A giudicare dai numerosi articoli scientifici e clinici apparsi un po’ ovunque ed anche su Medicitalia, esiste una certa confusione a livello diagnostico-terapeutico tra patologie muscolo-scheletriche, sindrome miofasciale e fibromialgia. Ancora più confusione esiste tra Tender points e Trigger points.

Per complicare ulteriormente il quadro bisogna tenere presente che queste forme dolorose possono coesistere nello stesso paziente.

In genere si è fatta avanti la convinzione che la diagnosi di fibromialgia sia una diagnosi residuale.

Se un paziente ha dolori diffusi, talvolta variabili e non è possibile dimostrare nulla di fisico o i test per stato infiammatorio e malattie reumatiche sono negativi allora è probabile che abbia una fibromialgia.

In realtà la fibromialgia è una malattia ben codificata caratterizzata dalla presenza di numerosi “tender points” bilaterali e la diagnosi si fa contando i tender points individuabili. Se sono maggiori di 11 allora la diagnosi di fibromialgia è molto probabile.

La mappa dei 18 punti, in cui statisticamente si trovano i tender points nella fibromialgia, si può trovare facilmente su internet:

Ma cosa sono i tender points e questi sono equivalenti ai trigger points?
La risposta è NO, ma vale la pena di approfondire.


Tender points

Sono punti dolenti alla pressione localizzati in parti ben individuate del corpo. E il dolore è evocato solo nel luogo dove si trova il tender point e mai a distanza.

Se si hanno punti dolenti alla pressione con dolore circoscritto e questi sono numerosi e diffusi bilateralmente allora siamo in presenza di fibromialgia.  Se invece, i punti sono spontaneamente dolenti e proiettano il dolore in areee distanti si tratta probabilmente di dolore miofasciale.
Un’altra differenza è data dalle manifestazioni emozionali e cognitive presenti in abbondanza nella fibromialgia (umore depresso, ansia cronica, astenia, scarsa concentrazione ecc.) e quasi mai nella sindrome miofasciale.

 

Trigger points

I Trigger points sono invece aree estremamente dolorose localizzati in uno o più muscoli e sono situati nella miofascia, uno straterello di tessuto connettivo che avvolge il muscolo permettendogli di spostarsi, senza eccessiva frizione, all'interno della fascia che funge da contenitore. 
Al tatto si avverte come  una benderella o noduli dolenti integrati nel muscolo stesso. Il muscolo perde in forza e se non trattato mediantiante stretching tende ad ampliare l'area dolorifica, poiché nell'area circostante il nodulo, si determina un alterazione del microcircolo venoso-arterioso e dei vasi con la comparsa di di ulteriori trigger points.

E' ovvio che se si confondono tender points con trigger points la diagnosi sarà sbagliata e la terapia senza successo.