiologico del sonno ed il suo uso è sicuro. Assunta come una pillola per dormire, al momento di andare a letto, la melatonina ha invece i suoi limiti.

Lisa Marshall, nel suo articolo As Melatonin Use Rises, So Do Safety Concerns su  News > WebMD Health News del 13. Novembre. 2018, riporta una revisione di 34 studi che hanno valutato gli effetti dell’uso della melatonina su un totale di 1.984 soggetti, da cui emerge che gli utilizzatori si sono addormentati in media 7 minuti prima dei controlli, dormendo 8 minuti più a lungo. Cathy Goldstein, Professore di Neurologia alla Sleep Medicine Clinic dell’Università del Michigan (USA), sulla scorta di questi risultati, conclude che se la melatonina è prodotta naturalmente assumerne il quantitativo che è presente nei prodotti di banco equivale ad aggiungere una goccia nel mare con effetto praticamente non significativo. Alfred Lewy, Professore emerito alla Oregon Health & Science University, riferisce che l’effetto ipnotico si verifica solo in un terzo dei soggetti che utilizzano un dosaggio di 3 mg o anche più alto di melatonina.

I problemi relativi all’uso del la melatonina riguardano il tempo appropriato della sua assunzione e la sua sicurezza, su cui ancora non vi è totale certezza. Infatti, poiché la melatonina regola il ritmo sonno-veglia, se non viene assunta nel momento giusto per quel soggetto, questo può spostare l’orologio biologico in una direzione sbagliata creando maggiori problemi. Se l’uso è protratto nel tempo, poi, possono insorgere effetti collaterali tra cui cefalea, vertigini e sonnolenza durante il giorno, che potrebbe interferire con la qualità delle prestazioni lavorative. Si segnalano inoltre effetti nocivi sulla circolazione, sulla coagulazione e disturbi del tono dell’umore con conseguente depressione ed ansia.

E nei bambini? David Kennaway, del Circadian Physiology Laboratory dell’ Adelaide's Robinson Research Institute (Australia) in uno studio condotto nel 2015 su 125 bambini al di sotto dei 10 anni, cui era stata somministrata per 13 settimane melatonina (da 2 a 5 mg), hanno rilevato che dormivano un’ora in più per notte per cui, considerato lo scarso effetto e la attuale incompleta conoscenza sulla sua sicurezza, ne scoraggia l’uso in bambini ed adolescenti. Infine, una recente rilevazione ha evidenziato che il 71% degli integratori contenenti melatonina non contengono l’esatto quantitativo denunciato sull’etichetta, che in taluni casi era anche quattro volte superiore.

In conclusione, è preferibile non utilizzare la melatonina per lungo tempo ma piuttosto ricorrere ad altre misure che tutelino l’igiene del sonno, come è estensivamente esposto nell’articolo “Tutto sui disturbi del sonno” di cui si allega il link.

https://www.medicitalia.it/salute/neurologia/200-disturbi-sonno.html

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