10 consigli per mantenere la tua erezione!

Dr. Giovanni BerettaData pubblicazione: 09 novembre 2014

Dalla mia esperienza clinica, più che trentennale, di andrologo questi giudico essere i dieci consigli più consoni e mirati da seguire per proteggere e mantenere una valida erezione anche con il trascorrere degli anni:

1) Controlla quello che mangi

Recenti e numerose ricerche confermano come una dieta ricca di frutta, vegetali, grano integrale, olio di oliva, frutta secca, pesci, in sintesi quella che popolarmente viene anche chiamata "dieta mediterranea", preserva dal rischio di avere un disturbo dell’erezione.

Di contro tutte le diete sbilanciate, che possono causare un problema cardiaco, cioè ridurre il calibro delle arterie coronarie, possono anche impedire un regolare flusso di sangue a livello delle arterie cavernose del pene.

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Cibi tipici che caratterizzano una Dieta Mediterranea

In questa prospettiva diventa importante mantenere un peso corretto, non aumentare la propria massa grassa; una dieta sbilanciata, ricca di zuccheri e grassi saturi, porta ad avere diversi problemi anche dismetabolici, come ad esempio un diabete di tipo 2, che possono determinare un danno vascolare e neurologico a livello dei vasi e dei nervi che trasmettono i “comandi” a livello al pene.

 

2) Non bere superalcolici se non in modo ultramoderato

Diversi e confermati lavori scientifici mettono in evidenza come l’uso cronico ed eccessivo di superalcolici può determinare epatopatie, neuropatie ed altri problemi clinici, alterazioni ormonali che portano alla fine ad avere una disfunzione erettile.

Consigliato invece l’uso moderato di vino, soprattutto quello rosso, che facilita in generale una buona vasodilatazione periferica e quindi aiuta ad avere anche un’erezione adeguata.

 

3) Fai una regolare e costante attività fisica

Vi sono numerose e forti evidenze che una stile di vita che prevede una regolare attività fisica aerobica (corsa, nuoto od altro) previene la comparsa di un deficit dell’erezione.

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Attività fisica aerobica costante 

Bene evitare attività sportive che prevedono pressioni non bilanciate ed eccessive a livello del piano perineale, ad esempio utilizzare sì la bicicletta ma con selle adeguate e pantaloni protettivi.

 

4) Non sottoporti a stress eccessivi ed inutili

Lo stress, soprattutto quello di origine psicologica aumenta i livelli di adrenalina nel sangue che è un potente vasocostrittore che non facilità il fisiologico meccanismo vascolare che porta ad una valida rigidità del pene. Qualsiasi evento che scatena tensioni o sentimenti non positivi porta ad un disturbo della normale erezione.

 

5) Stop al fumo di sigaretta

La nicotina, contenuta nel tabacco, fa contrarre i vasi periferici, comprese le arterie cavernose del pene, e questo non permette un adeguato arrivo di sangue al pene e rende la possibilità di avere una valida erezione molto più difficile.

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Fumo di sigaretta infausto per una normale rigidità 
 

6) Controlla i livelli di colesterolo nel sangue e la tua pressione sanguigna

Sia il colesterolo mosso sia la pressione sanguigna alta portano ad avere un significativo danno vascolare generalizzato che può coinvolgere anche le arterie del pene. Se il colesterolo aumenta nel vostro sangue o la pressione arteriosa è alta bisogna, sempre con l’aiuto del vostro medico di fiducia, correggere questi parametri.

 

7) Informati su eventuali e possibili rischi “meccanici” che possono capitare durante un rapporto sessuale

Chiedi al tuo andrologo, anche se questo ti può creare un certo imbarazzo, quello che puoi fare ma soprattutto quello che non devi fare. Sembra incredibile ma alcuni problemi ad avere nel tempo un’erezione valida hanno la loro origine in alcuni eventi traumatici che possono capitare durante un "normale" rapporto sessuale.

 

8) Non praticare inutilmente gli esercizi di Kegel

Sono esercizi utili in presenza di alcune incontinenze urinarie e in alcuni casi di eiaculazione precoce ma non vi è alcuna evidenza scientifica seria che queste contrazioni e questi rilasciamenti ritmici della muscolatura del piano perineale possano essere utili nella prevenzione di un deficit dell’erezione. 

 

9) Evita gli steroidi anabolizzanti

Questi sono farmaci che, con una certa facilità, vengono purtroppo somministrati in modo non corretto ad alcuni atleti professionisti, personal trainer, culturisti. Gli steroidi anabolizzanti possono bloccare la fisiologica attività dei nostri testicoli che non producono più il loro testosterone, ormone fondamentale per iniziare bene una normale risposta sessuale.

