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Si può fumare in gravidanza? Abuso di sostanze ed effetti su feto e neonato

Dr.ssa Alessandra DaneseData pubblicazione: 02 maggio 2013Ultimo aggiornamento: 05 maggio 2021

Secondo i dati del National Survey on Drug Use and Health solo il 4,4 % delle donne gravide di età compresa tra 15 e 44 anni ammette l'assunzione di una qualche sostanza illecita, mentre il 10,8 % consuma bevande alcoliche, e il 16,3 % fuma sigarette. Cosa dicono gli studi a proposito del fumo e dell'assunzione di alcol e droghe durante la gravidanza?

Fumo, alcol e stupefacenti: aumento dei rischi per feto e bambini

Marylou Behnke e Vincent Smith, MD, MPH, entrambi neonatologi e professori di pediatria presso l'Università della Florida, hanno condotto uno studio sugli effetti che le sostanze d’abuso possono determinare sul feto e sul bambino quando la donna le assume durante la gravidanza.

Lo studio sottolinea che l’assunzione di sostanze in gravidanza non porta automaticamente a problemi nella prole, ma ne aumenta sicuramente i rischi. Inoltre al di là degli effetti biologici, la dipendenza può alterare il comportamento materno, portando a una scarsa ed errata nutrizione, a una cattiva igiene o ancora ad un aumentato rischio d’esposizione a infezioni o ad atti di violenza, che possono comunque provocare un danno al feto.

Recenti ricerche indicano che gli effetti delle droghe e del tabacco sono meno gravi di quanto si pensasse un paio di decenni fa quando vi era la paura per i cosiddetti “crack babies”, bambini orrendamente danneggiati dall’abuso materno di cocaina.

Quali sono gli effetti dell'abuso di sostanze?

fumare in gravidanza rischi

Fumare in gravidanza

La nicotina rappresenta un fattore di rischio per il basso peso alla nascita ed è associata ad un basso peso anche nel bambino, probabilmente perché il feto è esposto maggiormente alla nicotina di quanto non lo sia la madre. Comunque i bambini non vanno incontro a rilevanti sintomi d’astinenza. Gli effetti a lungo termine sulla crescita non sono chiari, ma sono emersi problemi di impulsività, ridotta capacità di concentrazione, difficoltà nello sviluppo del linguaggio, nell’ apprendimento e della memoria.

Conseguenze dell'alcol in gravidanza

L'alcol è la sostanza più studiata tra quelle d’abuso in gravidanza. È fortemente teratogeno, ossia può causare malformazioni, ha marcati effetti sulla crescita fetale e determina effetti negativi a lungo termine sulla crescita del bambino, sul suo comportamento, sulla sua capacità di ragionamento e di conseguenza sul rendimento scolastico.

Danni di tale entità non si riscontrano con nessuna altra sostanza.

Gli effetti delle droghe sul neonato

La mariuana ha effetti minori sulle tappe dello sviluppo psicomotorio, ma ha effetti a lungo termine sul comportamento, sulla cognizione e sul rendimento.

L'effetto più significativo dell’esposizione prenatale agli oppiacei è la sindrome d’astinenza neonatale. Sicuramente anche il comportamento del futuro bambino sarà influenzato dall’abuso materno in epoca prenatale, ma non vi sono dati relativi alla cognizione, allo sviluppo del linguaggio, e al rendimento scolastico.

La cocaina ha effetti a lungo termine sul comportamento e sul linguaggio, così come sulla crescita fetale e sullo sviluppo psicomotorio infantile.

Gli studi di esposizione prenatale alla metanfetamina sono ancora agli inizi. Alcuni effetti sono stati notati sulla crescita fetale e sul comportamento infantile, ma vi sono ancora pochi dati sullo sviluppo di altre abilità.

Evitare droghe, fumo e alcol in gravidanza

In conclusione gli effetti dell'esposizione alle sostanze d’abuso in epoca prenatale porta a diversi tipi e gradi di rischio per il feto e per il bambino, per alcune sostanze i danni sono ingenti mentre altre producono sottili cambiamenti comportamentali che possono essere difficili da individuare alla nascita poiché non appaiono fino a quando i bambini non sono cresciuti.

 

BIBLIOGRAFIA

Marylou Behnke, MD, Vincent C. Smith, MD, “Prenatal Substance Abuse: Short and Long-Term Effects on the Exposed Fetus” Pediatrics Vol. 131 no. 3 March 1.


Autore

alessandra.danese
Dr.ssa Alessandra Danese Psichiatra

Laureata in Medicina e Chirurgia nel 2006 presso Università di Milano.
Iscritta all'Ordine dei Medici di La-Spezia tesserino n° 1672.

3 commenti

#1
Dr. Alessandro Raggi
Dr. Alessandro Raggi

Complimenti per la news.
<<per alcune sostanze i danni sono ingenti mentre altre producono sottili cambiamenti comportamentali che possono essere difficili da individuare alla nascita poiché non appaiono fino a quando i bambini non sono cresciuti.>>
La corretta informazione in tal senso, mirando a correggere comportamenti a rischio dei genitori, può contribuire a prevenire problematiche serie che si manifestano in seguito anche negli adulti (che evidentemente sono stati a loro volta dei feti e poi dei bambini) alle quali spesso non riusciamo ad attribuire correttamente una causa.

#2
Utente 230XXX
Utente 230XXX

Ho sentito una delle puntate di Salus TV di ADnKronos (visibili anche sul loro sito),
dove appunto una dottoressa parlava della sindrome alcolica in gravidanza ;le conseguenze sul cervello del feto e del bambino poi sono terribili,mi ha sconvolto..

#3
Dr. Matteo Pacini
Dr. Matteo Pacini

In particolare aggiungerei a proposito degli oppiacei che l'impatto cambia radicalmente non a seconda del meccanismo d'azione oppiaceo, ma alla situazione di malattia (dipendenza o non dipendenza), per cui le future madri in mantenimento metadonico hanno gravidanze regolari e protette da eventi abortivi, nonché da infezioni, oltre che poter contare sul fatto che lo sviluppo del bambino, seppur a volte più lento nei primi anni, recupera entro il terzo. Le madri dipendenti da eroina dovrebbero quindi doppiamente essere iniziate alla terapia metadonica, e non "disintossicate", poiché questo significa esporle a ricadute in corso di gravidanza o in corso di maternità, oltre che essere un rischio per la gravidanza se la disintossicazione è compiuta rapidamente.

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