Il cibo può migliorare la salute mentale?

Dr. Mauro ColangeloData pubblicazione: 11 febbraio 2020

I documenti medici più remoti della civiltà indicano come gli alimenti siano da sempre stati usati per prevenire e curare le malattie.

Se ne reperiscono tracce risalenti a migliaia di anni or sono nel Papiro Edwin Smith, il più antico trattato di medicina, nell’Ayurveda, la medicina tradizionale utilizzata in India da cinquemila anni, e nel Corpus Hippocraticum in cui il Padre della Medicina occidentale sosteneva l'importanza dell'alimentazione all'interno della dottrina degli umori, sentenziando «Lasciate che il cibo sia la vostra medicina…..».

Oggi il ben noto legame tra cibo e salute è alla base della nutraceutica, neologismo formato dalla fusione di nutrizione e farmaceutica, e gli alimenti che naturalmente contengono sostanze nutraceutiche sono anche definiti farmalimenti o pharma food.

Suzanne L. Dickson, dell’Istituto di Neuroscienze e Fisiologia dell’Università di Gothenburg, Svezia, ha di recente pubblicato su European Neuropsychopharmacology (Volume 29, Issue 12, December 2019, Pages 1321-1332) il lavoro “Nutritional psychiatry: Towards improving mental health by what you eat” consistente nella meta-analisi di 16 trial randomizzati e controllati dai ricercatori del Nutrition Network of the European College of Neuropsychopharmacology (ECNP) per indagare quanto la dieta possa influenzare la salute mentale, il tono dell’umore e la funzione cognitiva.

I dati epidemiologici di questa ricerca, basata su un campionamento trasversale di una popolazione di oltre 56.000 partecipanti (cross-section), seppure non forniscano informazioni sul meccanismo sottostante, tuttavia indicano con crescente evidenza un effetto protettivo della dieta mediterranea, basata su largo consumo di frutta fresca e verdura, pesce e cereali integrali e congiunta ad un determinato stile di vita, sui disturbi di ansia e depressione.

In contrasto, un’altra recente meta-analisi basata su uno studio di coorte avrebbe evidenziato un’associazione non significativa fra l’aderenza alla dieta mediterranea ed il rischio di depressione [F. Shafiei, et al.: Nutr. Rev., 77 (2019), pp. 230-239].

L’insieme degli studi fornisce comunque una base di ragionevole evidenza per condurre ulteriori approfondimenti sugli effetti di specifici interventi dietetici sulla salute mentale.

Considerando invece gli effetti specifici delle vitamine, i ricercatori hanno rilevato che è più forte il link fra deficit di vitamine e disturbi neuro-psichici; così la deficienza di vitamina B12 è associata a letargia, fatica, scarsa memoria e depressione; quella di tiamina (vit. B1) a sintomi neurologici quale intorpidimento degli arti; quella di acido folico a depressione; quella di acido nicotinico (vit. B3) a demenza.

Nell’ambito dei disturbi lievi o sub-clinici i risultati sono apparsi meno chiari. Per esempio il ruolo della vitamina D ha mostrato risultati alquanto conflittuali. Infatti, alte concentrazioni sono state associate ad un miglioramento di perfomance cognitive e della working memory nell’adulto over 65 e nell’adolescenza ad un miglioramento nel disturbo di iperattività e deficit di attenzione (che peggiora aumentando nella dieta gli zuccheri raffinati) e ad un effetto sulla depressione; ma nella popolazione generale si documenta un tendenziale deficit di vitamina D senza sostanziali effetti di carattere neuro-psichico.

Nell’insieme, i ricercatori hanno notato che aggiungendo supplementi nutrizionali ad una dieta ricca in polifenoli ed acidi grassi poli-insaturi si riscontrano effetti favorevoli sulla salute mentale, sul potenziale cognitivo, sull’umore, sulla reattività allo stress e sulla neuro-infiammazione.

Dickson rileva che va tuttavia considerato che esiste una variabilità individuale di risposta alle variazioni dietetiche, legata al metabolismo ed anche alla composizione del microbiota intestinale. Agli interventi dietetici ne vanno ovviamente accoppiati altri inerenti allo stile di vita, come l’attività fisica, ed alla correzione delle comorbidità associate ai disturbi neuro-psichici.

Secondo Andreas Reif, dell’Università di Francoforte - Germania - l’interfaccia fra intestino e cervello da un lato e dieta e salute mentale dall’altro costituisce un dibattito interessante che consentirà notevoli avanzamenti nella biologia dei disturbi neuro-psichiatrici.

 

Autore

maurocolangelo
Dr. Mauro Colangelo Neurologo, Neurochirurgo

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1972 presso Università Napoli.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Napoli tesserino n° 11151.

