Utente 129XXX
Gentili medici salve, mio nonno ha 82 anni, premetto che non soffre di insufficienza renale. Il giorno 15 settembre 2009 è stato sottoposto ad un intervento d angioplastica a causa di un infarto, successivamente, oggi, (al sesto giorno di ricovero ospedaliero) gli è stato riscontrato un problema ad un rene causato dalla suddetta angioplastica. Tra due settimane dovrebbe essere sottoposto ad una seconda angioplastica per porre definitivamente rimedio al suo problema cardiaco, ma i medici sono indecisi se effettuare l'intervento perchè dicono che il rene interessato potrebbe peggiorare o andare addirittura in dialisi. Vorrei sapere se a vostro parere è giusto effettuare l'intervento o sarebbe meglio aspettare un po di tempo. Grazie

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[#1] dopo  
Dr. Vincenzo Martino
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Gentile utente, purtroppo la coronarografia può comportare come grave effetto indesiderato una riduzione della funzionalità renale da tossicità del mezzo di contrasto. In genere tale tossicità è reversibile, ma è ovvio che nel soggetto anziano possa lasciare dei reliquati per la già ridotta efficienza della funzionalità renale stessa. Se è differibile, l'esame può essere rimandato, ma se le condizioni cardiache rendessero necessaria comunque la procedura, esistono comunque dei protocolli di salvataggio della funzionalità renale.
In bocca al lupo per suo nonno.
Saluti
[#2] dopo  
Utente 129XXX

Iscritto dal 2009
si in effetti mio nonno presentava un valore di creatinina già un pò elevato prima dell'intervento. Oggi mi è stato comunicato che la seconda angioplastica sarà effettuata tra 30 giorni visto che il suo quadro clinico lo consente. Tra i protocolli di salvataggio conosco l'idratazione isotonica o semi-isotonica, me ne saprebbe elencare qualche altro a suo parere più efficace? grazie
[#3] dopo  
Dr. Vincenzo Martino
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L'idratazione pre-coronarografia, talora associata alla somministrazione di n-acetil-cisteina, rappresenta a tutt'oggi la più utilizzata forma di profilassi della funzione renale nei soggetti come suo nonno.
Saluti