Utente 159XXX
salve
ho 54 anni e soffro di ipertensione da qialche anno.
A causa di una sofferenza venosa (ho diverse vene varicose importanti che mi hanno causato episodi di varico flebite, non ho mai preso calcioantagonisti per abbassare la pressione. Da un paio di anni con cadenza ogni 10-15 giorni ho avuto episodi di aritmia cardiaca che io ritenevo di tachicardia che si sono sempre risolti entro le 24 ore tant'e' che non ho mai avuto modo di fare un ecg durante uno di questi episodi. Ora succede che dall' inizio dell' anno ho cominciato ad assumere oltre al betabloccante inderal 2 x 80 mg anche del norvasc 5mg e a partire dalla meta' di gennaio gli episodi di aritmia non si sono mai piu' ripeturi sino a 10 giorni fa quando, dopo un attaco di gastrite dovuto a cattivo cibo, ho avuto la solita aritmia ma questa volta dopo 4 giorni che non passava sono andato a fare un ecg e mi e' stata trovata una fibrillazione atriale in corso ho iniziato subito una terapia con cordarone 200 x2 e clexane 4000 1 al giorno. Dopo 48 ore la fribrillazione e cessata ed il ritmo si e' ripristinato. In passato avevo gia' fatto tutta una serie di esami compreso eco cardi doppler e holter cardiaco ed apparte un leggera IVS non vi era nullo di anomalo. Ora mi preoccupa il fatto che tutti gli episodi di aritmia avuti in passato in realta' erano fribrillazioni atriali e pertanto mi chiedo che tipo di indagini devo fare ? Inoltre oltre a continuare l' attuale terapia antipertensiva c' e' qualcosa ulteriore da fare per evitare l' insorgere di altri episodi ?
grazie

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[#1] dopo  
Dr. Fabio Fedi
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Innanzitutto, qualora non lo avesse già fatto, deve iniziare subito la terapia anticoagulante orale, che è indispensabile nella prevenzione delle tromboembolie nei soggetti con fibrillazione atriale (tanto più nel Suo caso specifico, data l'insufficienza venosa degli arti inferiori). Inoltre, deve affidarsi ad un collega cardiologo che La sottoporrà ai controlli clinici e strumentali necessari per scegliere la migliore strategia terapeutica, che è diversa da caso a caso.
Cordiali saluti
[#2] dopo  
Utente 159XXX

Iscritto dal 2010
Il cardiologi mi ha fatto continuare la terapia con il clexane 4000 e 1 compressa da 200 mg di cordarone per altri 3 dopo il ritorno al ritmo s inusuale. Ora devo tornare la prossima settimana per un controllo e per montare un holter. Pensa debba fare comunque una terapia anticoagulante orale ? Tenga presente che comunque seguo una terapia antiaggregante con persantin 75 e cardioaspirina e nel passato in occasione egli episodi di varicoflebite come terapia ho fatto solo il clexane per periodi di 15/20 gg
[#3] dopo  
Dr. Fabio Fedi
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Le ripeto che nel Suo caso la terapia anticoagulante orale è necessaria: gli antiaggreganti non hanno lo stesso effetto protettivo verso gli episodi tromboembolici.
Si affidi comunque alle indicazioni dei cardiologi curanti, che di sicuro conoscono benissimo le linee-guida internazionali per la gestione dei pazienti con fibrillazione atriale parossistica.
Cordiali saluti
[#4] dopo  
Utente 159XXX

Iscritto dal 2010
ok, ma lei pensa che gli episodi avuti in precedenza sia sia sempre trattato di FA ? O potrebbe anche essersi trattato di altro tipo di aritmie ? In quelle occasioni non ho mai fatto ECG ma ho sempre monitorato i battiti che non hanno mai superato gli 85 bpm
[#5] dopo  
Dr. Fabio Fedi
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Naturalmente, in assenza di qualunque documentazione non mi è possibile neanche ipotizzare quale tipo di aritmia abbia avuto nel corso degli episodi precedenti.