Sessualità e tumore non sono di certo dei partners empatici ed intimi.

Quando una diagnosi infausta di malattia oncologica colpisce un paziente, un terremoto emozionale si abbatte su di lui.

Vediamo qualche passaggio: dalla diagnosi alla cura, al recupero della salute sessuale.

 

  • L’elaborazione del lutto: dal prima al dopo

La diagnosi infausta e lapidaria di tumore, è sempre un momento drammatico nella vita del paziente che la riceve.

Se trattasi di una donna, e per di più ancora giovane, l’impatto sulla sfera affettiva e sessuale è davvero molto elevato.

La donna spesso, al momento della diagnosi, non è ancora in menopausa, o nella peggiore dei casi, non è ancora madre. 
Una donna giovane dovrà affrontare una dolorosissima elaborazione del lutto, cioè quel passaggio indispensabile e faticoso, dalla condizione di salute alla condizione di malattia.
Passaggio delicato e simblico che, spesso, avviene quando una parte del ciclo vitale dovrà essere ancora vissuto.
La donna vivrà un vero lutto della progettualità.
Una donna giovane penserà al suo futuro da donna, e da madre.
Se non dovesse essere ancora madre, penserà alle cure che dovrà effettuare ed ai possibili effetti collaterali postumi.
Se dovesse essere madre, penserà alle possibili ricadute, ed alla paura di dover far soffrire - o perdere - i propri figli.

 

Sessualità nel paziente oncologico

La sessualità nel paziente oncologico sembra essere messa in secondo piano.
In realtà l’amore del partner, le cure, il contenimento da affettività, l'intimità e la sessualità, rappresentano delle importantissime cure per l’anima, con una ricaduta benevola sul corpo.

La diagnosi differenziale, è uno step diagnostico davvero importante per orientare noi clinici che ci occupiamo di sessualità.
In questa fase, ginecologo, oncologo e psico-sessuologo lavorano a braccetto per il recupero della qualità di vita della paziente.

Una malattia terrificante come il tumore invade tutte le stanze della vita della coppia, inficiando il desiderio sessuale, la dimensione del piacere, e la risposta orgasmica della donna.
È opportuno però, conoscere a fondo lo storico sessuale, effettuare cioè una scrupolosa raccolta anamnestica: l’anamnesi psico-sessuologica.

  • Analizzare la fase del desiderio, cioè la prima fase della risposta sessuale.
  • La fase dell’eccitazione, analizzare se è presente o meno la lubrificazione vaginale, comprendere inoltre le cause della sua possibile compromissione (iatrogene, da pregresse disfunzioni sessuali, di coppia, psichiche o psichiatriche, e cosi via).
  • Ed analizzare la terza fase: la risposta orgasmica.

Spesso. l’anorgasmia coitale è pregressa all’insorgenza del tumore, così è più facile fare una sorta di caccia alle streghe e dare tutta la colpa al tumore, rendendo miope l’approccio alla salute sessuale della donna e della coppia.

 Il counseling e/o terapia di coppia
Effettuata la diagnosi clinica, si stabilirà quale protocollo terapeutico è più adatto per quella donna - esattamnete come un abito sartoriale commissionato su misura - che è senza dubbio molto di più del suo tumore.

Si stabilirà se lavorare con un consuelling psico-sessuologico – quando questo può essere bastevole -, o valutare di effettuare una terapia individuale o di coppia.

 

                       " Il piacere è sentinella di vita"

 Occuparsi della sfera del piacere, anche nel caso di malattie oncologiche, aiuta la donna nel cammino che si troverà a dover intraprendere.

La vita intima, affettiva e sessuale rimane indispensabile e non dovrebbe mai essere messa in panchina, nemmeno dopo una malattia oncologica.

Il tumore cambia la vita, cambia la donna, e compromette l'intimità e la sessualità della donna e della coppia.
Il talamo verrà abitato dalla paura della malattia, della recidiva, e della morte, azzerando del tutto lo spazio per il desiderio sessuale e per la sessualità.
La donna però, anche se diventa paziente, non smette di essere donna, seduttiva e femminile, bisognosa – più che mai dopo un tumore – di cure, di conferme, e di amore.

La pelle ed i sensi rappresentano il ponte levatoio tra la donna ed il partner, tra se stessa ed il suo benessere.

 

 

 

  • La sessualità assume il ruolo di "cerotto per l'anima".

I baci e le carezze, così come i possibili orgasmi, rappresentano la strada maestra verso il benessere psico-fisico e di coppia.

Lavorare quindi, pro-salute sessuale, è un lavoro mirato al recupero della qualità della vita della donna.