Utente 131XXX
Salve,

le scrivo per mia madre, 52 anni, affetta da carcinoma mammella con metastasi ossee diffuse al momento della diagnosi, non operata in prima istanza, sottoposta a cicli di chemioterapia rossa, postiva per recettori, in attesa di terapia ormonale.
La tac total body evidenzia metastasi ossee in tutto il segmento analizzato, fegato e oragni interni nella norma, versamento pleurico lieve con piccolo addensamento polmonare.

L'oncologo ci ha parlato soltanto di "scheletro diffusamente colpito" senza accennare al polmone.
Io non so il significato della parola addensamento in oncologia..ma sono molto preoccupata.
Dopo il secondo ciclo di chemio, sono abbassati i globuli bianchi e così il terzo ciclo è stato rimandato ( somministrate punture per globuli bianchi).
Le piastrine sono molto aumentate, prescritta cardioapirina.

In sincerità, sono a chiedervi un parere circa la situazione clinica di mia madre, l'eventualità di un'operazione per rimuovere il primitivo, i termini di sopravvivenza.

grazie.
[#1] dopo  
Dr. Carlo Pastore
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Gentile Utente,

la diffusione scheletrica già di per se preclude l'intervento chirurgico. L'addensamento potrebbe essere una ulteriore localizzazione di malattia (la spia in tal senso viene anche dal versamento pleurico). Il quadro globale non cambia comunque ed è necessaria una chemioterapia sistemica, acido zoledronico per le metastasi scheletriche ed eventuale ormonoterapia a seconda dello stato dei recettori ormonali.

un caro saluto

Carlo Pastore
www.ipertermiaroma.it
[#2] dopo  
Utente 131XXX

Iscritto dal 2009
Buongiorno,

torno a scriverle.
Oltre alla chemioterapia miammadre ha iniziato una terapia ormonale in pasticche, e dal prossimo cilco di chemio le verrà somministrato un farmaco intelligente per le ossa di cui al momento non ricordo il nome.

Mia madre conduce una vita il più possibile normale, ha dolori, ma si rifiuta di prendere gli antidolorifici prescritti al bisogno, per la situazione che vive ha davvero una forza inaudita, esce con noi anche se cammina male, ha voglia di lottare, tornare a vivere, come dice lei.

Io mi rendo conto che la situazione non è facile, anzi.
Continuo a confidare nella forza della vita, del voler vivere. Credo che continuare a programmare il futuro, anche se incerto, possa comunque costituire un valdio supporto psicologico per lei.
I miei piedi stanno ben saldi per terra. Ma ammetto che in queste circostanze lo spettro del suo male si vince con la vita. Con le cose della vita.

Le domando ,infine, se la radioterapia potrebbe tornare utile...il medico non l'ha prevista...
grazie ancora.