Utente 177XXX
Gentile Medicitalia,
sono una donna di 48 anni in transito verso la menopausa. Da sempre cefalgica in questo periodo ho riscontrato un aumento delle cefalee / emicranie, presumibilmente di natura vasomotoria. In cura con un neurologo si è paventata l'idea di curare il disturbo con triciclici a bassi dosaggi. Ma l'atteggiamento del medico è attendista dati gli effetti collaterali che un trattamento prolungato di questo tipo potrebbe procurare.
Aggiungo che si è esclusa la possibilità della TOS per incompatibilità con la cefalea. Ho incontrato un farmacista che mi ha caldamente consigliato l'assunzione giornaliera di rodiola asserendo che in quanto captatore di serotonina potrebbe migliorare la mia situazione. Mi sembra da non esperta che il discorso abbia un senso. Chiedo a questo punto una vs. opinione e anche, se possibile, indicazioni sulla durata del trattamento. Il farmacista in questione mi ha parlato di 1 o 2 anni, ma a me sembra un periodo molto lungo.
Ringraziandovi per la pazienza e la disponibilità che volete riservarci, vi porgo cordiali saluti.
[#1] dopo  
Dr. Valentino Fontebasso
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Gentile Signora,
il consiglio del suo farmacista è pertinente. Le proprietà accertate della rodiola consistono infatti nella capacità di aumentare i livelli di serotonina cerebrale - come fanno i triciclici e i triptani, potenti anticefalalgici - riducendo però i livelli delle altre catecolamine responsabili dei "disordini" vasomotori. Ha inoltre la capacità di stimolare la produzione dei cosiddetti oppioidi endogeni, cioè quelle che potremmo definire "molecole del benessere".
In sostanza la rodiola può renderle beneficio per la cefalea, ridurre l'affaticamento fisico e psichico, migliorare la memoria, contemporaneamente risultando (dati scientificamente provati) priva di effetti collaterali. C'è solo da dire che un uso prolungato può creare, in alcuni casi, insonnia ed irritabilità. Le confermo comunque che nel suo caso bisogna prevedere tempi lunghi di assunzione del fitoterapico.
Nel caso decidesse di intraprendere questa strada, mi permetto di segnalarle che non tutti i preparati in commercio sono equivalenti: deve essere un po' "pignola" nel trovare un prodotto che rechi un "titolo" (contenuto di principio attivo) di rosavina almeno al 3,6% e assumerne 100-150 mg al giorno.
Cordialità
[#2] dopo  
Utente 177XXX

Iscritto dal 2010
Gentile Dott. Fontebasso,
la ringrazio infinitamente per la sua risposta. Farò buon uso dei suoi preziosi consigli e cercherò la formulazione del farmaco così come da lei consigliato.
La saluto caramente