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Tratto evitante di personalità


martedì 1 maggio 2012 da Utente 241xxx
Cari dottori
sono un ragazzo di 27 anni,sin da piccolo ho manifestato forte timidezza che negli anni si è accompagnata da insicurezza e periodo di depressione.Ho cercato sempre di reagire credendo che il problema fosse esterno ma da un anno sto precipitando.Dopo circa 3 mesi di profondo malessere mi sono affidato ad uno psicoterapeuta dal quale mi reco tutte le settimane da 7 mesi.Le cose non sono cambiate se non per il fatto di aver raggiunto la piena consapevolezza del mio male.Mi è stato diagnosticato un Disturbo d'ansia dovuto ad un tratto evitante di personalità.
Fatta la premessa veniamo al dunque:
ho chiesto al mio terapeuta come penso ogni paziente faccia: guarirò mai????
nessuna risposta decisa ma contorsionistiche frasi da psicologo.
Alchè riformulo la domanda in altra maniera:quante persone con questo problema hai guarito???
Ancora nessuna risposta decisa anzi il discorso si sposta sulla mia mancanza di fiducia in lui.
Non capisco perchè a queste domande non si da risposta.
Eppure mi sembra semplice.Ovviamente spero che la risposta sia positiva,ma seppure fosse negativa non ci vedo niente di male nel dirlo (ad un malato terminale glielo si dice che sta per morire).
Voi che risposte mi dareste?????

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Dr. Flavia Massaro

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Caro Utente,

non esiste una risposta sicura alla sua domanda perchè le previsioni sugli esiti di qualunque cura (medica o psicologica) rientrano nel campo delle maggiori o minori probabilità di riuscita.

Di conseguenza le posso dire che con una psicoterapia ben fatta ed eventualmente un supporto farmacologico è possibile che lei risolva del tutto il problema, ma la certezza assoluta non le sarà data da nessuno perchè il lavoro psicoterapeutico è molto complesso e la "materia" (cioè la mente umana) non consente di avere certezze assolute, come si potrebbe averne in altre professioni.

Il punto dunque non è che il suo psicologo non le vuole risponderle, ma che non può risponderle esattamente come un medico che le somministrasse un qualunque farmaco o trattamento non potrebbe darle la certezza assoluta della sua efficacia.

Vedo che non è la prima volta che ci scrive presentando dei dubbi sul trattamento che segue, e quindi le domando se ha parlato chiaramente con il suo psicoterapeuta e se ha valutato la possibilità di cambiare psicoterapia.
Consideri però che se il suo disagio è ventennale non sarà certo qualche mese di psicoterapia a risolverlo, e che quindi deve valutare attentamente se valga la pena di cambiare o meno terapeuta e se il problema non sia piuttosto la comprensibile fretta di guarire che lei ovviamente ha.


Dr.ssa Flavia Massaro, psicologa
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martedì 1 maggio 2012, dopo 12 minuti
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Dr. Giuseppe Santonocito

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>>> nessuna risposta decisa ma contorsionistiche frasi da psicologo
>>>

Allora ci dica quali sono state queste risposte, così capiamo meglio.

>>> guarirò mai????
>>>

Il problema del rispondere a questo tipo di domande, fatte da un ansioso, è che la domanda è bacata in partenza, punti interrogativi abbondanti compresi.

Domande come queste sono esse stesse sintomo d'ansia, ossia una ricerca di rassicurazioni. Lei vorrebbe la sicurezza su qualcosa che nessuno potrà mai darle, perché dall'ansia si può guarire molto bene, ma nel suo caso specifico nessuno ha la palla di vetro per affermare: "Le assicuro che lei guarirà". Medicina e psicoterapia non sono scienze esatte, purtroppo. Solo statisticamente esatte.

Una domanda più utile sarebbe: "Come saprò di essere guarito?"

E la risposta allora sarebbe: quando non sentirà più l'urgenza di chiedersi: "Guarirò mai????"