6 commenti

#2
Utente 584XXX
Utente 584XXX

Ho eseguito infiltrazioni al ginocchio sinistro per gonartrosi, con prp e acido ialuronico, la prima senza nessun problema. La seconda dopo 15 giorni dopo un paio d'ore mi ha fatto gonfiare il ginocchio in maniera considerevole con dolore fortissimo e impossibilitata a camminare. Consultato il primo medico disponibile, mi ha detto di eseguire per 10 giorni terapia antibiotica più flaminase. Dopo un paio di giorni richiamo e un'altro ortopedico mi dice di non fare più niente. Nel frattempo diciamo che sto nettamente meglio. Mi recò in ortopedia per fare la terza infiltrazione, riesco a parlare con il medico che mi segue, consigliandomi di non eseguire l'ultima infiltrazione dicendomi che ho avuto una reazione allergica per cui era meglio evitare. Mi stampa un foglio con degli esercizi da seguire. Insomma mi sono sorti molti dubbi, mi ha detto la verità o per caso ha sbagliato a farmi la seconda puntura e non ha voluto rischiare con la terza. Mi piacerebbe avere un vostro parere anche per confutare questo dilemma. Grazie mille

#3
Dr. Mauro Colangelo
Dr. Mauro Colangelo

Gentile Utente,
lei ha erroneamente inserito nei commenti ad un articolo di divulgazione scientifica una sua richiesta di consulto che avrebbe dovuto invece postare nella sezione di ortopedia.

#4
Ex utente
Ex utente

Egregio Dottore,gli egiziani se nn ricordo male idolatravano le patate e questo dato viene tuttora ricordato nel mondo ebraico,suscitando ilarita' comune.La scienza dell'alimentazione insieme alle Biotecnologie da almeno 10 anni ha capito che non esistono cibi Dio,ma esistono combinazioni vincenti rispetto a quel sistema immunitario individuale.L'osservazione non ha assolutamente nessun riscontro rispetto a questo Testo(meno male)ma la ringrazio comunque di averlo scritto.

#5
Dr. Mauro Colangelo
Dr. Mauro Colangelo

La ringrazio del suo commento ma mi permetto di rammentarle che gli egiziani non avrebbero mai potuto idolatrare le patate, essendo questo tubero originario del Cile e del Perù che, pertanto, giunse in Europa solo verso il 1500.
Cordialmente

#6
Ex utente
Ex utente

Beh,avendo cosi' a cuore l'idolatria della Cosa magica,le rispondo nel merito.Erano cipolle,ma se legge correttamente Le ho scritto "se non ricordo male".E'un gioco di retorica.Lei nn ha risposto sulla cosa andando a indagare sulla informazione,ma ha attaccato la persona con il doppio legame per la seconda volta sulla evidenza (patate in cile).La ringrazio per avermi dato notizie geografiche,sebbene esse non avessero nessun significato di merito sull'idolatria alimentare che mostra in modo ossessivo,con riferimenti scientifici chiari ma monchi nell'esposizione.Ricordo che nello spazio medico piu'evoluto al Mondo(Israele),la direzione non e'di lettura assoluta di questo o di quell'elemento ma di combinazioni vincenti.La relazione Psiche Soma e'collegata alla reattivita'delle persone ma non come assoluto come avviene il laboratorio ma rispetto ad un ambiente.Lei ritiene che un debito pubblico incalcolabile,l'assenza di diritti quesiti e l'annosa problematica esistenziale su Morgan oltre che un perenne bersagliamento paranoide dell'OMS siano vincibili con le Carote?Le persone si ammalano semplicemente perche'non si puo'vivere in Italia.Tutto qui e se ci si ostinera'a perseguitare il Chi rispetto ad un Cosa ontologico,avrete una popolazione totale depressa e distrutta Psichicamente,aspetto gia'evidente dai numeri di suicidi in Italia.L'impossibilita' nel Possibile sembra nn essere accettabile per la Governance e i rischi seri di questa impostazione sul sistema nervoso delle persone non tardera'ad esplodere fenomenologicamente.Se una persona perde il lavoro e la Banca non offre mutui e lo Stato non esiste più,il problema non sno queste evidenze ma patate e cavolfiori o decida lei cosa le pare.Il mio consiglio e'di parlare di cellule specchio,di nuove prospettive sui tumori invasivi nella zona pre frontale e di argomenti di sua Competenza.Se preferisce Panorama Cipolla Live lo agisca pure ma nn si offenda se chi legge ride esattamente come il cognitivo che sostiene che i cristiani sno schizofregenici Quale Cristiano entrera'mai in terapia?Solo un fesso,non le pare?Cordialmente e aspetto un risotto ai frutti di mare...nn c'entra niente ma sicuramente e'un toccasana per il gusto.Sul resto...non mi avventurerei nelle solite uscite semestrali della Scienza..il Caffe'era cancerogeno poi abilitato...stesso discorso per l'aspartame e non ne parliamo del latte.Negli anni 60 era Il Dio latte.Oggi no oggi e'un pericoloso alleato pur essendo ricchissimo si vitamine.Meglio la soya!Se pero'lo vai a dire ad un oncologo specializzato in endocrinologia beh..insomma manca un approccio olistico perche'e'segmentato tutto nell'esasperazione medica(ossessione)del Nous.La aspetto ai contorni,sperando di nn leggere risposte con il doppio legame.Odio quella struttura psichica.Buon lavoro

Commenti degli utenti: aperti!
Commenti dei professionisti: aperti!

Per aggiungere il tuo commento esegui il login

Non hai un account? Registrati ora gratuitamente!

Guarda anche nutraceutica 

Vuoi ricevere aggiornamenti in Neurologia?

Inserisci nome, email e iscriviti:

* Autorizzo il trattamento dei miei dati da parte di Medicitalia s.r.l. per finalità di marketing telefonico e/o a mezzo posta elettronica o ordinaria, compresi l'invio di materiale pubblicitario, la vendita diretta e lo svolgimento di indagini di mercato.

Cliccando su iscriviti acconsento al trattamento dei dati personali come da privacy policy del sito.

Contenuti correlati