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Testosterone ormone fondamentale per avere una regolare attività sessuale 
 

10) Prendi, se necessario, del testosterone

Soprattutto verso i 50 anni, anche in un maschio sano, i livelli di questo ormone tendono ad abbassarsi (ogni anno si perde circa l’1,3% della quota di testosterone ematico). Sintomi come una caduta del desiderio sessuale, depressione, riduzione del tono muscolare, dolori articolari e ossei, con osteoporosi, ed altro devono portarci a valutare, sempre con il nostro andrologo, cosa sta succedendo e porvi quindi un adeguato rimedio.

 

Altre informazioni:

Autore

giovanniberetta
Dr. Giovanni Beretta Andrologo, Urologo, Patologo della riproduzione, Sessuologo

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1977 presso Università di Milano.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Firenze tesserino n° 12069.

18 commenti

#1
Utente 348XXX
Utente 348XXX

Alla fin fine, bisogna pure accettare che si invecchia. ogni giorno che passa, perdiamo qualcosa di noi stessi, fino alla fine

#2
Dr. Giovanni Beretta
Dr. Giovanni Beretta

Gentile lettore, il suo è un atteggiamento saggio ma dobbiamo sempre stare attenti a non cadere in facili e scontate confusioni; in sintesi mentre è giusto accettare che non si è più diciottenni quando sia ha sessant'anni, questo però non vuol dire non mettere in atto tutte le possibili strategie e gli eventuali stili di vita che permettano di ritardare il nostro naturale invecchiamento ma soprattutto ci permettano di invecchiare bene e quindi vivere anche la nostra terza, quarta, quinta età in modo dignitoso e felice.

#3
Utente 348XXX
Utente 348XXX

Ma quello sì... però, dopo i 60 anni, è anche normale che ogni tanto si faccia "cilecca". in fin dei conti, solo 100 anni fa, la gente viveva in media 65 anni. oggi si campa di più, ma si è anche più malandati (e con una cassa pensioni che non riesce più a sfamare la popolazione, che sarà sempre più anziana e malata), quindi, ogni medaglia ha anche il suo rovescio. quello che volevo dire è che oggi si vive un po' nella paura di invecchiare. io vado per i 46 anni e certo piacerebbe pure a me fare tutte le cose che potevo permettermi a 20, ma purtroppo, non è possibile. il Padre Eterno ha commesso un piccolo errore, quando ci ha creati: doveva farci rimanere giovani a vita!

#4
Dr. Giovanni Beretta
Dr. Giovanni Beretta

Gentile lettore, cento anni fa non si arrivava facilmente ai 65 anni, la "media" era molto ma molto più bassa.
Lei ha 46 anni e si può ipotizzare che i 65 anni, l'età media, da lei ipotizzata, sicuramente la supererà.
Aiuti il "Padre Eterno" a correggere i suoi errori!

#5
Utente 348XXX
Utente 348XXX

Sì, ma la questione è: meglio vivere fino a 90 anni, magari in povertà, pieni di acciacchi e quant'altro, oppure morire a 65, però avendo vissuto un poco più dignitosamente? solo fino agli anni 50 (secondo le stime del prof. Veronesi) si ammalava una persona su 30 di tumore. oggi il rapporto è uno a tre... tanto, alla fin fine, sempre al cimitero si deve andare a finire. uno può mettere tutte le "pezzette" che vuole per tirare fino a 90 anni, ma a quale scopo? si deve sempre e comunque morire. e qui si potrebbe aprire un dibattito sull'assurdità paradossale di essere venuti al mondo. in poche parole, la nostra vita, a conti fatti, non ha alcun senso

#6
Dr. Giovanni Beretta
Dr. Giovanni Beretta

Gentile lettore, vedo che l'ottimismo e la positività in generale non sono il suo forte! Un mio sintetico e preciso parere: meglio vivere fino ai 90 anni ed oltre senza acciacchi e soprattutto dopo aver vissuto una vita dignitosa, positiva e felice.

#7
Utente 348XXX
Utente 348XXX

Dottore, diciamo che preferisco definirmi un "realista" o fatalista, semmai, ma non un pessimista. è ovvio che arrivare a 100 anni in piena salute è una chimera per tutti, ma io, purtroppo, non credo alle favole e quindi...

#8
Dr. Giovanni Beretta
Dr. Giovanni Beretta

Gentile lettore, forse oggi è una "chimera" ma intanto è bene portarsi avanti con i compiti e sicuramente male non si fa a seguire i consigli che qui ho cercato di indicare.

#9
Utente 348XXX
Utente 348XXX

Guardi dottore, che io sono il primo a seguire uno stile di vita salutista. dico però che (e qui ovviamente parto a titolo personale, non per tutti) preferisco vivere anche solo per 50 anni, ma bene e in salute, che arrivare fino anche a 80 con magari un pannolone, sedia a rotelle e badante rumena. poi, ognuno la può pensare come vuole

#10
Dr. Giovanni Beretta
Dr. Giovanni Beretta

Gentile lettore, come non capirla ma perché a 46 anni un uomo in salute che segue uno stile di vita salutista deve pensare al pannolone, sedia a rotelle e badante rumena!
Questo vuol dire essere pessimisti!

