La quantità di sonno necessaria per sentirsi riposati è soggettiva, ma dormire troppo o troppo poco può influenzare negativamente le funzioni cognitive e potrebbe condurre ad un più rapido declino cognitivo.

Una ricerca pubblicata su Sleep indica in 6-8 ore la quantità di sonno ottimale per il riposo del cervello e la prevenzione del declino cognitivo, che risulta maggiore nelle persone che cambiano abitudini diminuendo il numero di ore dormite o aumentandolo ad oltre 8 per notte. 

Esaminando un vasto campione (5431) di adulti e chiedendo loro se avessero cambiato abitudini rispetto a 5 anni prima i ricercatori della London Medical School hanno verificato che chi dormiva mediamente meno di 5 anni prima (partendo da 6-8 ore per notte) oppure più di prima (superando le 8 ore) otteneva punteggi più bassi ai test neuropsicologici rispetto a chi aveva mantenuto le stesse abitudini e dormiva sempre 6-8 ore per notte.

Il declino cognitivo medio di chi aveva ridotto (o aumentato) il sonno è stato stimato pari ad un invecchiamento di 4-7 anni rispetto al resto del campione.

Nel gruppo che dormiva stabilmente 6-8 ore sono state poi riscontrate differenze fra punteggi delle donne (quelle che dormivano 7 ore ottenevano i punteggi più alti, seguite da chi dormiva 6 ore e infine da chi ne dormiva 8), mentre per la parte maschile del campione i punteggi medi non variavano se il soggetto dormiva 6, 7 oppure 8 ore a notte.

I ricercatori hanno concluso che dormire stabilmente da 6 a 8 ore a notte porta ad avere una buona concentrazione e a processare le informazioni in maniera più accurata e rapida, perché il cervello trae beneficio dalla quantità adeguata di riposo notturno.