Lo stato dell'arte

Il medico più richiesto è “google”: questi sono i dati della associazione medici di famiglia statunitensi.

Il 58% dei pazienti per prima cosa apre l’onnipresente motore di ricerca, scrive i sintomi, poi aspetta il risultato, e solo successivamente interpella il medico.
Se il disgraziato medico azzecca con “google” quasi tutti si fidano (oltre il 90%), se il disgraziato medico non è dello stesso parere il 56% dei pazienti tende a non fidarsi.

Poi c’ è il furbetto che va da qualcuno senza passare dal medico, il quale in via del tutto “amichevole” gli rifila, o sarebbe meglio dire gli spaccia (vista l’aperta violazione alla italica legislatura in merito) le magiche pillolette per l’erezione che tanto gli danno un “aiutino”.
Pare che la maggior parte del consumo di questi farmaci segua questa via. I dati sono ovviamente ufficiosi e scarsamente controllabili.

Bene, come dice il vecchio detto: “Tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino”.

E vediamo bene quale zampino ci lasciano i soggetti che, poveretti, assumono certi farmaci senza consultare l’andrologo di fiducia.

 

Eiaculazione precoce

La dapoxetina è l’unico farmaco registrato in Italia specifico per il trattamento della eiaculazione precoce psicogena. Ma non ha mai brillato per efficienza, dando risultati soddisfacenti in un 50%-60% dei casi.

In una ricerca a cross-over (incrocio) multicentrica condotta su 188 soggetti con eiaculazione precoce primaria una appropriata e chiara prescrizione del farmaco, volta a togliere l’ansia di prestazione porta la soddisfazione dei pazienti da un 56% (quando viene data prescrizione “generica”) ad un 81% (quando viene data prescrizione dettagliata)  

 

Deficit erettivo

Una ricerca condotta su 132 soggetti affetti da deficit erettile psicogeno, la diagnosi precisa e inconfutabile di origine psicogena del problema portava a guarigione durevole 45 pazienti (35%) in assenza di alcuna terapia medica o psicologica.
Fattori critici per il restauro completo della capacità erettile sono: atteggiamento della partner, coabitazione con la partner, piena comprensione della origine psicogena del problema, sollievo o rassegnazione alla diagnosi di deficit erettivo psicogeno.

 

Somministrazione inopportuna di farmaci

Quante volte abbiamo sentito dire: “Prenda l’aiutino e vedrà che si sblocca”.

Mi si scusi la scarsa raffinatezza: ma un accidente!
Tale sblocco avviene nel 15%-20% dei pazienti, mentre una percentuale quasi doppia (il 30%) di pazienti affetti da deficit erettile sperimentano una risoluzione spontanea del problema in assenza di qualsiasi intervento medico di diagnosi o terapia.

 

Bibliografia

  • Cavallini G. J.Sex.Med. in stampa
  • Cavallini G. et al. J.Sex.Med. in stampa
  • Martin SA et al. J Sex Med. 2014; 11: 1136-1147.
  • Travison TG et al. Sex Med. 2011; 8: 1917-1924.