#11
Utente 348XXX
Utente 348XXX

Se uno la vede in questa ottica, sì, sono pessimista. io sono una persona che da sempre (almeno fin da quando avevo 15 anni) cerca di vivere nel presente, senza pensare troppo a quello che potrebbe accadere domani. se il fato riserverà per me una lunga vita e in salute, ben venga, ovviamente (e ci mancherebbe pure!), ma, con il costante aumento di malattie che, statisticamente, colpiscono un po' tutti, arrivato dopo la mezza età, allora (e solo in tal caso!), preferirei che il destino mi faccia, che so, venire un infarto letale prima che arrivi all'infermità più o meno permanente. non so se ora il discorso è più chiaro

#12
Dr. Giovanni Beretta
Dr. Giovanni Beretta

Gentile lettore, come già dettole, il suo è un atteggiamento saggio ma pensare al proprio presente positivo non vuol dire pensare in automatico a situazioni drammatiche per il proprio futuro, viva il suo presente e continui a seguire un corretto stile di vita salutista.

#13
Utente 348XXX
Utente 348XXX

Ma infatti su questo nessuno può avere nulla in contrario. anzi, mi scusi lei se io spesso divago con le mie elucubrazioni filosofiche esistenzialiste!

#14
Utente 413XXX
Utente 413XXX

Gentile dottor Beretta, a parte il forte stress di origine psicologica e il testosterone che non prendo, sono in linea con i suoi consigli di cui sopra.
Pur non avendo problemi erettivi da circa un anno ho però iniziato a praticare gli esercizi di Kegel (da autodidatta) in maniera costante e devo dire che da un lato le mie erezioni sono migliorate e in più riesco anche a provare più piacere durante l'eiaculazione (divenuta più "potente"),
secondo lei, visto che sconsiglia questi esercizi, si tratta di suggestione?

Soprattutto però, siccome in rete ho letto che queste contrazioni possono provocare problemi, sarebbe consigliabile che smettessi a farli (nonostante il miglioramento delle mie erezioni e il maggiore piacere orgasmico) o posso continuare fino a quando sarò in grado di avere rapporti sessuali?
Grazie e cordiali saluti

#15
Dr. Giovanni Beretta
Dr. Giovanni Beretta

Gentile lettore,

non sono contrario a prescindere verso gli GLI ESERCIZI DI KEGEL ma sappiamo sicuramente, come già scritto, che:
"Sono esercizi utili in presenza di alcune incontinenze urinarie e in alcuni casi di eiaculazione precoce ma non vi è alcuna evidenza scientifica seria che queste contrazioni e questi rilasciamenti ritmici della muscolatura del piano perineale possano essere utili nella prevenzione di un deficit dell’erezione. "

#16
Utente 413XXX
Utente 413XXX

Ok gentile Dr. Beretta però, chiedo venia, anche se non c'è alcuna evidenza scientifica possano essere utili per il deficit erettivo (cosa di cui io non soffro),
poichè da quando ho iniziato a farli ho la netta impressione che le mie erezioni sono migliorate ed in più riesco anche a provare più piacere durante l'eiaculazione (divenuta più "potente") ............ posso continuare a fare questi esercizi tutti i giorni (senza una data di scadenza) o continuare può portare ad infiammazione - indurimento muscoli e nervi che servono per l'erezione ritrovandomi poi paradossalmente ad avere problemi erettivi - o altre possibili danni per i quali sarebbe consigliabile smettere?
Se non corro rischi io vorrei continuare a farli.
Grazie e cordiali saluti

#17
Utente 578XXX
Utente 578XXX

Gentile dottore
Le scrivo in merito al punto 10

Da quale medico dovrei andare per farmelo prescrivere?

Ho fatto 3 analisi del sangue sul testosterone libero e totale, durante gli ultimi 5 anni, e i valori, pur rientrando nella norma, sono abbastanza bassi.
Ho chiesto al mio medico di famiglia come avere farmaco per aumentare il testosterone e lui mi ha detto che solo l'endocrinologo può prescrivermelo e non di certo in questo caso.

Però, vedendo ora che lei lo consiglia, potrebbe non essere impossibile ottenerlo?

Magari se vado da un andrologo e porto gli esiti delle mie analisi potrebbe prescrivermi qualcosa?

(Aggiungo che ho già ottenuto da parte di un urologo la ricetta per il viagra. Non mi convince molto il suo utilizzo perché ho paura degli effetti collaterali che leggo su internet, come l'infarto, e poi perché penso che avendo più alti livelli di testosterone potrei avere rapporti sessuali "normalmente" senza doverli "premeditare".

#18
Dr. Giovanni Beretta
Dr. Giovanni Beretta

Gentile lettore,
deve sentire un andrologo e, se necessaria questa strategia terapeutica, sarà lui ad indicargliela.
Ancora un cordiale saluto.

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