Dr. Giuseppe Santonocito - Psicologo Psicoterapeuta
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martedì 1 maggio 2012, dopo 0 minuti
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Dr. Antonella Bruschi

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Gentile ragazzo,
capisco il suo bisogno di avere delle risposte, ma -dall'esterno- risulta arduo e scorretto, anche perchè non abbiamo alcuna informazione circa la sua vita sociale, lavorativa, familiare, affettiva, ecc., tratti che sono importanti per fare diagnosi e prognosi(e che per via pc risultano difficili da esporre completamente).
La diagnosi che le é stata fatta é recente ed é stata prodotta sempre dal suo psicologo?
Fra l'altro non é neppure chiaro tipo di approccio utilizzi il suo terapeuta...
Vorrei suggerirle di parlare nuovamente con il suo terapeuta della necessità ( che é anche un suo diritto) di avere le informazioni che ci sottopone. Qualora non vi fossero risposte, può consultare un altro collega.
Tenga presente che potrebbe anche abbinare alla psicoterapia un supporto farmacologico ( che potrà fornirle uno psichiatra) per contrastare la sintomatologia ansiosa.
Cordialmente.
Dott. Bruschi


Dr.ssa Antonella Bruschi
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martedì 1 maggio 2012, dopo 16 minuti
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Replica dell'
Utente 241xxx
Entrambe le risposte mi hanno colpito strappandomi un sorriso e per questo vi ringrazio.
Però...un ansioso ha sempre un però
ho notato che entrambi avete evitato di rispondere alla seconda domanda.
Allora la riformulo: avete avuto pazienti che un bel giorno vi hanno detto di non avere più bisogno di voi?

Aggiungo una nuova domanda :)

>>>>perché dall'ansia si può guarire molto bene
il molto bene sta ad indicare cosa?
Letta da un ansioso:il molto bene indica che dall'ansia non si può guarire ma la si può addomesticare ,attenuare.
Grazie per la disponibilità

martedì 1 maggio 2012, dopo 0 minuti
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Dr. Flavia Massaro

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"Molto bene" significa che è impensabile ottenere una totale soppressione delle reazioni d'ansia perchè fanno parte del normale modo di reagire di ogni persona mentalmente sana a fronte di stimoli ansiogeni.
Di conseguenza l'obiettivo è raggiungere uno stato in cui l'ansia si manifesti solo in occasioni in cui è da considerarsi normale e non patologica.

Per venire alla sua prima domanda, ognuno di noi ha avuto clienti o pazienti (a seconda del lavoro che svolgiamo) con i quali ad un certo punto ha concordato l'interruzione del rapporto perchè il percorso svolto aveva dato tutti i frutti che poteva dare.
E' nostro dovere dire ad una persona che non possiamo aiutare oltre che è necessario che prosegua il lavoro con un altro professionista, quando è il caso.

E' oltretutto sicuramente obiettivo ultimo di ogni psicoterapia che il paziente non abbia più bisogno del terapeuta, perchè significa che è guarito e che non si è sviluppata alcuna dipendenza dalla terapia che ne ostacoli la conclusione.


Dr.ssa Flavia Massaro, psicologa
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Dr. Giuseppe Santonocito

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>>> Allora la riformulo: avete avuto pazienti che un bel giorno vi hanno detto di non avere più bisogno di voi?
>>>

Guai se non ne avessimo!

Il lavoro di psicoterapeuta consiste nel mettere in condizioni il paziente di non aver più bisogno di noi, gentile utente. Perciò quando ci dicono: "Grazie, dottore, non ho più bisogno di lei" significa che hanno compiuto il loro dovere.

>>> un ansioso ha sempre un però
>>>

E quindi saprà d'essere uscito dal suo problema quando non avrà così bisogno di avere però. Il suo bisogno di avere risposte è una manifestazione CENTRALE del suo problema, non un problema secondario.

"Molto bene" significa che in molti casi è possibile uscirne, anche completamente, senza bisogno di addomesticarla, l'ansia. Ma nel suo caso ovviamente non possiamo dirle come stanno le cose, non siamo veggenti.

C'è anche da dire che alcuni approcci terapeutici sono di elezione per l'ansia, ad esempio comportamentale e breve strategico.

Se però le è stato diagnosticato un disturbo di personalità la prognosi potrebbe essere meno sicura, dato che i disturbi di personalità possono essere più lunghi da trattare. Ma se c'è motivazione del paziente e competenza del terapeuta, si risolvono anche quelli. Il problema nei DDP è che spesso la motivazione non è così forte, purtroppo.


Dr. Giuseppe Santonocito - Psicologo Psicoterapeuta
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