Recenti lavori clinici sperimentali sembrano mostrarci che alcuni meccanismi che causano un’ipertrofia prostatica benigna, con i relativi sintomi ostruttivi, e un eventuale problema sessuale, soprattutto disturbi dell’erezione, possono avere una causa comune.

prostata
Ghiandola prostatica

Questi disturbi sarebbero determinati da un “non normale” rilascio delle fibre muscolari coinvolte nello svuotamento della vescica e nei normali eventi che scatenano l'erezione e/o l'eiaculazione.

A questo proposito vengono chiamate in cause iperattività del sistema autonomo, sindromi dismetaboliche, aterosclerosi a livello dei vasi pelvici, alterazioni delle vie neurologiche dell’ossido nitrico/guanosina monofosfato ciclico, attivazione del sistema rho-chinasi, disfunzioni endoteliali ed altro ancora che, messe insieme, sembrano essere capaci di determinare tutte le problematiche andro-urologiche osservate.

Recenti studi epidemiologici hanno ulteriormente confermato una forte associazione tra ipertrofia prostatica benigna, sintomi ostruttivi, disfunzioni sessuali che sembra essere indipendente sia dal fattore età che da altre patologie spesso copresenti e dallo stile di vita.

Ricordiamo che le attuali Linee Guida raccomandano, nel trattamento dell’ipertrofia prostatica benigna, l’uso di alfa-litici e di inibitori della 5alfa-reduttasi, da sole o in combinazione, e questi farmaci sappiamo essere capaci di disturbare sia l’erezione che l’eiaculazione.

Da qui l’importanza, soprattutto per un andrologo, di porre l’accento sempre sulla necessità di informare il paziente, in modo dettagliato e quasi maniacale, sui possibili effetti collaterali negativi, a livello della risposta sessuale maschile, che questi farmaci possono scatenare.

 

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